"L'associazione Acli Terra – Benevento, che gestisce i beni confiscati alla criminalit�organizzata presenti sul territorio comunale, avvier�luned�9 giugno 2008 alle ore 12, alla presenza del presidente provinciale delle Acli di Napoli Pasquale Orlando e del sindaco di Afragola Vincenzo Nespoli, la raccolta delle pesche e delle albicocche dai duemila nuovi alberi che sono stati messi a dimora nella zona Cantariello.
Nella stessa occasione saranno collocate, agli ingressi dei vari beni, delle tabelle con l'indicazione di “bene confiscato alla criminalit�organizzata” e degli enti che si occupano della gestione – Comune di Afragola e Acli Terra -.
Il raccolto sar�distribuito a strutture di assistenza presenti sul territorio.
“L'iniziativa - spiega Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli e commissario Acli Terra di Benevento - s'inserisce nell'ambito delle attivit�finalizzate ad un reale utilizzo dei beni confiscati alla criminalit�organizzata, e ci�in coerenza con lo spirito ed i principi della legge n. 109/1996 che ha definito la possibilit�di procedere alla confisca dei patrimoni frutto di attivit�criminali.”
Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (Portavoce Acli Napoli) - 3403008340"
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pasquale orlando: Luned�ad Afragola inizier�la raccolta di frutta nei terreni confiscati alla camorra
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Thursday, June 05, 2008
Sunday, January 06, 2008
Saviano: "Ecco tutti i colpevoli della peste di Napoli" (rifiuti &altro)
È UN territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione. Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l'ossessione di emigrare o di arruolarsi.
E' una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all'opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi.
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pasquale orlando: Saviano: "Ecco tutti i colpevoli della peste di Napoli" (rifiuti &altro)
E' una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all'opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi.
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Monday, November 19, 2007
Il boss Ranucci aveva paura di Saviano: �Spero che i giudici non leggano Gomorra� Saviano: �Ho paura, ma non mi fermo:la gente vuole
Camorra e politica
I timori del capoclan di Sant'Antimo recluso a Novara
NAPOLI — I clan requisiscono i biglietti per le giostre, alle prime comunioni regalano esibizioni di cantanti e sperano che i giudici non abbiano letto «Gomorra». Emerge un inedito spaccato della vita malavitosa dall'ordinanza di custodia cautelare che i carabinieri hanno notificato a tredici affiliati ai clan Ranucci e Petito di Sant'Antimo (l'unica persona sfuggita alla cattura durante il bliz di venerdì, Raffaele Femiano, soprannominato «Michele Placido » per i suoi folti capelli bianchi, è stata catturata ieri a Pozzuoli). Vizi, manie, affari, pubbliche relazioni: nelle 702 pagine a firma del gip Pia Diani c'è di tutto. Per esempio, l'affiliazione «politicamente corretta» di un immigrato di colore al clan Petito: in questa circostanza, nota il gip, il boss Antonio Petito compie «una sorta di descrizione dei princìpi d'onore inseriti nel manuale del perfetto camorrista ». L'immigrato in questione è un senegalese chiamato Jo e fa lo spacciatore per un gruppo rivale. Parlando con lui, Petito usa un buffo italiano che ricalca, probabilmente, quello parlato da Jo: «L'importante che noi essere amici e tu non creare problemi a noi e noi non creare problemi a te. No problema: massima fiducia. Perché se uno sta 'mmiez' 'a via e fa il camorrista, non fare mai scortesie anche se tu un altro colore. Noi uguale: nessuna differenza». Nella vita dei camorristi, ogni tanto, irrompe anche qualche libro: non è detto che siano loro a leggerlo, come ha fatto Vincenzo Di Lauro, figlio secondogenito di Ciruzzo 'o milionario.
continua su: pasquale orlando: Il boss Ranucci aveva paura di Saviano: �Spero che i giudici non leggano Gomorra� Saviano: �Ho paura, ma non mi fermo:la gente vuole e deve sapere.
I timori del capoclan di Sant'Antimo recluso a Novara
NAPOLI — I clan requisiscono i biglietti per le giostre, alle prime comunioni regalano esibizioni di cantanti e sperano che i giudici non abbiano letto «Gomorra». Emerge un inedito spaccato della vita malavitosa dall'ordinanza di custodia cautelare che i carabinieri hanno notificato a tredici affiliati ai clan Ranucci e Petito di Sant'Antimo (l'unica persona sfuggita alla cattura durante il bliz di venerdì, Raffaele Femiano, soprannominato «Michele Placido » per i suoi folti capelli bianchi, è stata catturata ieri a Pozzuoli). Vizi, manie, affari, pubbliche relazioni: nelle 702 pagine a firma del gip Pia Diani c'è di tutto. Per esempio, l'affiliazione «politicamente corretta» di un immigrato di colore al clan Petito: in questa circostanza, nota il gip, il boss Antonio Petito compie «una sorta di descrizione dei princìpi d'onore inseriti nel manuale del perfetto camorrista ». L'immigrato in questione è un senegalese chiamato Jo e fa lo spacciatore per un gruppo rivale. Parlando con lui, Petito usa un buffo italiano che ricalca, probabilmente, quello parlato da Jo: «L'importante che noi essere amici e tu non creare problemi a noi e noi non creare problemi a te. No problema: massima fiducia. Perché se uno sta 'mmiez' 'a via e fa il camorrista, non fare mai scortesie anche se tu un altro colore. Noi uguale: nessuna differenza». Nella vita dei camorristi, ogni tanto, irrompe anche qualche libro: non è detto che siano loro a leggerlo, come ha fatto Vincenzo Di Lauro, figlio secondogenito di Ciruzzo 'o milionario.
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