Saturday, September 08, 2007

pasquale orlando: Approvare la legge sulla dignit�sociale per proseguire la riorganizzazione del welfare

Presidio al consiglio regionale della Campaniacentro direzionale di Napoli Isola F 13Martedì 18 settembre 2007 alle ore 10.00
Il Forum regionale del terzo settore e il comitato “Il welfare non è un lusso” che riunisce oltre 150 organizzazioni sociali, chiedono l’approvazione della Legge sulla Dignità e Cittadinanza sociale.Dopo i tentativi falliti di questa estate di approvare la legge sulla Dignità e la Cittadinanza sociale, il consiglio regionale il prossimo 13 di settembre - in una seduta monotematica - tenterà nuovamente di licenziare i 75 articoli della legge.Per impedire ulteriori rinvii, ci diamo appuntamento proprio nella stessa giornata, alle ore 10.00 al centro direzionale presso la sede del consiglio regionale, Isola F 13.L’approvazione della legge sul welfare regionale prevista per ogni Regione dalla legge quadro sul sistema socio-assitenziale, la 328 del 2000 si propone di rendere stabile l’organizzazione territoriale e la programmazione sociale, definisce i poteri sostitutivi nel caso di inadempienze da parte dei vari livelli istituzionali, regolamenta i diversi ruoli dei soggetti del terzo settore e fissa i criteri e gli standard di funzionamento.Il consiglio regionale della Campania deve prestare la dovuta attenzione a questioni fondamentali per lo sviluppo della regione, per garantire diritti a tutti i cittadini.Il welfare non può essere valutato nemmeno in questa fase della Regione, che ha ancora problemi di crescita economica, solo in termini di costi, bensì anche come ambito importante di sviluppo di attività che, oltre ad avere ricadute positive sul piano occupazionale, contribuisce attivamente alla creazione e al mantenimento del benessere delle persone. Se non si può contare su risposte sicure ai bisogni delle persone, a partire da quelle più fragili e con problemi, che razza di sviluppo potrà mai esserci? La legge, appunto, non risolve tutti questi problemi, ma riteniamo che costituisca uno strumento fondamentale, per rimettere in cammino un processo di riforma che ormai appare bloccato.Questa Regione non approva una legge sociale da oltre vent’anni e non vuole comprendere che la prima emergenza da affrontare è quella sociale.Per informazioni:comitato il welfare non è un lussoTel. 081 7872037 - 0817871289

pasquale orlando: Enrico Letta invita i blogger a Piacenza

pasquale orlando: Enrico Letta invita i blogger a Piacenza

Tuesday, September 04, 2007

Nuovi timori sul sostegno: "Mancheranno 5.000 insegnanti

DISABILITA' - Nuovi timori sul sostegno: "Mancheranno 5.000 insegnanti"
Toccheranno quota 200 mila gli alunni disabili (con handicap certificato) nell’anno 2007-2008: +5% in un anno. Ma rimane invariato il numero di insegnanti di sostegno. Una direttiva ministeriale ha infatti bloccato le assunzioni di nuovi docenti, già in numero insufficiente. Nocera (Fish): "Ne mancheranno 5.000".

- FIORONI: MA NON SONO BADANTI - La risposta del ministro della Pubblica istruzione Fioroni: “Anche quest’anno sarà rispettata la legge in materia”. Ma precisa: “Non spetta a noi garantire l'assistenza. Gli insegnanti di sostegno sono dei collaboratori diretti dell'insegnante di classe, non sono né assistenti sociali, né badanti”.

pasquale orlando: Nuovi timori sul sostegno: "Mancheranno 5.000 insegnanti

Terzo settore e societ�civile: quali prospettive e quale futuro?

Terzo settore e società civile: quali prospettive e quale futuro?
I GIORNI D’EUROPA 2007
Verso il partito democratico
Costiera Amalfitana e Cilento 3 – 8 Settembre 2007

GIOVEDI 6 SETTEMBRE
Vietri sul Mare – Piazza Amendola

Ore 12:00 Terzo settore e società civile: quali prospettive e quale futuro?
Intervengono: Eleonora Cavallaro ( Presidente ACLI Campania), Cristina De
Luca (Sottosegretario Ministero Solidarietà Sociale), Marco Granelli
(Presidente CSV.net), Maria Guidotti (Portavoce Forum Terzo Settore), Marina
Magistrelli (Senatrice Ulivo), Don Antonio Mazzi (Presidente Fondazione
Exodus), Vilma Mazzocco (Presidente Federsolidarietà-Confcooperative),
Paolo Zambelli (Responsabile Relazioni esterne C.d.O.)
Modera: Riccardo Bonacina (Direttore Vita)

pasquale orlando: Terzo settore e societ�civile: quali prospettive e quale futuro?

Sunday, September 02, 2007

Tra innovazione e ricerca l'appuntamento di Letta a Benevento.


Bella iniziativa a Benevento con Enrico Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio e candidato alla segreteria del Partito democratico.
Alle quindici, accolto dal Presidente dell'Amministrazione Provinciale on. Carmine Nardone , Letta ha visitato il Marsec ed apprezzato l'alto livello di ricerca e tecnologia della importante istituzione beneventana. Subito dopo introdotto da Paola Genito e Pasquale Orlando ha discusso con numerosi sostenitori beneventani. All'incontro hanno dato il loro contributo Giovanni Zarro, Giulia Abbate, il ricercatore Gisondi, nonchè Lello DE Stefano già presidente dell'ATO. Presenti in sala tantio giovani e donne con amministratori locali di molti comuni della provincia. Letta era accompagnato dall'europarlamentare Gianni Pittella e dal consigliere regionale Guglielmno Vaccaro.
"Abbiamo voluto utilizzare questo piccolo spazio anche alle tre di pomeriggio- ha detto Pasquale Orlando - per aprire alla città l'opportunità di partecipare alla costruzione del partito democratico e l'entusiasmo e i messaggi di adesione ci rassicurano sul progetto".
Letta che poi si è diretto alla festa di Telese ha centrato il suo intervento sulle potenzialità del Mezzogiorno chimato ad una sfida comunitaria su energia e ambiente candidandosi ad essere la piattaforma delle energie rinnovabili. "Vogliamo riformare davvero il Paese non parlare di riforme. Un riformismo coerente a partire dal welfare, dalle infrastrutture e soprattutto dal capitale umano.

Tuesday, August 21, 2007

Abitare la citta. Convegno di Orvieto delle ACLI.

L’Incontro di studi delle Acli affronta quest’anno il legame tra questione sociale, questione antropologica e questione oiko-logica

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento di Orvieto dove le Acli nei giorni 6-8 settembre 2007 organizzano il loro consueto Incontro di studi, il 40° della serie, sul tema suggestivo: “I luoghi dell’abitare, incontri, conflitti… grammatiche del con-vivere”. Questa volta, come si vede, la scelta valorizza il secondo termine del binomio programmatico “Bios & Polis”, concludendo in tal modo una trilogia che ha attraversato in coerente successione i grandi temi della vita, della felicità e ora della città o, più precisamente, dei luoghi dell’abitare.
leggi tutto:
pasquale orlando: Abitare la città. Convegno di Orvieto delle ACLI.

Saturday, August 18, 2007

pasquale orlando: “Basta ai litigi sul segretario del Pd della Campania: il vero obiettivo deve essere eleggere cento volti nuovi nelle assemblee del


pasquale orlando: “Basta ai litigi sul segretario del Pd della Campania: il vero obiettivo deve essere eleggere cento volti nuovi nelle assemblee del Pd campano

l presidente delle Acli di Napoli lancia una grande assemblea della società civile organizzata per fine agosto

Napoli, 14 agosto 2007 – “Basta ai litigi estivi sul nome del primo segretario del Partito Democratico campano: Margherita e Ds si pongano invece l’obiettivo, insieme alla società civile organizzata, di far eleggere almeno cento nomi nuovi il prossimo 14 ottobre come delegati alle assemblee nazionale e regionale. Si creerebbe così un importante tratto di discontinuità con l’attuale situazione politica della Campania e si darebbe alla gente un motivo valido per scegliere di darsi da fare all’interno del nuovo soggetto.”

Ad affermarlo è Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli e membro della direzione nazionale dell’associazione, che nelle scorse settimane ha annunciato il suo appoggio alla candidatura di Enrico Letta alla segreteria nazionale.

“La gente – afferma Orlando – si è già stufata di ascoltare questa ridda di nomi che riguarda una pletora di candidati, e spesso si tratta dei soliti noti, che corrono per una sola poltrona in un partito che dovrebbe invece essere caratterizzato dalla più ampia partecipazione nei propri organismi democratici. Piuttosto, è giunto il momento di coinvolgere la società civile organizzata, il mondo della cultura, delle professioni, dei saperi, e upportarle affinché da esse provengano numerosi candidati alle assemblee del 14 ottobre prossimo. Cento nomi nuovi, quindi, per un volto nuovo della politica, per un Partito Democratico che sia vera espressione del territorio e non solo degli apparati partitici.”

Orlando annuncia, inoltre, che “entro fine agosto si svolgerà una grande assemblea del civile organizzato che vuole impegnarsi per una politica diversa. Siamo anche noi pronti per dare un contributo che non sia marginale e dire con chiarezza quale Pd vogliamo per il rilancio del sistema Campania.”

pasquale orlando: Prima causa contro Mattel. Codacons denuncia il Ministero


pasquale orlando: Prima causa contro Mattel. Codacons denuncia il Ministero

Prima causa contro Mattel. Codacons denuncia il Ministero I consumatori chiedono di sequestrare tutti i giocattoli prodotti con sostanze vietate e di accertare se vi siano responsabilità penali della Mattel

Parte la prima causa pilota del Codacons contro la Mattel per risarcire la signora L. S. di 44 anni preoccupata per le possibili conseguenze sulla sua bambina di 5 anni, Sara, che ha giocato fino a ieri con una Barbie.

Il Codacons denuncia per omissione di atti di ufficio gli organismi pubblici preposti a controllare che i prodotti immessi sul mercato siano sicuri, secondo quanto stabilito dall'art. 107 del decreto 206/2005.

I responsabili degli omessi controlli sui giocattoli, infatti, devono essere perseguiti. Si tratta di innumerevoli ministeri, a cominciare da quello dello Sviluppo Economico, ma anche Camere di Commercio, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e gli altri organismi di controllo e certificazione.

"Tutti se la prendono con i cinesi e con l’industria che ha per scopo il profitto ma i veri responsabili sono i funzionari dello Stato che hanno il dovere di controllare che la sicurezza dei consumatori non sia asservita al profitto" ha dichiarato Carlo Rienzi, presidente del Codacons.

Esposto del Codacons alla Magistratura, alla quale si chiede di accertare quali siano effettivamente i prodotti commercializzati in Italia con sostanze vietate e pericolose e di procedere conseguentemente al sequestro di tutti i giocattoli proibiti. E' la Magistratura, infatti, che deve fare chiarezza in tal senso.

Si chiede, inoltre, nel caso sia accertata la pericolosità di tali sostanze, di procedere contro la Mattel ex art. 112 del codice del consumo, per aver immesso sul mercato prodotti pericolosi, che secondo la definizione data dall'art. 103 è qualsiasi prodotto che non risponda alla definizione di prodotto sicuro.

Friday, August 10, 2007

pasquale orlando: www.enricolettacampania.it


pasquale orlando: www.enricolettacampania.it
www.enricolettacampania.it
Da oggi è in rete il sito web campano dei sostenitori di Enrico Letta per le primarie del Partito Democratico, all'indirizzo http://www.enricolettacampania.it/. Il sito, curato da Alfredo Budillon e Pasquale Orlando, si arricchirà di giorno in giorno di nuovi contenuti. Già da questo momento è possibile aderire alla candidatura di Enrico Letta e partecipare alle sue iniziative in Campania, inviando una mail a info@enricolettacampania.it. Il sito campano è anche collegato al sito nazionale di Enrico Letta:www.enricoletta.it/.=

pasquale orlando: Tra Francesco Caruso e Valentino Rossi la cosa di sinistra quest'estate l'ha fatta l'agenzia delle entrate.

pasquale orlando: Tra Francesco Caruso e Valentino Rossi la cosa di sinistra quest'estate l'ha fatta l'agenzia delle entrate.

Monday, August 06, 2007

pasquale orlando: Partito Democratico: Un Letta anche per la Campania




Il “nome nuovo” che la gente aspetta e che potrebbe diventare una garanzia per il rinnovamento della politica deve provenire dalla società civile organizzata. “Anche la Campania deve avere il suo Enrico Letta”. Parola di Pasquale Orlando, presidente provinciale delle Acli di Napoli e rappresentante della Campania nella Direzione nazionale della più importante associazione italiana dei lavoratori cristiani, che in regione conta oltre 70mila iscrittI. Anche lui ha scelto, nelle scorse ore, di appoggiare la candidatura del sottosegretario alla presidenza del Consiglio alla guida del nascente Pd.
di Antonella Autero
Domanda. In queste ore si riscontra una grande attenzione verso la candidatura di Letta alla guida dal Pd da parte del mondo dell’imprenditoria, del sociale organizzato, dell’associazionismo. Per quale ragone, secondo lei?
Risposta. Il Partito Democratico rappresenta una grande novità nello scenario politico italiano e Letta è l’uomo che incarna meglio questa novità, sia per motivi anagrafici che per la profonda innovazione che sta cercando di portare nelle idee e nei programmi della nuova formazione politica. E’ necessario, in questa fase, riavvicinare la gente comune alla politica, soprattutto quelli che se ne sono distaccati negli ultimi anni a causa dell’arroccamento delle segreterie dei partiti che non hanno voluto o saputo garantire un vero ricambio dei volti e dei progetti.
D. Il consigliere regionale Dl Guglielmo Vaccaro si dice sicuro che “anche in Campania arriverà una proposta all’altezza delle aspettative dei giovani.” per la guida del Pd. Lei ha in mente qualcuno che nella nostra regione sia in grado di ricoprire il ruolo del Letta campano?
R. Sono convinto che il Pd campano ha l’occasione di compiere una scelta dirompente, uscendo dalla logica per la quale il Pd è una sommatoria Margherita — Ds. Per me il “nome nuovo” che la gente aspetta e che potrebbe diventare una garanzia per il rinnovamento ed un maggiore sviluppo può e deve provenire dalla società civile organizzata.
D. Non vuole fare nomi?
R. Ci sono, sia nel mondo cattolico che in quello laico, tante persone valide che operano da anni, da decenni, nel sociale, difendendo i diritti dei più deboli, degli emarginati, dei poveri. Che si battono per uno sviluppo “dal basso” e per una cittadinanza che sia più attiva e responsabile. Indirizzare la scelta in questo senso spingerebbe anche quelli che una volta erano chiamati “corpi intermedi” a fare un passo in avanti verso un impegno più consistente in politica.
D. Lei ritiene, quindi, che il mondo dell’associazionismo possa e debba ricoprire un ruolo primario nella costituzione del nuovo partito?
R. Se ne discute da parecchio sul mio blog sulle politiche sociali meridionali www.pasqualeorlando.it, dove i visitatori auspicano un dibattito aperto e partecipato a partire dai territori. C’è bisogno di aprire alla società civile organizzata il nuovo partito e di favorire la massima partecipazione delle persone e dei gruppi sociali che animano il dibattito nelle città e che spesso rischiano di essere esclusi dai processi decisionali. La gente è stufa di partecipare in un posto mentre si decide in un altro. In questa fase di trasformazione della politica è d’obbligo osare di più per orientare il cambiamento.
D. Che ne pensa della proposta di Ciriaco De Mita ed Enzo Amendola di una “via campana” per il Pd, organizzato su base federale?
R. Basta che sia veramente “federale” e non, invece, “feudale”: se federale vuol dire dare tutto il potere nelle mani dei rappresentanti locali di Margherita e Ds, allora siamo su una via completamente sbagliata. Se, invece, vuol dire che gli apparati di partito faranno un passo indietro per lasciare più spazio alle forze sociali, non posso che essere d’accordo.

Saturday, July 21, 2007

Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace tra le religioni mondiali a Napoli con Benedetto XVI

pasquale orlando: Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace tra le religioni mondiali a Napoli con Benedetto XVI


Benedetto XVI nel messaggio, inviato all’incontro interreligioso per la pace di Assisi del settembre 2006, ha scritto: “L’iniziativa promossa vent’anni or sono da Giovanni Paolo II assume il carattere di una puntuale profezia”.La Comunità di Sant’Egidio ha voluto sostenere e diffondere negli ultimi venti anni quello spirito di Assisi contenuto nell’invito di Giovanni Paolo II, al termine della storica Giornata di Preghiera del 27 ottobre 1986: “Continuiamo a diffondere il messaggio
della Pace e a vivere lo spirito di Assisi”. Ne è nato un pellegrinaggio di pace che ha fatto sosta, anno dopo anno, in diverse città europee e mediterranee.
Roma (1987 e 88) Varsavia, Bari, Malta. Quindi Milano e, negli anni seguenti,
Assisi e Firenze. Una riunione particolare si tenne nel 1995 nel cuore della
Città Santa, sul tema “Insieme a Gerusalemme: ebrei, cristiani e musulmani”.
Nel 1998 l’eccezionale Incontro di Bucarest “La pace è il nome di Dio: Dio,
l’uomo, i popoli”, che ha aperto la strada alla prima visita di Giovanni Paolo II in un paese ortodosso, avvenuta a Bucarest pochi mesi dopo.
Incontri si sono svolti anche a Lisbona, Barcellona, Palermo, Aachen, poi Milano e Lione. Per fare memoria dei venti anni della prima Giornata di Preghiera ci si è riuniti a Washington e, di nuovo, Assisi.
Il prossimo incontro, dal 21 al 23 ottobre 2007, si tiene a Napoli, città così significativa per la sua storia e la sua collocazione nel cuore del Mediterraneo, crocevia di differenti tradizioni culturali e religiose.
Il tema è: “Per un mondo senza violenza: religioni e culture in dialogo”.
Di fronte alla violenza così diffusa nelle nostre società, ma anche allo spaesamento
che vive l’uomo contemporaneo - nel Nord come del Sud del mondo -, si sente l’urgenza di riaffermare con coraggio la strada del dialogo e della
cooperazione tra le religioni e le culture.
A Napoli, in lingue e culture differenti, si dirà che solo attraverso il dialogo ed il confronto aperto con l’altro è possibile costruire quell’autentica civiltà del convivere così necessaria ad ogni società contemporanea. Napoli, nel cuore del Mediterraneo, dal 21 al 23 ottobre ospita i rappresentanti delle religioni e delle culture mondiali e diviene capitale della pace, raccogliendo le sfide, le domande e soprattutto le attese di uomini e donne, di popoli interi.Tre giorni d’incontro, di preghiera e di confronto, per costruire insieme, nel dialogo, “un mondo senza
violenza”.

Friday, July 20, 2007

CAMPANIA: SERGIO D'ANGELO (III SETTORE), SU WELFARE UNIONE SUPERFICIALE

pasquale orlando: CAMPANIA: SERGIO D'ANGELO (III SETTORE), SU WELFARE UNIONE SUPERFICIALE
''Non mi sorprende che l'opposizione, nel'esercizio delle proprie prerogative, abbia bloccato il disegno di legge sulla dignita' e la cittadinanza sociale. Mi sorprende invece, e ritengo molto grave, la sottovalutazione da parte della maggioranza di centrosinistra sui numeri necessari per approvare un provvedimento importantissimo''. Non usa mezzi termini Sergio D'Angelo, portavoce campano del Forum del Terzo Settore, che ha assistito ieri ed oggi alle discussioni dell'Assemblea legislativa sul ddl Dignita' e cittadinanza sociale. Il Forum del Terzo settore raggruppa 25 Reti in Campania (Acli, Arci, Compagnia delle opere ed altre) per un totale di un milione e mezzo di soci. Dopo il flop della maggioranza che non aveva i numeri per garantire almeno il prosieguo della discussione sul ddl, D'Angelo ha espresso tutto il suo disappunto parlando con i cronisti in sala stampa. ''Abbiamo dato un grande significato a questa legge attesa da trent'anni. Un provvedimento che, pur non risolvendo i problemi della Campania, avrebbe consentito di recepire la legge 328 con le debite regolamentazioni. E' veramente grave che, ad oltre due anni dall'inizio di questa legislatura, non si sia ancora provveduto ad approvarla''. ''Evidentemente - e' l'ultimo commento del portavoce del Forum del Terzo Settore - quello che riguarda il sociale viene considerato ancora marginale. Sul welfare la maggioranza e' stata superficiale''.

Friday, July 13, 2007

NAPOLI/SERVIZIO CIVILE: AL VIA BANDO SPECIALE PER 2000 VOLONTARI

pasquale orlando: NAPOLI/SERVIZIO CIVILE: AL VIA BANDO SPECIALE PER 2000 VOLONTARI

NAPOLI/SERVIZIO CIVILE: AL VIA BANDO SPECIALE PER 2000 VOLONTARI
(ASCA) - Roma, 13 lug - Aveva rappresentato, per Napoli, l'altra faccia del 'patto della sicurezza': un protocollo d'intesa, sottoscritto l'11 giugno scorso tra Ministero della Solidarieta' Sociale, Regione Campania, Comune e Provincia di Napoli, per far si' che 2000 ragazzi potessero fare sul territorio un'esperienza di volontariato al servizio delle proprie citta'. Un primo passo, quello di proporre loro un anno di Servizio civile, per promuovere una nuova 'rete di protezione sociale' favorendo cosi' processi di prevenzione, integrazione e coesione sociale in grado di spezzare il circuito della marginalita' e dell'illegalita' che imprigiona sempre piu' giovanissimi. E' disponibile da oggi sul sito del Comune di Napoli il bando speciale per la presentazione dei progetti di servizio civile nazionale per l'impiego di 2000 volontari in servizio civile nazionale, di cui 1600 da destinare a progetti da realizzarsi nella Citta' di Napoli e 400 da realizzarsi nei comuni della Provincia di Napoli. Sono 10 le aree d'intervento aperte ai progetti delle organizzazioni, che dovranno pervenire entro le 17.00 del 3 agosto prossimo all'Ufficio nazionale per il Servizio civile: assistenza ai disabili, disagio adulto, esclusione giovanile, tossicodipendenza, illegalita', abbandono scolastico, devianza sociale, centri di aggregazione, educazione ai diritti del cittadino e lotta all'evasione scolastica ma, soprattutto, tutte le azioni proposte dovranno essere coerenti con le misure attivate in ambito sociale dall'Amministrazione comunale di Napoli e dai Comuni della Provincia. I ragazzi, tra i 18 e i 28 anni, che cominceranno il loro servizio nel prossimo novembre, saranno selezionati a prescindere dal titolo di studio, per non escludere proprio quelli che hanno piu' bisogno d'inclusione sociale. A nessun Ente e' permesso presentare progetti per piu' di 500 ragazzi, per evitare 'accaparramenti' da parte delle organizzazioni piu' forti, 1600 saranno destinati a proposte da realizzare nella citta' di Napoli e 400 nei comuni della Provincia. sis/sam/sr

Thursday, July 12, 2007

TERZO SETTORE - Fondazione per il Sud: approvati il bando 2007 e il documento sulle fondazioni di comunit�

pasquale orlando: TERZO SETTORE - Fondazione per il Sud: approvati il bando 2007 e il documento sulle fondazioni di comunit�

ROMA - Il Consiglio di amministrazione della Fondazione per il Sud, presieduta da Savino Pezzotta, ha approvato il 10 luglio scorso il Bando 2007 e il sostegno alla creazione di Fondazioni di Comunità nel Mezzogiorno.

“Possiamo annunciare con soddisfazione – ha commentato il Presidente Savino Pezzotta - che la Fondazione, operativa solo da gennaio, abbia, coerentemente con le linee di attività, approvato il Bando 2007, rivolto all’ambito della formazione, e il documento che invita alla creazione di Fondazioni di Comunità nel Sud Italia. Ora possiamo iniziare a perseguire l’obiettivo che ci siamo prefissi, ovvero contribuire all’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno.”

La Fondazione per il Sud presenterà ufficialmente il Bando 2007 e il documento sulle Fondazioni di Comunità nel corso di una Conferenza Stampa che si terrà a Roma il 16 luglio 2007 alle ore 12 all’Hotel Nazionale, alla quale interverrà il Presidente della Fondazione, Savino Pezzotta.

La Fondazione per il Sud, nata nel novembre 2006 da un’alleanza tra Acri (Associazione Casse di Risparmio Italiane) e Forum del Terzo Settore, si propone di promuovere e sostenere interventi di infrastrutturazione sociale nelle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Saturday, July 07, 2007

L’infrastrutturazione sociale e civile del mezzogiorno: Il progetto Sud




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Venerdi 6 Luglio 2007 ore 16.00
Palazzo Armieri
Via Marina c/o Regione Campania

Coordina: Pasquale Orlando Presidente ACLI Napoli

Introduce: Sergio D’Angelo Portavoce Forum regionale Terzo settore

Interventi:
Rosa D’Amelio Ass. Regionale alle Politiche Sociali
Marco Musella Ordinario di Economia Politica Federico II di Napoli

Conclude Maria Guidotti Portavoce Forum Nazionale Terzo settore

L’obiettivo della Fondazione per il Sud, di sostenere lo sviluppo dell’infrastrutturazione sociale e civile del mezzogiorno, deve tener conto dell’effettivo stato di avanzamento della realizzazione del sistema integrato dei servizi socio-educativi al Sud e non può, quindi, prescindere dalla concreta programmazione sociale regionale.

Saturday, June 23, 2007

Si al referendum elettorale ma servono le firme!




Cari amici,

a meno di quaranta giorni dal termine della raccolta delle firme, invito tutti, (proprio tutti!) ad intensificare in maniera significativa gli sforzi.

Il lavoro compiuto fino ad oggi è stato intenso e proficuo, ma non ancora sufficiente. Operiamo tra molte difficoltà, prima tra queste, l’insignificante copertura mediatica di cui ha goduto la nostra iniziativa, che, salvo poche eccezioni, continua a rivelarsi tuttora marginale e insufficiente.

I cittadini, quelli informati, accorrono numerosi e motivati ai banchetti, ma riscontriamo la difficoltà da parte della struttura referendaria, di fronteggiare l’enorme domanda di firme che c’è nel Paese.

Va inoltre segnalato che, considerata la trasversalità della composizione del nostro comitato, le trascorse elezioni amministrative hanno comprensibilmente disperso le energie dei referendari.

Per cui, dopo i risultati assai soddisfacenti ottenuti nel corso del primo mese di strada, devo segnalare, ahimè, un rallentamento significativo della raccolta.

Questo rischierebbe di pregiudicare i risultati finora raggiunti e vanificare i numerosi sacrifici compiuti, a tutti i livelli, dai tanti volontari.

E’ giunta l’ora di raccogliere tutte le energie di cui disponiamo e moltiplicare gli sforzi, perché sono tantissime le attese che i cittadini ripongono nel nostro progetto.

Adesso, più che mai, è necessaria la collaborazione da parte di tutti coloro che credono in questa nostra battaglia contro un’idea notabilare, paternalistica e conservatrice di concepire la politica.

Lavoriamo per la semplificazione dell’assetto istituzionale, per frenare la frammentazione partitica, per restituire governabilità alle istituzioni e trasparenza ai meccanismi elettorali.

Vogliamo restituire dignità alla meritocrazia della competizione elettorale, ristabilire la democraticità del voto e ridurre l’enorme distanza che l’attuale legge elettorale ha determinato nel rapporto tra elettori ed eletti.

Assistiamo sfiduciati e stanchi al “paradosso” di una classe politica che continua a demonizzare la nostra iniziativa, mentre rivela, allo stesso tempo, la propria incapacità a trovare alcuna convergenza per il varo di una riforma parlamentare.

Nel frattempo, nel Paese, s’intensifica un comprensibile ma assai pericoloso sentimento antipolitico che soltanto il referendum sembra in grado di poter arginare canalizzandolo in un progetto propositivo e riformatore.

Il referendum resta, ad oggi, l’unica alternativa al “porcellum”.

E’ questo l’appello che oggi rivolgo a tutti coloro che hanno deciso di “crederci” e che ritengono sia giunta davvero l’ora di cambiare. In maniera credibile e seria, non strumentale.

Ma stiamo attenti, perché senza l’impegno di tutti, rischiamo di spegnere l’unica speranza di riforma fino ad oggi esistente. Non oso immaginare le conseguenze che questo potrebbe determinare per la salute, ormai già pregiudicata, della nostra democrazia.

Abbiamo ancora strada da percorrere e resto fiducioso. La vicinanza e le parole di incoraggiamento spese da tantissimi cittadini, rappresentano le forza autentica di questo progetto che si anima di un’unica tensione civile: l’impegno per un’Italia diversa.

La strada è stata segnata e per una buona parte l’abbiamo percorsa insieme. Proseguiamo determinati, con l’impegno dei cittadini, il desiderio di un Italia diversa resta ancora possibile.

Se falliremo, ciascuno avrà la sua parte, grande o piccola di responsabilità, ma se riusciremo, sarà veramente la vittoria di tutti.




La famiglia: Soggetto sociale e Attore di Sviluppo 2 luglio 2007, Ore 16.30 Napoli,


La famiglia: Soggetto sociale e Attore di Sviluppo
“ Viaggio interregionale e internazionale alla ricerca della via campana per conciliare sostegno alla famiglia e sviluppo economico e sociale della comunità "

Convegno di presentazione del Laboratorio regionale per un
PATTO CAMPANO PER LA FAMIGLIA

2 luglio 2007, Ore 16.30 Napoli, Castel dell’Ovo Antro di Virgilio

16,30 Saluti
- Pasquale Orlando – Presidente ACLI NAPOLI
- Rosa Russo Iervolino – Sindaco di Napoli
- Riccardo di Palma – Presidente Provincia di Napoli
- Alessandra Lonardo - Presidente Consiglio Regione Campania
- Alfonso Andria – Parlamentare Europeo

17,30 Presiede
- Prof.Francesco Paolo Casavola – Presidente Comitato Tecnico Scientifico ACLI CAMPANIA

Introduce
- Eleonora Cavallaro – Presidente ACLI CAMPANIA

17,45 Interventi
La famiglia e l’evoluzione demografica in Europa
- Stéphane Buffetaut – Membre du Comité Économique et Social Européen (CESE)
Le condizioni sociali delle famiglie in Italia
- Mimmo Lucà – Presidente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati
L’esperienza toscana
- Federico Gelli – Vice Presidente Giunta Regione Toscana
L’esperienza campana
- Antonio Bassolino – Presidente Giunta Regione Campania

19,00 Conclusioni
- Andrea Olivero – Presidente Nazionale ACLI
- Rosy Bindi – Ministro delle Politiche per la Famiglia

Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (Portavoce Acli Campania) - 3403008340

Saturday, June 16, 2007

La famiglia: Soggetto sociale e Attore di Sviluppo

La famiglia: Soggetto sociale e Attore di Sviluppo

“ Viaggio interregionale e internazionale alla ricerca della via campana per conciliare sostegno alla famiglia e sviluppo economico e sociale della comunità "

Convegno di presentazione del Laboratorio regionale per un

PATTO CAMPANO PER LA FAMIGLIA

2 luglio 2007, Ore 16.30

Napoli, Castel dell’Ovo

Antro di Virgilio






16,30 Saluti

- Pasquale Orlando – Presidente ACLI NAPOLI

- Rosa Russo Iervolino – Sindaco di Napoli

- Riccardo di Palma – Presidente Provincia di Napoli

- Alessandra Lonardo - Presidente Consiglio Regione Campania

- Alfonso Andria – Parlamentare Europeo



17,30 Presiede

- Prof.Francesco Paolo Casavola – Presidente Comitato Tecnico Scientifico ACLI CAMPANIA



Introduce

- Eleonora Cavallaro – Presidente ACLI CAMPANIA



17,45 Interventi

La famiglia e l’evoluzione demografica in Europa

- Stéphane Buffetaut – Membre du Comité Économique et Social Européen (CESE)

Le condizioni sociali delle famiglie in Italia

- Mimmo Lucà – Presidente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati

L’esperienza toscana

- Federico Gelli – Vice Presidente Giunta Regione Toscana

L’esperienza campana

- Antonio Bassolino – Presidente Giunta Regione Campania



19,00 Conclusioni

- Andrea Olivero – Presidente Nazionale ACLI





E’ stata invitata a partecipare l’On. Rosy Bindi – Ministro delle Politiche per la Famiglia

Tuesday, June 12, 2007

SERVIZIO CIVILE - 39 mila volontari pronti a "partire"

Quasi 9.000 progetti presentati per un totale di 118 mila volontari richiesti. Si sono "salvati" 2.856 progetti, per i poco meno di 39 mila posti disponibili per svolgere il servizio civile (altri 2.000 ragazzi e ragazze presteranno il servizio a Napoli per il progetto speciale sulla legalità). Il 53% dei progetti approvati è nel settore dell'assistenza; il volontariato all'estero rappresenta l'1,4%. L’Ufficio nazionale presenta il nuovo bando e traccia il bilancio 2006-2007. Parte anche la campagna sui mezzi di comunicazione, con lo slogan "Un anno da non perdere".

-La sottosegretaria Cristina De Luca: E domani Prodi dovrebbe chiarire se per il prossimo anno ci saranno i 130 milioni in più chiesti dal ministro Ferrero.

PENSIONI: 200.000 IN PIAZZA. I NONNI CON I NIPOTI. BONANNI: VOGLIAMO RISULTATI

Sono circa 200.000 i pensionati scesi oggi nelle piazze delle principali città italiane per protestare contro la perdita di potere d'acquisto delle pensioni e per una legge sulla non autosufficienza. La stima è della Uilp-Uil, sulla base delle manifestazioni organizzate unitariamente con Spi-Cgil ed Fnp-Cisl.
POLIZIA DISPERDE CAPANNELLI Al termine della manifestazione dei pensionati svoltasi in Piazza Santi Apostoli a Roma, le forze dell'ordine hanno disperso alcuni capannelli di manifestanti che a gruppi, protestando, si stavano avvicinando a Palazzo Chigi. Un comportamento, quello delle forze dell'ordine, che ha provocato la reazione indignata del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. "Sono dispiaciuto e preoccupato per il comportamento delle forze dell'ordine - ha detto Bonanni - pretesto fortemente per un comportamento inqualificabile verso pensionati e persone anziane che non facevano altro che protestare. Quando vengono tollerati gli ultras negli stadi ed i black block". Bonanni ha sottolineato che le forze dell'ordine, nel breve tragitto che da Piazza Santi Apostoli porta a Palazzo Chigi, hanno imposto ai pensionati "di togliersi cappelli e chiudere ombrelli che portavano le insegne sindacali". Un atto gravissimo per il quale - ha assicurato il leader sindacale - "protesteremo formalmente con il ministro degli interni Giuliano Amato. Vogliamo ragione - ha concluso - di un comportamento inqualificabile, di un zelo eccessivo che viola le libertà più elementari".

BONANNI: PRODI MANTENGA PAROLA, ALTRIMENTI CONFLITTO "Noi vogliamo che la parola data da Prodi venga mantenuta. Altrimenti andremo al conflitto col Governo". E' quanto afferma il segretario generale della Cisl Bonanni in vista dell'incontro sul Dpef di venerdì prossimo tra l'Esecutivo e le Parti Sociali. In particolare - secondo il leader sindacale - nel Dpef non potranno mancare misure riguardanti "la rivalutazione delle pensioni più basse, gli ammortizzatori sociali e la contrattazione di secondo livello".

VOGLIO RISULTATI SE NO NESSUN ALTRO ACCORDO Il confronto in atto fra Governo e parti sociali sul tema delle pensioni deve ottenere come risultato almeno la rivalutazione delle pensioni più basse, dei coefficienti di trasformazione "affidabili" e un vero decollo della previdenza integrativa. Se no la Cisl "non è disposta a discutere nessun altro accordo". Ad affermarlo - a margine della manifestazione dei pensionati a Roma - è lo stesso segretario generale del sindacato di via Po, Raffaele Bonanni, che guarda ai tavoli aperti col Governo su welfare, sviluppo e P.A. e al confronto di venerdì prossimo sul Dpef. "O otteniamo questi risultati - ha detto infatti Bonanni - o non siamo disposti a discutere nessun altro accordo". I pensionati - ha aggiunto - dopo "aver costruito l'Italia e averla sviluppata, si trovano ora con un pugno di mosche, con pensioni falcidiate dall'inflazione, che hanno perso il 30%" del loro potere d'acquisto. Per questo la Cisl "chiede la rivalutazione delle pensioni più basse e una legge sulla non autosufficienza, che interessa oltre 3 milioni di soggetti, perché le famiglie non ce la fanno più". La trattativa col Governo quindi, prima che si cominci a parlare di Dpef - secondo Bonanni - "deve concludersi con la rivalutazione delle pensioni, con coefficienti di trasformazione più affidabili e con una vera previdenza integrativa. Sono questi - ha concluso - i 3 pilastri per reggere la quantità necessaria a garantire delle pensioni dignitose".

Monday, June 11, 2007

le vostre idee per Napoli Città Giusta

ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI
Alle Organizzazioni del Terzo Settore
e del Volontariato della Città di Napoli

Oggetto: le vostre idee per Napoli Città Giusta
Il prossimo novembre sarà presentato in Consiglio Comunale il Piano Sociale Triennale Napoli Città Giusta 2007 – 2009: vi invitiamo a proporre e organizzare iniziative o incontri di discussione, riflessione e progettazione sui servizi innovativi di welfare municipale.
I protagonisti siete voi
Per Napoli Città Giusta vogliamo coinvolgere gli utenti, gli operatori pubblici, il terzo settore e il volontariato, esaltando le competenze e le risorse di ciascun soggetto.
Per questo, il Comune, l’ASL NA1, l’Ufficio Scolastico Regionale ed il Ministero della Giustizia hanno già deciso di collaborare per progettare un’agenda strategica.
Cos’è Napoli Città Giusta?
È il primo investimento per rilanciare Napoli, il suo sviluppo e il suo futuro: in una città giusta, le politiche sociali sono strumenti strategici per la crescita della città in termini di qualità della vita, di benessere individuale e collettivo.
Noi e voi, gli stessi obiettivi

L’obiettivo è coinvolgere cittadini, utenti, operatori sociali ed esperienze associative e cooperative sui temi della Città giusta, favorendo la partecipazione al processo di autoriforma del sistema di protezione sociale e valorizzando al massimo la relazione con la Città e la sinergia con il privato sociale.
Ci servono le vostre idee
Per questo, chiediamo il vostro contributo: da oggi, e fino ad ottobre, potete inviare idee, suggerimenti e proposte a partecipazione@comune.napoli.it
Potete trovare il Documento di indirizzo e tutti i materiali utili alla riflessione su www.napolicittasociale.it e www.politichesociali.it
Grazie
L’Assessore
Giulio Riccio

Le Acli adottano la ricerca della Fondazione Tera

'Nuvole azzurre' è il libro sull'Italia del calcio degli Anni '30 che è stato presentato a Pesaro nel corso del Meeting Polisportivo dell'Us Acli. Nei circoli di tutta Italia i salvadanai per sostenere il lavoro dei ricercatori contro i tumori .
Roma, 8 giugno 2007 - Scienza, sport e impegno sociale insieme nella battaglia contro i tumori. Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, con i propri circoli, le sedi e gli impianti dell'Unione sportiva Acli, aderiscono al progetto della Fondazione Tera 'Adotta un ricercatore'. Obiettivo: finanziare la ricerca scientifica dedicata all'alta tecnologia per le malattie oncologiche. Settore in cui la Fondazione guidata dal professor Guido Amaldi opera da oltre un decennio.
Due gli strumenti per sostenere economicamente la campagna: un libro e un salvadanaio. 'Nuvole azzurre' è un viaggio di 170 pagine nell'Italia del calcio degli Anni '30, raccontata dai giornalisti sportivi Antonello Capone e Claudio Pasquino; ripercorre l'epopea della Nazionale italiana di calcio attraverso i suoi trionfi nei Mondiali del '34 e '38 e alle Olimpiadi del 1936. Il volume, corredato di oltre 80 foto d'epoca, èstato presentato ai giovani convenuti a Pesaro per il Meeting Polisportivo dell'Us Acli. Presenti gli autori, il segretario generale della Fondazione Tera Gaudenzio Vanolo, il presidente dell'unione sportiva Acli Alfredo Cucciniello e il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero.
I salvadanai per finanziare la ricerca saranno invece distribuiti nei circoli aclisti di tutta Italia, presso gli sportelli del Caf e del Patronato, le società sportive e gli impianti del Unione sportiva Acli. I proventi ricavati dai salvadanai e dalla vendita del libro (offerta di 15 euro per copia) saranno destinati all'erogazione di borse di studio e contratti di ricerca a giovani impegnati nello sviluppo dei progetti di ricerca che la Fondazione Tera porta avanti per la cura dei tumori.
«Promuovendo questo progetto della fondazione Tera - spiega il presidente delle Acli Andrea Olivero - cerchiamo di restare fedeli nello spirito all'invito rivoltoci da Giovanni Paolo II, e rinnovatoci da Benedetto XVI, ad 'allargare i confini della solidarietà'. Non soltanto, quindi, andiamo a dare speranza di guarigione a molti malati, in particolare bambini affetti da forme tumorali curabili solo attraverso queste terapie, ma consentiamo anche a giovani ricercatori del nostro Paese di mettere la propria intelligenza ed il proprio impegno al servizio del bene di tutti».

Saturday, June 09, 2007

Torna in campo il Forum del Terzo Settore della Campania

Eletti tre portavoce: Sergio D’Angelo, Pasquale Orlando, Mario Melluso
Torna in campo il Forum del Terzo Settore della Campania
Hanno siglato la ricostituzione sedici realtà dell’associazionismo, del volontariato e della cooperazione sociale

Napoli, 8 giugno 2007 - Quindici enti del mondo dell’associazionismo, del volontariato e della cooperazione sociale hanno ricostituito nelle scorse ore il Forum del Terzo Settore della Campania, direttamente legato al Forum Nazionale del Terzo Settore.
Si sono riuniti, quindi, per mettere in atto strategie comuni volte alla rappresentanza sociale e politica nei confronti delle istituzioni; al coordinamento e al sostegno alle reti interassociative; alla comunicazione unitaria per dar voce a valori, progetti e istanze delle realtà organizzate del terzo Settore, sedici tra le realtà più note del terzo settore campano. Si tratta di Acli, Adiconsum, Aics, Ancst Lega, Anolf, Antea, Arci, Arci Gay, Auser, Cenasca, Compagnia Delle Opere No Profit, Federsolidarietà, Legambiente, Lega Cooperative Sociali, Uisp, Us Acli. Tra iscritti ed utenti dei servizi, i sedici enti di terzo settore riuniscono circa un milione di cittadini sparsi su tutto il territorio campano.
L’assemblea ha eletto, nell’occasione, tre portavoce: Sergio D’Angelo (Lega Coop Sociali), Pasquale Orlando (Acli), Mario Melluso (Auser). Segretaria è stata eletta Pina Colosimo (Federsolidarietà), tesoriera Francesca Coletti (Arci). I tre portavoce si alterneranno, un anno a testa, fino alla prossima tornata di nomine: inizierà il mandato Sergio D’Angelo.
“La riorganizzazione del Forum del Terzo Settore della Campania - dichiara D’Angelo, portavoce di turno del Forum regionale – risponde ad una nuova consapevolezza di un ruolo più forte che il terzo settore vuole giocare per contribuire al miglioramento delle condizioni di vita e di benessere di tutti i cittadini dei nostri territori. Questo nuovo corso fa tesoro anche delle positive esperienze realizzate finora da varie organizzazioni del terzo settore, per dare loro nuovo slancio, e si colloca in un momento particolarmente difficile per la regione. Esso vuole rappresentare il tentativo, convinto, di dover andare oltre la nostra rete per coinvolgere quanto più possibile le organizzazioni economiche, i soggetti sociali e le istituzioni della Campania: è necessario uno sguardo d’insieme alla molteplicità dei problemi, per un progetto in grado di migliorare complessivamente la qualità della vita nella regione”.
Per comunicazioni: 3403008340; michele.ippolito@fastwebnet.it;ufficio.stampa@gescosociale.it

Wednesday, June 06, 2007

Anche la Curia tifa Napoli. Anticipata la processione del Corpus Domini per evitare la concomitanza con la possibile festa promozione

Sacro e profano - La processione del Corpus Domini a Napoli guidata dall'arcivescovo Crescenzio Sepe si terrà nel pomeriggio di sabato prossimo e non in quello di domenica. Il cambio di data è stato deciso per la concomitanza con una possibile festa dei tifosi napoletani al termine della partita Genoa-Napoli, l'ultima del campionato di serie B che potrebbe coincidere con il ritorno dei partenopei in Serie A.

Esigenze - "Rischiavamo di non far capire ai napoletani che processione era, se quella del Corpus domini o del Napoli. Meglio rispettare le esigenze di ognuno", spiega scherzando il presule a margine della presentazione di un progetto di casa famiglia per i bambini dell'ospedale Santobono. "Faro' il possibile per vedere la partita", promette Sepe ai cronisti.
Come sempre il Cardinale è maestro di buon senso e amore per la città.

Saturday, June 02, 2007

Partito democratico tra ricchi e poveri.

Nel corso degli ultimi 15 anni si è assistito, al tramonto di una società mediamente ricca che con diverse espressioni è stata definita “società opulenta”, “società dei due terzi” e che in sostanza poggiava su un esteso senso di appartenenza al ceto medio da parte della stragrande maggioranza della popolazione, pur tra considerevoli livelli di disuguaglianza. Oggi, per vari fattori, tra cui la precarizzazione del lavoro, la drastica riduzione del potere d'acquisto di salari e pensioni, l'aumento della pressione fiscale e delle tariffe dei servizi, la penalizzazione del risparmio delle famiglie, l'assenza di mobilità sociale prodotta da selezioni sempre più privatistiche dei lavoratori, i ceti medi e popolari si stanno impoverendo. A Napoli peraltro la vicenda del reddito di cittadinanza ha segnalato una percentuali di “poveri- poveri” altissima e dirompente. Lo ha ricordato anche il presidente della CEI mons. Bagnasco nella sua prolusione all'Assemblea Generale di lunedì scorso, quando ha osservato che in Italia si assiste ad “una progressiva crescita del disagio economico” e che “spesso con difficoltà si arriva alla fine del mese”.
Ora, occorre essere consapevoli che questo progressivo impoverimento delle fasce di mezzo della società non è che il preludio, in prospettiva, alla loro cancellazione, poiché il modello sociale che si sta affermando non consentirà l'accesso alla ricchezza, ed a tanta ricchezza, che a più del 20% della popolazione mentre la stragrande maggioranza, nel nuovo modello di società in cui stiamo entrando, è destinata a vivere in un crescente stato di precarietà, nonostante l'entusiasmo dei fautori della cosiddetta “low cost society”. Siamo di fronte ad un bivio: Accompagnare questa trasformazione epocale o cercare di correggerla. Se ci limitiamo ad accompagnarla bisogna mettere nel conto che chi ha soluzioni autoritarie e verticistiche sarà favorito nel far digerire ai popoli delle società avanzate il passaggio da una situazione di diffuso benessere a situazioni di precarietà di massa e di crescente contrasto tra ricchezza e povertà. Se invece vogliamo provare a governarla allora credo che dobbiamo innanzitutto tornare a fare in modo che la politica faccia sentire la sua voce laddove si prendono decisioni di grande interesse pubblico.
Come ha riconosciuto recentemente persino l'ex presidente della Consob, Salvatore Bragantini, “l'economia mondiale è oggi plasmata non più dalle politiche industriali degli stati, ma dalla necessità di rendimento dei super-ricchi; in nome di queste sono state realizzate le ingenti ristrutturazioni industriali del recente passato, in Europa e, ancor più, negli Usa. Esse hanno portato a licenziamenti in massa di operai e classe media; la vita di queste persone è stata sconvolta per permettere a chi era ricco di diventarlo di più”.
Ora, credo che nel Partito Democratico si dovrà discutere molto questo: se limitarsi a ratificare le scelte ultraliberiste dei massimi operatori dell'economia a livello mondiale o se impegnarsi ad esprimere una propria politica economica in grado di delineare un modello di capitalismo che sia ancora conciliabile con la democrazia ed i diritti sociali, prima che sia troppo tardi, perché mi sembra superfluo aggiungere che l'attuale quadro di “deregulation” e di speculazione incontrollata è portatore di instabilità finanziaria e politica dagli esiti imprevedibili.

Oggi si è tornati a parlare di crisi della politica ed il ceto politico sta tornando sul banco degli imputati come non si era più visto dal 1992 in avanti. A me pare che questa, pur fondata polemica sui costi della politica, si limiti ad un aspetto non centrale del problema. Assistiamo, infatti, al seguente paradosso: all'aumento dei costi della politica è corrisposto un progressivo disimpegno dall'esercizio del potere, una perdita di ruolo, una debolezza della politica. Oggi le decisioni che contano e le strategie politiche tendono ad essere definite in centri privati, lontano dai riflettori dei mass media che per lo più dipendono da questi centri di potere reale. Ciò pone anche un grosso problema di pluralismo dell'informazione. Gli eccessivi costi della politica si riducono così ad essere il frutto di una rendita di posizione, che, se vogliamo riconoscerlo, in Italia, accomuna i politici, ai grandi industriali, ai banchieri, ai top managers pubblici e privati.
Questa crisi della politica sembra, dunque, essere la spia di una ben più preoccupante crisi della democrazia, la quale appare sempre meno capace di rappresentare gli interessi diffusi delle più vaste categorie sociali e tende a ridursi a governo di tecnici, ossia a ratificare decisioni nel senso voluto dai poteri dell'economia e della finanza internazionale. E' questa crisi della rappresentanza che deve preoccupare prima di tutto. Perché una politica slegata dalla rappresentanza di ampi interessi sociali è destinata ad impantanarsi nelle sabbie mobili delle poltrone e delle indennità fine a se stesse. Credo che si dovrebbe riflettere di più anche su quanto abbiano inciso la personalizzazione della politica e regole elettorali volte ad una eccessiva “semplificazione” nel diminuire la capacità di rappresentanza della democrazia.

In questo quadro credo che assuma una grande importanza la nascita del Partito Democratico, che può costituire una grande speranza di rinnovamento della politica. Oltre al dibattito sul profilo culturale e valoriale del nuovo partito, credo che vi siano altri punti importanti dai quali potrà dipendere la riuscita del progetto.
In primo luogo, avverto l'esigenza che il nuovo soggetto politico venga connotato maggiormente come il punto di arrivo di una esperienza storica nazionale, di culture politiche, alleate sin dalla nascita, nel 1995, dell'Ulivo, ma dialoganti sin dalla Costituente. Insomma, più Ulivo, o Partito dell'Ulivo che all'elettorato italiano evoca un percorso, un progetto di governo, che Partito Democratico.
Inoltre, credo che non costituisca un dettaglio irrilevante l'”agibilità democratica” del nuovo partito. L'idea di un “offerta pubblica di adesione” al Partito Democratico ha avuto il grande merito di accrescere la consapevolezza che il processo costituente non poteva essere un fatto riguardante solo i partiti fondatori, ma dovesse coinvolgere le forze della società civile ed i cittadini. Mi pare che l'appuntamento del 14 ottobre vada in questa direzione, anche se alcuni dettagli rimangono da chiarire. Uno in particolare: posto che vi saranno liste concorrenti, come sarà il sistema di elezione? Forse su liste bloccate? Io credo che non si possa da un lato proporsi di superare l'attuale legge elettorale del parlamento e dall'altro adottare le liste bloccate nell'elezione degli organi costituenti del Partito Democratico. Solo se si attribuisce ai nuovi soci il potere di scegliere i candidati nelle liste si potrà avere un alto grado di partecipazione.
Ciò presuppone, beninteso, che le liste concorrenti non siano solo modellate sulle ambizioni degli aspiranti leaders del Partito Democratico, ma che contengano opzioni politiche tra loro realmente diverse. Da qui si capirà anche se il nuovo partito avrà natura leaderistica oppure se, come mi sembra auspicabile, consentirà un ragionevole dibattito interno e non soffocherà le voci minoritarie.
Se saprà fare questo darà anche un contributo al superamento della crisi della rappresentanza, di cui il Paese ed in particolare i ceti più deboli, e numericamente maggioritari, hanno assai bisogno.

Thursday, May 31, 2007

Le Acli, la lotta al razzismo e l'impegno dell'Unar

Il 5 giugno si terrà, presso la sede nazionale delle Acli, il seminario di approfondimento "Le Acli, la lotta al razzismo e l'impegno nell'Unar", momento di discussione e partecipazione organizzato per rilanciare l'iniziativa politica e sociale delle Acli su questi temi.

Ricordiamo come le Acli si siano viste riconfermare dal Dipartimento per i diritti e le pari opportunità l'incarico di supporto alle attività dell'Unar, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e di gestione del servizio di call center per i prossimi 27 mesi. Ad introdurre i lavori, atteso l'intervento di Michele Consiglio, Responsabile Area Emigrazione - Immigrazione della Presidenza Nazionale delle Acli e l'intervento di Pino Gulia, coordinatore area immigrazione della Presidenza Nazionale Acli, il quale illustrerà proprio il Progetto Unar.
Nel pomeriggio è invece prevista una riunione operativa con le province coinvolte nei progetti Unar e Immigrazione. Si discuterà degli aspetti organizzativi ed economici dei progetti che saranno avviati nei prossimi mesi e, per quelli già avviati, della possibilità di coordinare ed integrare in modo più efficace il lavoro svolto dalle realtà locali con le attività promosse a livello nazionale. Si parlerà inoltre, con i responsabili e gli operatori coinvolti nella gestione dei Focal Point, dell'organizzazione dei servizi offerti, anche in vista di un possibile ed auspicabile ampliamento della rete di strutture e servizi proposti, che risponda alla crescente richiesta di tutela da parte di quegli immigrati soggetti a discriminazioni razziali, creando spazi di incontro e di sostegno.

Il primo libro in Italia sulle bambine soldato

La casa editrice
Infinito edizioni
presenta
Savané
Bambine soldato in Costa d’Avorio
di Damiano Rizzi e Massimo Zaurrini
prefazione di padre Giulio Albanese
fotografie di Mauro Corinti
martedì 5 giugno, ore 19,00
presso la libreria 360 gradi sud
via Antonio Toscani, 11-13 Roma
Interverrà: Giulio Albanese
Sarà presente Massimo Zaurrini

Quella dei bambini/bambine soldato è una questione che deve essere affrontata globalmente, nella consapevolezza che la comunità internazionale non può rimanere alla finestra a guardare… Nel caso della Costa d’Avorio, la Francia in primis (dalla prefazione di padre Giulio Albanese).
Savané. Bambine soldato in Costa d’Avorio è il primo testo in Italia che affronta il tema delle bambine soldato.
Il libro nasce da un blog tenuto durante una missione umanitaria di Soleterre Onlus da Damiano Rizzi e Mauro Corinti e, grazie al lavoro giornalistico e storico di Massimo Zaurrini, è un’opera unica per affrontare la complessa situazione politica della crisi ivoriana.
Nel lungo conflitto che coinvolge da 10 anni la Costa d’Avorio, oltre 20.000 bambine soldato sono state costrette a imparare il mestiere delle armi. I loro occhi non conoscono lo stupore dell’infanzia. Hanno dato e subìto violenza e, a differenza dei bambini soldato, sono state costrette a vendere il loro corpo e si sono ritrovate presto con figli che non potevano tenere e che a volte sono finiti nelle fosse comuni. Qualcuna è impazzita, e ora gioca con una corda per calpestare il filo maledetto che ha legato la sua giovane anima alla follia della guerra.
In un momento in cui pochi occidentali sono presenti in Costa d’Avorio, questo libro serve a ricordare le troppe vite umane sacrificate in una guerra dimenticata in un continente abbandonato.
Savané è il nome di una ex bambina soldato. Nel libro sono contenute 4 storie di altre Savané che hanno dovuto rinunciare all’infanzia.
I proventi derivanti dai diritti d’autore sono interamente devoluti al progetto di Soleterre Onlus Ho smesso di fare il soldato, che prevede la smilitarizzazione e il recupero delle ex bambine soldato in Costa d'Avorio (per informazioni: www.soleterre.it)
Il libro:
Collana: iSaggi
Titolo: Savané. Bambine soldato in Costa d’Avorio
Autori: Damiano Rizzi e Massimo Zaurrini
Caratteristiche: Formato 15x21, brossura filo refe, copertina plastificata a colori
Pagine: 96 Prezzo: € 7.90 ISBN: 88 89602 171 In libreria da: dicembre 2006
Per informazioni:Infinito edizioni 06 9309839 320 3524918 (Maria Cecilia Castagna)
info@infinitoedizioni.it www.infinitoedizioni.it



Tuesday, May 29, 2007

Cittadinanza: appello ai parlamentari per una legge 'giusta'


Promosso da Acli, Caritas, Sant’Egidio, Migrantes e Centro Astalli

Una «giusta» riforma della legge sulla cittadinanza «in tempi brevi», per favorire in particolare i minori figli di genitori stranieri e le famiglie immigrate stabilmente residenti. E’ quanto chiedono le Acli insieme alla Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione Migrantes e la Fondazione Centro Astalli con un appello ai parlamentari in vista della discussione, prima alla camera e poi al Senato, della nuova proposta di legge.

I promotori dell’appello ricordano che in Italia vivono circa 600mila minori di origine straniera, di cui oltre la metà nati in Italia. Minori che sono «una grande risorsa per il Paese ma potrebbero anche costituire un problema se in loro il sentimento di appartenenza alla società italiana venisse ostacolato». Per questo chiedono che la riforma «rafforzi e privilegi la tutela della famiglia dei minori stabilmente dimoranti sul territorio italiano» e «che non venga esteso oltre il limite di tre anni il requisito del preventivo regolare permesso di soggiorno in Italia dei genitori». In particolare, per il positivo inserimento del minore, anche se nato all’estero, vengono chieste «adeguate modalità di attribuzione della cittadinanza già prima del compimento della maggiore età», insieme a «procedure facilitate di naturalizzazione nei primi anni dell’età adulta».

Perché la legge sia giusta – insistono le Acli e le organizzazioni promotrici – è altresì opportuno «che ai fini della cittadinanza non sia richiesta la rinunzia della cittadinanza straniera», come è per i nostri connazionali all’estero, «perché questa è la formula che meglio rispetta l’identità composita dei migranti, non produce un taglio doloroso con le proprie radici e mette al riparo l’immigrato da conseguenze rilevanti riguardo alla sfera familiare e patrimoniale». Infine, nell’appello rivolto ai parlamentari, si chiede espressamente «che un fatto di grande rilievo culturale come l’acquisto della cittadinanza non venga condizionato da criteri di censo o di reddito».

Friday, May 18, 2007

mangiare, dormire, lavarsi a Napoli

Lunedì 21 maggio 2007 alle ore 11,30 presso l'Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Campania Palazzo Armieri via Marina 19 (altezza via Duomo)

la Comunità di Sant'Egidio presenterà alla stampa e alla città la edizione napoletana 2007 della guida

Dove


mangiare, dormire, lavarsi

Una guida della città per chi vive a Napoli senza dimora
La Comunità di Sant'Egidio pubblica ogni anno una guida per le persone
senza dimora che raccoglie informazioni, recapiti, indirizzi dei servizi utili a chi vive in strada.

Info: santegidio.napoli@tin.it tel. 081 5511177 (lun-ven ore 9,30-12,30) fax 081 58 000 59

Riforma elettorale e Referendum. iniziativa a Napoli.

Riforma elettorale e Referendum
Napoli, Hotel Santa Lucia, mercoledì 23 maggio 2007 ore 17,00

ASSOCIAZIONE PER IL PARTITO DEMOCRATICO -
C a m p a n i a

Partecipa: Giovanni Guzzetta
Introducono: Gennaro Marasca - Amedeo Lepore
Coordina Interventi: Osvaldo Cammarota
INTERVENTI programmati:
Raffaele Cananzi
Pietro Ciarlo
Giuliana Di Fiore
Walter Di Munzio
Clementina Gily Reda
Pasquale Improta
Ernesto Mostardi
Pasquale Orlando
Ernesto Paolozzi
Gianluca Soldi

Thursday, May 10, 2007

Programma Arion a Benevento

Il Programma Arion, collegato a SOCRATES, prevede visite di studio annuali coinvolgenti più Paesi, mediante definizione concertata dei gruppi multinazionali partecipanti in qualità di visitatori-ricercatori e designazione di città/scuole ospitanti.

L’azione ARION è collegata agli obiettivi strategici che l’Unione Europea si prefigge di raggiungere entro il 2010.

Nei futuri obiettivi concreti della CEE sono previsti punti comuni concordati e condivisi tra i paesi dell’Unione, nell’ambito dei sistemi di istruzione e formazione.

La visita di studio ARION 2006/’07, avente come tematica “LA SCUOLA DELL’INFANZIA IN ITALIA” mira alla conoscenza/socializzazione e allo scambio di modalità organizzativo-attuative nei vari paesi, relativamente a tale ordine di scuola.

Nell’ambito delle visite ARION, i visitatori sono Soggetti a vario titolo responsabili delle decisioni in materia di istruzione.
La funzione delle visite è quella di approfondire la conoscenza reciproca dei differenti sistemi educativi europei, confrontare le esperienze e permettere la circolarità dell’ informazione.

Ciascun paese dell’UE organizza, sulla base del principio della reciprocità, visite di studio ARION per gruppi multinazionali.

Tali visite sono rivolte ad esperti ed amministratori dell’istruzione e della formazione e si articolano in conferenze, dibattiti, visite ad istituti scolastici, incontri con responsabili locali, docenti, alunni, altro personale educativo.

Attraverso la conoscenza/considerazione dei diversi sistemi europei di istruzione e formazione, si mira al raggiungimento della definizione di obiettivi comuni (entro il 2010). Le tematiche ARION sono collegate ai “futuri obiettivi concreti”.

Arion: visite di studio per responsabili delle decisioni in materia di istruzione

Arion è un programma di scambi culturali che mira a favorire, all'interno dell'Unione Europea, la circolazione d'esperienze e d'informazioni sulle politiche educative. La funzione principale del programma consiste nel far opera di sensibilizzazione sulla realtà europea nel campo dell'istruzione.
Arion si rivolge a particolari categorie di specialisti operanti nella scuola e ai decisori politici, ovvero coloro che rivestono, a vari livelli, incarichi di responsabilità nel settore.
Si struttura in visite di studio multilaterali, della durata di una settimana, che hanno per oggetto le problematiche formative di maggior rilievo e che coinvolgono un ristretto gruppo di partecipanti, provenienti da Paesi diversi, le cui borse di studio sono finanziate dalla Commissione Europea. Tali visite vengono organizzate nei singoli stati da scuole e da enti e istituzioni attivi nel settore dell’istruzione. Il programma delle visite è coordinato dalle Agenzie Nazionali. L’azione Arion si struttura nelle seguenti attività:
o Organizzazione di visite di studio
o Partecipazione a visite di studio.



ARION a Benevento

Nell’ambito del programma visite di studio ARION anno scolastico 2006-’07, è inclusa anche Benevento (e provincia). Nella nostra città, grazie all’interessamento e all’impegno del dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, dott. Mario Pedicini, è in corso una visita di studio, a tema
“ LA SCUOLA DELL’INFANZIA IN ITALIA”…(vedere programma e scuole ospitanti il gruppo multinazionale di esperti, provenienti da:
Belgio, Francia, Gran Bretagna, Danimarca, Grecia, Svezia .

La visita di studio, organizzata dall’Ufficio Scolastico Provinciale nell’ambito del Programma ARION, si svolge dal 7 all’11 maggio 2007
L’ispettore tecnico Giuseppe Romei ha fornito, nella giornata di apertura, un articolato e completo quadro di presentazione del sistema educativo nelle scuole dell’infanzia in italia.
Altri appuntamenti importanti, oltre alle visite alle scuole, il saluto di Nista e del sindaco…

Le visite si stanno attuando presso le scuole…
Scuole dell’infanzia di Benevento visitate:
-Scuola. Infanzia Ferrovia –IV Circolo
-Scuola Infanzia San Giuseppe Moscati –VI Circolo;

Scuole dell’infanzia della provincia visitate o da visitare, a:
Sant’Angelo a Cupolo, Pietrelcina, Fragneto Manforte, Cerreto Sannita, Cusano Mutri, Morcone, Foglianise, Cautano, Montefalcone V. F.


Il gruppo di lavoro, nominato dal dott. Pedicini con compito di organizzare il programma delle visite si studio, risulta composto dal dirigente tecnico Giuseppe romei, dai dirigenti scolastici Luisa Fusco, Giovanni Paolucci, Giuseppe Patrevita, Giovanna Pedicini, dalle insegnanti Luigia Biele e Carla De Toma.
Il gruppo di lavoro ha curato anche la produzione di un prodotto ipertestuale di presentazione delle scuole dell’infanzia del Sannio, comprendente dati quantitativi ed esperienze progettuali innovative e di buona pratica. Certamente la visita di studio e la presenza di esperti è un motivo di orgoglio per la scuola sannita e, soprattutto, fornirà ulteriori opportunità di confronto e di crescita che, si prevede, saranno curate dall’ufficio scolastico provinciale anche in termini allargati alle altre scuole.

Sunday, May 06, 2007

Welfare: così si muore di burn out. anche per chi lavora nel sociale il lavoro mette a rischio la vita.

Emergenza lavoro. Lina era un'assistente sociale, stroncata dal troppo stress. «Basta poco e questo lavoro ti manda in tilt», denuncia oggi il marito.

Ugo Esposito ne è convinto: sua moglie è morta sul lavoro, di lavoro. Come quelli che sono volati giù da un'impalcatura a Brescia, o come i carabinieri in Iraq. Solo che lei, Lina Maddaloni, faceva l'assistente sociale a Benevento. «Morire di welfare» a 45 anni, dopo 20 di precariato è possibile. Di più, è comune, secondo Ugo Esposito. Per questo ha scritto al Presidente della Repubblica, per chiedere che il primo maggio, nelle manifestazioni di Napoli, Roma e Benevento anche Lina fosse ricordata tra le vittime del lavoro.
Stress e burn out: questi i rischi maggiori per chi lavora nel sociale. Il lavoro sembra non finire mai: si spinge oltre, non solo in termini di orari, e coinvolge tutta una vita. Racconta Esposito, anche lui impegnato nel sociale come medico del lavoro: «Per il lavoro di mia moglie abbiamo avuto una macchina incendiata, telefonate notturne e minacce di ogni genere». «Quando entri nella vita della gente, nelle loro case», aggiunge, «poi vengono sempre a cercare te, non il sindaco o il ministro ». Spendersi come persone, essere punti di riferimento significa anche questo, oltre che non timbrare cartellini e non avere orari. Nemmeno Lina ne aveva. «La notte in cui è morta di infarto era stata in piedi fino all'una per discutere con una mamma tossicodipendente che chiedeva alle suore che avevano in custodia la figlia un incontro per Natale ». Lina in mezzo, come sempre, tra due fuochi: il desiderio legittimo di una madre e la preoccupazione per la serenità di una bambina. «Quando poi abbiamo deciso di “staccare la spina sociale” e andare a dormire», racconta il medico, «si è addormentata serena, accanto a me». Poche ore dopo, l'infarto e la morte, pochi mesi fa. Lina lavorava più di 10 ore al giorno. Sempre in macchina, su un territorio grande come tre province. Per poco più di 600 euro al mese. Ogni sei mesi, un nuovo contratto. Inesistente per la legge 626: non aveva diritto a nessuna visita medica, nessun tipo di prevenzione.

È il dramma di chi lavora nel sociale, spiega Esposito: «In tutti gli altri settori, il rischio è quantificabile. Per noi, invece, il rischio è totale proprio perché non si conosce». Quantificare il rischio non si può, ma farlo conoscere sì. Per questo lo scorso 22 aprile alla manifestazione per la regolarizzazione dei contratti nel sociale di Napoli, ha distribuito 1.500 cartoline con il testo della lettera inviata a Napolitano. Per questo, ha deciso di organizzare assieme alle Acli e Gesco Campania per il 22 maggio una giornata di riflessionne dal titolo «Di welfare si muore».

Sunday, April 29, 2007

Napoli: 1 Maggio a Pomigliano per ripartire dal lavoro.

Quest'anno CGIL-CISL-UIL hanno deciso di svolgere il corteo per la celebrazione della Festa dei Lavoratori del 1° Maggio a Pomigliano.
Tale scelta racchiude l'esempio più profondo di quella lotta che il Sindacato non ha mai interrotto per la legalità, lo sviluppo, la coesione sociale, per il riscatto dei cittadini del Mezzogiorno che non si rassegnano bensì combattono per affermare i valori del Lavoro. Tra l’altro, quest’ultimo periodo, è stato caratterizzato da numerose morti sui luoghi di lavoro: segnale evidente di precarietà e mancanza di diritti.
In queste settimane, in particolare, i Sindacati Confederali hanno avviato un percorso di assemblee in tutti i luoghi di lavoro su alcuni punti programmatici che sono oggi oggetto di confronto con il Governo e sui quali, dati i Temi (Sviluppo, Welfare, Lavoro), occorre esercitare democrazia attraverso la partecipazione.
Per tali ragioni la scelta di Pomigliano, si configura come il rafforzamento delle parole d’ordine con le quali si indice la Manifestazione Nazionale “ Ripartire dal Lavoro”.
Data l'importanza di tale evento, nella riconferma della condivisione dei valori della Festa dei Lavoratori che ormai da anni vedono la comune partecipare alla manifestazione, vi informiamo che il corteo partirà dalla stazione della Circumvesuviana di Pomigliano e si concluderà con un concerto nella Villa Comunale.

Si invitano, intanto, tutti gli iscritti a partecipare al corteo ed a estendere l'invito a colleghi, amici e simpatizzanti, per rappresentare degnamente il nostro impegno quotidiano sul territorio anche in occasione di questa data così importante dal rilievo storico ed internazionale.

Thursday, April 19, 2007

Armi a scuola: per qualcuno è meglio!

Bush ha riaffermato il diritto degli americani di portare le armi ma ha chiesto di non usarle a scuola, il governatore dello stato della Virginia ha detto invece che se gli studenti le portavano anche loro a scuola non si sarebbero fatti uccidere come pecore. Insomma c’è un certo pluralismo sulla questione armi negli States.

nostalgia del far west...

Friday, April 06, 2007

Previdenza: Acli, rivedere i coefficienti non è tabù. Garantire le giovani generazioni

L’Associazione presenta un documento sulla riforma della previdenza con l’invito a «uscire dalle posizioni tattiche e individuare soluzioni innovative». La proposta di una pensione base legata ad un’anzianità minima di lavoro. L’adeguamento delle pensioni 'basse' al costo della vita. L’esigenza di «razionalizzazione» degli istituti previdenziali
Roma, 5 aprile 2007 – Rivedere i coefficienti di trasformazione delle pensioni non può essere un tabù. Così pure l’innalzamento dell’età pensionabile, sia pure in maniera flessibile, va considerato un percorso ormai obbligato, in linea con gli altri Paesi europei. L’importante è «tenere insieme, allo stesso tempo, compatibilità economica e sostenibilità sociale, uscendo dalle posizioni tattiche e sapendo individuare soluzioni innovative». Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani presentano in un documento approvato dalla direzione nazionale la propria ipotesi di riforma previdenziale, volta a «privilegiare le giovani generazioni di lavoratori».

Secondo le Acli i coefficienti di trasformazione vanno periodicamente rivisti per consentire la tenuta della spesa pensionistica alla luce dell’aumento del tempo medio di vita. Va superato però l’attuale meccanismo che operando revisioni ogni 10 anni finisce per creare situazioni di iniquità tra lavoratori che vanno in pensione a distanza di un solo mese l’uno dall’altro. In questo senso, la revisione può essere operata con frequenze più ravvicinate, in modo da temperare le inevitabili sperequazioni connesse alla condizioni anagrafiche dei singoli lavoratori, facendo salvo il principio della Riforma Dini, a suo tempo condiviso dalle Parti sociali, che voleva commisurare il trattamento pensionistico alla durata media del pensionamento.

È ragionevole altresì adeguare progressivamente l’età pensionabile all’allungamento della speranza di vita, premiando con coefficienti più favorevoli coloro che si rendono disponibili a ritardare l’età massima di pensionamento. Ragionamento simile per la pensione di vecchiaia delle donne, prevedendo però condizioni di miglior favore per coloro che hanno avuto percorsi lavorativi discontinui a causa di impegni connessi all’educazione dei figli. Occorre però ripristinare il meccanismo di flessibilità di accesso al pensionamento di vecchiaia. Per superare lo “scalone” in maniera indolore le Acli suggeriscono di introdurre il requisito di quota 95 con almeno 58 anni di età, che penalizza chi ha solo 35 anni di contributi (35+60) ma che può agevolare chi ne ha 36 (36+59) e ancora meglio chi ne ha 37 (37+58).

Sul piano della sostenibilità sociale le Acli avanzano la proposta di una pensione contributiva minima, vale a dire una pensione base legata ad un’anzianità minima di lavoro, conseguibile dopo un numero minimo di anni, 20 o 25, rapportata alla quantità di contribuzione accumulata, ma favorita da coefficienti di trasformazione più vantaggiosi, e supportata da contribuzioni figurative, volontarie o da riscatto. L’obiettivo è quello di poter coinvolgere con risultati tangibili nel sistema pensionistico pubblico una platea più ampia di lavoratori, anche precari, che abbiano retribuzioni ridotte o che difficilmente possano raggiungere anzianità contributive elevate. Più in generale, l’Associazione ritiene necessario riaffermare il ruolo della contribuzione figurativa come sistema solidaristico che riconosca coperture assicurative per l’impegno del proprio tempo in funzioni sociali che richiedono l’abbandono temporaneo ovvero la riduzione dell’attività lavorativa: dunque i periodi di cura familiare, di formazione professionale ma anche i periodi di disoccupazione. Per il medesimo scopo le Acli chiedono che sia reso effettivo il diritto alla totalizzazione dei contributi versati nei diversi regimi previdenziali, onde evitare che vadano persi spezzoni di contribuzione non cumulabile, e sia facilitata la portabilità degli accantonamenti da un fondo pensione ad un altro, nel contesto di un decollo effettivo delle forme di previdenza complementare, «elemento fondamentale per rendere sostenibili gli esiti della Riforma Dini».

Nell’immediato, le Acli chiedono di attivare percorsi di tutela sociale per le prestazioni liquidate esclusivamente con il sistema contributivo che producano situazioni di estrema debolezza, perfino fuori dai diritti elementari sanciti dall’articolo 38 della Costituzione, legate a casi di invalidità o reversibilità. Più in generale, appare doveroso rivedere il meccanismo di adeguamento delle pensioni al costo della vita valorizzando maggiormente le pensioni basse fino a cristallizzare gli aumenti per quelle alte.

A fronte delle diverse esigenze, per non produrre squilibri indebiti nel sistema pensionistico contributivo, le Acli invitano a riconsiderare con decisione il tema della separazione della previdenza dall’assistenza, in modo da rendere evidenti gli apporti della fiscalità generale dovuti a scelte legislative di tipo solidaristico. Contestualmente risulta necessario procedere ad un’attenta verifica dell’efficienza degli enti previdenziali, allo scopo di eliminare apparati burocratici inutili e dispendiosi, anche prevedendo interventi radicali di adeguamento organizzativo o l’accorpamento di enti che non giustificano una specifica autonomia gestionale.

Thursday, March 22, 2007

Wednesday, March 14, 2007

GIOVEDI 15 MARZO ORE 18- SALA DELLA MUNICIPALITA' DI S.GIOVANNI A TEDUCCIO A NAPOLI, SARA' PRESENTATO IL LIBRO "IL POSTO DEI CATTOLICI"


GIOVEDI 15 MARZO ORE 18- SALA DELLA MUNICIPALITA' DI S.GIOVANNI A TEDUCCIO (sala R.D'Angelo via Atripalda) A NAPOLI, SARA' PRESENTATO IL LIBRO "IL POSTO DEI CATTOLICI" di LUIGI BOBBA. PARTECIPANO MASSIMO MILONE, MARIO DI COSTANZO, MARCO ROSSI, DONATO MOSELLA, PASQUALE ORLANDO.
spunti di rilessione.
Alcide De Gasperi definiva la Dc come “un partito di centro che guarda a sinistra”, Ma a distanza di 15 anni dalla fine di quell'esperienza politica, c'è ancora - e se c'è qual è, oggi - “Il posto dei cattolici"?, Se lo è chiesto Luigi Bobba, già presidente nazionale delle Acli e ora senatore della Margherita, che ha raccolto le sue riflessioni in un saggio pubblicato da Einaudi e presentato a Roma e in tante altre città. Un volume che, sebbene abbia le caratteristiche dell'istant book, è invece frutto di una riflessione iniziata qualche anno fa, quando per Bobba l'esperienza politica non si era ancora tramutata nell'adesione partitica allo schieramento di centro sinistra.
Come già era avvenuto per la “prima romana" anche le altre presentazioni non hanno mancato di radunare una platea numerosissima ed eterogena che andava dai rappresentanti delle istituzioni ai sindacalisti, agli esponenti del mondo della cultura e del volontariato fino alla gente comune" spesso disorientata dalle svolte continue della politica italiana. “Il libro - ha detto Bobba - parte da una domanda presente nella società italiana: non voglio tirare la Chiesa dalla mia parte, ma credo che, in mancanza di valori etici, le democrazie implodano”
Senza troppi rimpianti per i bei tempi andati della Dc, Bobba cerca il posto dei cattolici in quella che, riallacciandosi a De Gasperi, definisce “la quarta fase”: dopo gli anni del partito di centro, poi di centro che guarda a sinistra e poi di unità nazionale, ora il posto dei cattolici è nelle loro comuni radici di formazione all'agire sociale.
“Così come avvenne all'inizio del '900 in reazione al modernismo - ha ricordato - e così come è stato dopo il '68”. L'invito è stato di aprirsi al futuro, ricuperando la propria memoria “e coniugandola con l'osare. Anche perché - ha detto Bobba - oggi ci troviamo ad affrontare problemi che 15 anni fa non esistevano, dall'immigrazione all'etica, alla necessità di essere presenti nel mondo attraverso una politica estera che divenga un elemento fondante della nostra identità nazionale».
Insomma, il posto dei cattolici, non è uno solo (e di certo, per Bobba, non è da una sola parte politica): -Il bipolarismo politico - ha concluso - non si può tradurre in un bipolarismo etico: deve esistere un'etica pubblica condivisa e dobbiamo far vivere i valori trovando convergenze su quelli che sono i temi fondamentali della nostra cultura».
Uno tra gli altri: la solidarietà verso progetti di crescita per il continente africano, che Bobba testimonia devolvendo alla missione diocesana di Inhassoro i diritti d'autore del libro.

Sunday, March 11, 2007

Le statistiche di genere

"Utilizzare una prospettiva di genere significa riscontrare disparità tra uomini e donne sulla base di differenze collegate al sesso (le differenze biologiche) e al genere appunto (le differenze sociali e culturali). Le statistiche di genere, pertanto, investono molti aspetti e molte sfere della società: le attività tra uomini e donne, le loro reciproche relazioni, le differenze nell'accesso e nell'uso delle risorse, le reazioni ai cambiamenti culturali, economici e sociali.

Per descrivere adeguatamente questi tipo di differenze è necessario prendere in considerazione le diverse realtà socio-economiche che investono uomini e donne. Per questo, l'Istat non si limita a raccogliere e analizzare i dati relativi agli individui distintamente per sesso, ma osserva anche i fattori che influenzano i comportamenti di uomini e donne, o che hanno su di loro un impatto differente. Particolare attenzione viene usata ai fattori sociali e culturali che possono introdurre distorsioni di genere anche nei stessi processi di raccolta e analisi dei dati". Così l'Istat presenta le 23 schede di approfondimento, diffuse il 7 marzo, per rendere accessibile a diversi tipi di utilizzatori l'informazione statistica prodotta su uomini e donne rispetto ad otto temi: popolazione; figli e famiglia; capitale umano; lavoro; redditi; partecipazione politica e sociale; salute; sicurezza.
per saperne di più:

pasquale orlando: Le statistiche di genere

Monday, February 26, 2007

www.tfr.gov.it

il governo ha dedicato un sito al tema della previdenza complementare e dell'uso del tfr (trattamento di fine rapporto). E' un argomento importante ed attuale che conviene continuare ad approfondire.

Entro giugno molti sono chiamati ad una scelta difficile: liquidazione o pensione integrativa?

La decisione del Governo di anticipare la riforma della previdenza complementare al 2007, trova una più appropriata chiave di lettura se collocata nel quadro dell’intero sistema pensionistico, di cui la previdenza complementare è da considerarsi ormai parte integrante.
L’elemento più rilevante della riforma consiste nel tentativo di “sbloccare” il Tfr dei lavoratori dipendenti e di destinarlo ad un fondo pensione: se è vero che l’adesione alla previdenza complementare avviene su base volontaria, è pur vero che il lavoratore sarà chiamato a scegliere, entro sei mesi, in merito al destino del suo Tfr, e se non opererà alcuna scelta la normativa prevede che il Tfr venga comunque destinato, nel silenzio del lavoratore, ad un fondo pensione, secondo precise modalità.
È dunque una scelta libera, o si tratta di una scelta forzata? per approfondire

Friday, February 23, 2007

Pensione libera? liquidazione o pensione integrativa?

leggo su Il blog sociale di Pasquale Orlando un testo importante su un argomento di grande attualità:

Entro giugno molti sono chiamati ad una scelta difficile: liquidazione o pensione integrativa?

La decisione del Governo di anticipare la riforma della previdenza complementare al 2007, trova una più appropriata chiave di lettura se collocata nel quadro dell’intero sistema pensionistico, di cui la previdenza complementare è da considerarsi ormai parte integrante.
L’elemento più rilevante della riforma consiste nel tentativo di “sbloccare” il Tfr dei lavoratori dipendenti e di destinarlo ad un fondo pensione: se è vero che l’adesione alla previdenza complementare avviene su base volontaria, è pur vero che il lavoratore sarà chiamato a scegliere, entro sei mesi, in merito al destino del suo Tfr, e se non opererà alcuna scelta la normativa prevede che il Tfr venga comunque destinato, nel silenzio del lavoratore, ad un fondo pensione, secondo precise modalità.
È dunque una scelta libera, o si tratta di una scelta forzata?
Si può ritenere che si tratta di una scelta libera, ma, per così dire, limitata, trattandosi piuttosto di una necessità derivante dalla prevista riduzione degli importi delle future pensioni del sistema obbligatorio, conseguente all’applicazione del calcolo contributivo, in particolare per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995. In tale anno era stata varata la “Riforma Dini” che aveva perfezionato l’architettura del sistema previdenziale, definendo i “due pilastri” sui quali si sarebbe retto il futuro edificio pensionistico: il “primo pilastro”, costituito dal regime generale obbligatorio, a ripartizione e con metodo di calcolo contributivo, e un “secondo pilastro”, costituito dalla previdenza complementare, costituita su basi volontarie, a capitalizzazione.
Per destinare risorse al secondo pilastro si era individuato, per i lavoratori dipendenti, il Tfr; ma tra ritardi e lungaggini, la previdenza complementare, in poco più di dieci anni, ha interessato solo il 13-14% dei lavoratori italiani. Con le disposizioni entrate in vigore dal 2007 il processo decisionale sarà accelerato, almeno per i lavoratori dipendenti del settore privato.
Regime obbligatorio e regime volontario sono dunque i due pilastri. Si tratta di creare le condizioni perché l’edificio sia solido, o meglio, fuor di metafora, sia in grado di garantire pensioni dignitose alle persone nel momento in cui si ritirano dall’attività lavorativa.
Per questo è necessario un oculato uso delle risorse destinate al secondo pilastro, e affinchè ciò si realizzi è necessario che si diffonda la “cultura” del risparmio previdenziale nel nostro Paese.
In parte questa cultura è già presente, come dimostra l’alta propensione al risparmio degli italiani, ma è necessario un salto di qualità. Va, infatti, osservato che ben raramente, nell’immaginario collettivo, il sistema previdenziale è stato percepito come associato al risparmio per la vecchiaia, per costruire il quale il lavoratore è costretto ad esercitare un ruolo attivo. Il sistema di primo pilastro non contiene, infatti, in sé, per sua configurazione, elementi di responsabilizzazione dei lavoratori: la misura della contribuzione è fissata per legge, e quindi non la si può incrementare a piacimento, l’obbligo dei versamenti contributivi ricade sul datore di lavoro, il calcolo di pensione è stabilito dalla legge, e l’Inps è un ente affidabile perché alla fine paga… La pensione viene, quindi, di fatto percepita come un “qualcosa di dovuto” piuttosto che come un qualcosa da costruire giorno per giorno: al lavoratore non viene chiesto di svolgere un ruolo attivo, se non quello di preoccuparsi di controllare che i contributi gli vengano accreditati correttamente e regolarmente.
Con il varo della previdenza complementare il lavoratore è ora chiamato ad un ruolo attivo e consapevole, perché la caratteristica di volontarietà lo chiama comunque ad operare più di una scelta per costruirsi la seconda pensione: destinare o meno il proprio Tfr al risparmio previdenziale, scegliere un Fondo piuttosto che un altro, incrementare o meno la misura della propria contribuzione, scegliere il comparto di investimenti più appropriato alla propria condizione, cambiare comparto, come pure perfino cambiare Fondo, se i rendimenti del suo risparmio previdenziale non lo soddisfano. E si potrebbe continuare.
“Monitoraggio” e “manutenzione” del risparmio previdenziale sono due azioni che impegneranno le persone nel corso della vita lavorativa, affidandosi anche alla consulenza di soggetti indipendenti e imparziali. In questo senso si può affermare che siamo di fronte ad una svolta che è innanzi tutto “culturale”, che fa appello al senso di responsabilità dei lavoratori e dei cittadini. Ma per esercitare un ruolo attivo occorre che i lavoratori siano adeguatamente informati in modo da poter esercitare scelte libere e consapevoli.
Va sottolineato che la normativa non lascia il lavoratore da solo di fronte ai fondi pensione: è stato definito un efficace sistema di vigilanza a garanzia del risparmio previdenziale, affidandone la responsabilità ad un’unica authority, la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), che dispone in merito alla stesura di statuti e regolamenti dei fondi, ne controlla l’operato con visite ispettive periodiche, ed esegue altre operazioni a tutela del risparmio previdenziale.
Perché il cambiamento sia perfezionato occorre tuttavia che vengano messe a punto anche altre misure in grado di favorire la più ampia diffusione della previdenza complementare tra tutti i lavoratori. Occorre che siano presto perfezionate le norme che consentano anche agli operatori del pubblico impiego di iscriversi ad un fondo pensione. Occorre anche che si creino le condizioni perché alcune categorie di lavori molto parcellizzati, come ad esempio la categoria del lavoro domestico, siano messe in condizione di potersi inserire nel secondo pilastro, pur a partire dalle rispettive peculiarità.
Non è possibile, inoltre, nascondersi le difficoltà che potranno incontrare le fasce più deboli del lavoro parasubordinato ed autonomo, per le quali non è possibile disporre del Tfr; analogamente, si presenteranno difficoltà per quei lavoratori dipendenti che prestano lavori precari in modo saltuario, per i quali il Tfr costituisce, di fatto, un ammortizzatore sociale da spendere tra due periodi di disoccupazione.
I problemi, come si vede, non mancano, ma la macchina si è messa in moto. Ora si tratta di operare e di vigilare perché vada nella direzione più favorevole alla tutela del reddito delle persone che hanno dedicato la loro vita al lavoro.