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Friday, October 01, 2010

Il forum delle persone e associazioni cattoliche per il lavoro: l'opinione di D'Antoni da Europa.

Oggi in piazza per il Sud

Sei grandi organizzazioni di ispirazione cattolica scenderanno oggi nelle piazze delle più grandi città del Sud per far sentire la propria voce sul Mezzogiorno.
Da Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Bari si alzerà un grido di indignazione per l’immobilismo di questi anni. E soprattutto si invocherà una nuova stagione di concordia istituzionale necessaria alla definizione di un grande patto che individui nel riscatto dei più deboli il principale obiettivo strategico nazionale. Un segnale che si unisce idealmente al forte appello al confronto lanciato sabato da Confindustria e all’idea che per rilanciare la crescita del paese una grande intesa cencertativa sia urgente e ormai irrimandabile.
Queste importanti chiamate interrogano in modo diretto la politica e non possono più rimanere inascoltate.
L’Italia deve ripartire da un grande patto sociale che punti al rilancio delle realtà sociali più deboli. In questa prospettiva lo sviluppo del Mezzogiorno assume un significato strategico. Tutte le criticità nazionali si ripresentano infatti con maggiore intensità nel Sud. E il problema centrale sotto il parallelo di Roma si chiama lavoro. Nei giorni scorsi abbiamo letto dati da bollettino da guerra. Al meridione spetta infatti il triste primato europeo del più basso tasso occupazione giovanile, che tocca la soglia del 40 per cento, contro una media nazionale del 28. Ma il dramma del Sud è solo parzialmente rappresentato dagli indicatori ufficiali, che non sono in grado di pesare l’incidenza dello scoraggiamento, che porta moltissime persone a non iscriversi neanche più alle liste di collocamento.
Superare insieme le cause che sono alla base di questo infernale squilibrio, significa sciogliere il nodo centrale dello sviluppo nazionale. È questo il punto centrale – e pienamente condivisibile – della piattaforma che presenteranno oggi Cisl, Movimento cristiano lavoratori, Compagnia delle opere, Confartigianato, Confcooperative ed Acli. Ben concreto e apprezzabile il ventaglio delle proposte che include tra l’altro una vera fiscalità di sviluppo, un piano infrastrutture degno di questo nome e risorse nazionali che vadano oltre gli spot di questi due anni. Ma le associazioni vanno oltre e pongono la sfida meridionale al centro di una battaglia per ristabilire valori fondanti di una comunità quali dovrebbero essere la solidarietà e la fratellanza. Un messaggio che deve illuminare anche l’azione politica.
Perché dalla capacità che avremo di dare risposte all’altezza dipende non solo la futura crescita della ricchezza nazionale, ma anche il riscatto della politica intesa come opera morale al servizio del bene comune.
Al centro di questa azione deve tornare la persona, primo ed essenziale elemento di una società coesa e solidale. Significa sostituire il principio del conflitto con quello della partecipazione, secondo cui ogni membro di una comunità deve sentirsi protagonista nel processo di cambiamento.
Come si traduce questa griglia di valori in concreto? Con la parola “concertazione”. Significa garantire la compartecipazione delle organizzazioni sociali nei processi decisionali e produttivi nazionali.
Promuovere e sostenere le competenze dei corpi intermedi – a cominciare dalla famiglia – secondo il principio della sussidiarietà.
Assicurare, sul piano nazionale, una salda riaffermazione del patto unitario e solidale. Lavorare al cantiere della piena e responsabile condivisione delle responsabilità su obiettivi strategici comuni.
Questa la sfida che ci attende oggi.
Ma solo uscendo dal clima di conflitto sociale, geografico e istituzionale in cui il governo Berlusconi ha gettato il paese saremo in grado di raccoglierla pienamente.
Restituendo una nuova speranza di unità, solidarietà e sviluppo all’Italia e agli italiani.

Tuesday, June 12, 2007

PENSIONI: 200.000 IN PIAZZA. I NONNI CON I NIPOTI. BONANNI: VOGLIAMO RISULTATI

Sono circa 200.000 i pensionati scesi oggi nelle piazze delle principali città italiane per protestare contro la perdita di potere d'acquisto delle pensioni e per una legge sulla non autosufficienza. La stima è della Uilp-Uil, sulla base delle manifestazioni organizzate unitariamente con Spi-Cgil ed Fnp-Cisl.
POLIZIA DISPERDE CAPANNELLI Al termine della manifestazione dei pensionati svoltasi in Piazza Santi Apostoli a Roma, le forze dell'ordine hanno disperso alcuni capannelli di manifestanti che a gruppi, protestando, si stavano avvicinando a Palazzo Chigi. Un comportamento, quello delle forze dell'ordine, che ha provocato la reazione indignata del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. "Sono dispiaciuto e preoccupato per il comportamento delle forze dell'ordine - ha detto Bonanni - pretesto fortemente per un comportamento inqualificabile verso pensionati e persone anziane che non facevano altro che protestare. Quando vengono tollerati gli ultras negli stadi ed i black block". Bonanni ha sottolineato che le forze dell'ordine, nel breve tragitto che da Piazza Santi Apostoli porta a Palazzo Chigi, hanno imposto ai pensionati "di togliersi cappelli e chiudere ombrelli che portavano le insegne sindacali". Un atto gravissimo per il quale - ha assicurato il leader sindacale - "protesteremo formalmente con il ministro degli interni Giuliano Amato. Vogliamo ragione - ha concluso - di un comportamento inqualificabile, di un zelo eccessivo che viola le libertà più elementari".

BONANNI: PRODI MANTENGA PAROLA, ALTRIMENTI CONFLITTO "Noi vogliamo che la parola data da Prodi venga mantenuta. Altrimenti andremo al conflitto col Governo". E' quanto afferma il segretario generale della Cisl Bonanni in vista dell'incontro sul Dpef di venerdì prossimo tra l'Esecutivo e le Parti Sociali. In particolare - secondo il leader sindacale - nel Dpef non potranno mancare misure riguardanti "la rivalutazione delle pensioni più basse, gli ammortizzatori sociali e la contrattazione di secondo livello".

VOGLIO RISULTATI SE NO NESSUN ALTRO ACCORDO Il confronto in atto fra Governo e parti sociali sul tema delle pensioni deve ottenere come risultato almeno la rivalutazione delle pensioni più basse, dei coefficienti di trasformazione "affidabili" e un vero decollo della previdenza integrativa. Se no la Cisl "non è disposta a discutere nessun altro accordo". Ad affermarlo - a margine della manifestazione dei pensionati a Roma - è lo stesso segretario generale del sindacato di via Po, Raffaele Bonanni, che guarda ai tavoli aperti col Governo su welfare, sviluppo e P.A. e al confronto di venerdì prossimo sul Dpef. "O otteniamo questi risultati - ha detto infatti Bonanni - o non siamo disposti a discutere nessun altro accordo". I pensionati - ha aggiunto - dopo "aver costruito l'Italia e averla sviluppata, si trovano ora con un pugno di mosche, con pensioni falcidiate dall'inflazione, che hanno perso il 30%" del loro potere d'acquisto. Per questo la Cisl "chiede la rivalutazione delle pensioni più basse e una legge sulla non autosufficienza, che interessa oltre 3 milioni di soggetti, perché le famiglie non ce la fanno più". La trattativa col Governo quindi, prima che si cominci a parlare di Dpef - secondo Bonanni - "deve concludersi con la rivalutazione delle pensioni, con coefficienti di trasformazione più affidabili e con una vera previdenza integrativa. Sono questi - ha concluso - i 3 pilastri per reggere la quantità necessaria a garantire delle pensioni dignitose".