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Friday, October 01, 2010

Bonanni a Napoli: Sud può essere California d'Europa


di Ilaria Storti

Napoli (dal nostro inviato). Quattro città del Sud (Napoli, Reggio Calabria, Bari, Palermo), oltre 5 mila persone unite in una sola manifestazione, atipica e trasversale. Dal Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel Mondo del Lavoro - composto da Cisl, Movimento Cristiano lavoratori, Compagnia delle Opere, Confartigianato, Confcooperative ed Acli - arriva la chiamata a raccolta di tutti coloro che non vogliono rassegnarsi all'oblio del Mezzogiorno. Un appello "alla partecipazione di tutte le persone di buona volontà impegnate nei nostri movimenti - sottolineaRaffaele Bonanni, nel suo intervento alla manifestazione di Napoli -. E' un appuntamento simbolicamente importante in un momento così delicato della vita nazionale. Un segno di speranza e di impegno, quell'impegno alla partecipazione che ha sollecitato il cardinal Bagnasco. Vogliamo recuperare il coraggio della responsabilità e della testimonianza". Quando chi deve guidare la vita pubblica "smarrisce il senso della sua funzione", secondo il segretario generale della Cisl, "vuol dire che le comunità italiane non riescono fino in fondo a esprimere il meglio che hanno" e "a fare vergognare chi usurpa l'importante funzione che è la politica". Anche per questo il Forum, che non vuole essere "un nuovo partito" o una nuova lobby, ha scelto di mettere al centro di questo impegno la rinascita del Sud e la creazione di una nuova classe dirigente. "A Napoli - ricorda Bonanni - c'è un termovalorizzatore che funziona al 30%. A Salerno c'è voluto un quarto delle risorse per un termovalorizzatore che funziona a pieno regime. Questo è l'emblema di come si opera nel Meridione, dove la spesa viene destinata non per il bene comune ma contro il bene comune. Il Sud può essere la California d'Europa, ma non basta chieder soldi per il Sud, bisogna sapere come si usano. Io - aggiunge il numero uno di Via Po - sono convinto che le risorse, senza una discussione a monte, possono persino rovinare il Mezzogiorno. Qui ci vogliono regole diverse, magari momentanee, ma diverse. Ogni opera pubblica qui deve avere un volto e deve rispettare norme draconiane".
Regole che sono gli stessi cittadini meridionali a esigere, soprattutto di fronte all'imminenza della rivoluzione federalista. Alla Mostra d'Oltremare, sede napoletana dell'iniziativa di ieri, si percepisce immediatamente che le invettive folkloristico-elettorali di Bossi al Sud vengono prese sul serio. E si percepisce che il federalismo qui è temuto, che alla razionalizzazione della spesa si crede poco, mentre si teme molto l'abbandono del Mezzogiorno come una zavorra troppo a lungo tollerata.
"Noi - afferma Lina Lucci, segretario generale della Cisl Campania - dobbiamo fare uno sforzo in più perché la Campania ha una situazione gravissima, debiti per miliardi, disoccupazione altissima. Il risultato di una politica che ha invaso campi, che ha distrutto li tessuto connettivo. L'appello che lanciamo oggi è un appello a intestarci le questioni importanti, emergenziali, e a trovare una condivisione. Se il federalismo - aggiunge Lucci - viene realizzato in assenza di una guida politica di certi processi, allora sarà pericolosissimo. Noi non chiediamo l'elemosina, chiediamo al Governo che si rispettino i parametri perequativi. Non vogliamo essere vittime di sentimenti anti meridionali, che feriscono soprattutto quelli che vogliono farcela".
All'appello, il Forum accompagna delle proposte precise per far ripartire li Mezzogiorno. Le illustraCarlo Costalli, presidente di Mcl: la trasparenza della Pubblica amministrazione; il rifiuto di usare il Pubblico come fonte di assunzioni per risolvere il problema dell'occupazione: la promozione di programmi di educazione alla legalità; la creazione di iniziative per favorire l'ingresso di giovani e donne nel mercato del lavoro con contratti regolari; il contrasto alla povertà attraverso il lavoro. "La politica - aggiunge Costalli - non basta per fare ciò. Chiamiamo a raccolta i cattolici e tutti coloro che si impegnano nella vita pubblica. Siamo vicini alla Cisl per l'impegno nel salvataggio di Pomigliano e chiediamo al Governo un'iniziativa concreta per salvare anche Fincantieri.
La partecipazione dei cittadini comuni, secondo il presidente della Acli di Napoli, è già molto più forte di come venga dipinta a volte sui media. "La coesione sociale di questa area metropolitana - afferma Pasquale Orlando - è tenuta in vita da migliaia di esempi di partecipazione e buona volontà. Il merito di questa giornata è rimettere la gente del Sud al centro del dibattito. Ma oggi, l'unica strada per crescere è affrontare i problemi del lavoro e dell'istruzione. Perché qui, sulla porta del mercato del lavoro, c'è scritto ‘vietato l'ingresso ai giovani'". E un esempio dell'impegno dei cittadini per risollevare il Sud è incarnato dalla cooperativa la Paranza, nata pochi anni fa in uno dei rioni più difficili di Napoli, il rione Sanità. "Oggi - dice Riccardo, uno dei soci della coperativa - è un rione isolato, un po' ghettizzato. Ma è anche un luogo dove ci sono tante realtà positive. La nostra cooperativa nasce per promuovere le bellezze del quartiere e combattere il pregiudizio nei suoi confronti. Nel 2006 abbiamo creato la casa del Monacone, una struttura di accoglienza ricavata da una basilica fatiscente, finanziata dai privati. Da lì è nato il progetto San Gennaro Extra Moenia. Abbiamo avuto in gestione le catacombe del rione e vi portiamo i turisti (col contagocce), però riusciamo a farli entrare. E così abbiamo aperto il quartiere al mondo".
L'impegno del Forum, ricorda Salvatore Del Monaco, presidente della Compagnia delle opere Campania, è dunque quello di "realizzare una socialità diversa, più umana". "Il nostro stare insieme - dice Del Moncao - deve portare a costruire un clima di coesione sociale per contribuire al bene comune. Non vogliamo chiedere dei privilegi ma vogliamo un'inversione di rotta".
Un'inversione di rotta che, secondo Antonio Campese, presidente Confartigianato Campania, è essenziale per il mondo produttivo meridionale. "In Italia- afferma - non si parla mai del diritto al profitto, ossia del mantenimento di regole certe nel medio periodo. Cosa che da noi manca da tempo. Quando si parla di federalismo e deregulation, io mi chiedo se si possa deregolare senza una cultura dell'etica. Non si può fare una deregolamentazione se non c'è una cultura dell'etica, se non c'è certezza delle regole e delle norme".
Dalla Campania giunge, dunque, una richiesta di cambiamento reale. Perché, spiega il presidente di Confcooperative Napoli e Campania, Ferdinando Flagiello, "qui non possiamo più tollerare politiche che difendono le rendite di posizione". "Il federalismo - aggiunge Flagiello - può essere devastante per il Mezzogiorno se non è accompagnata alla razionalizzazione della spesa pubblica e al rientro del deficit regionale".
L'impegno del Forum c'è, dunque, ma i tempi sono strettissimi. "Il Sud è tagliato fuori dall'Europa - ricorda a proposito Bonanni -, proprio mentre nel mondo ci sono popoli che raggiungono lo sviluppo. Senza lo sviluppo non ci sono diritti. Perché i posti di lavoro non si fanno per legge, ma devono essere posti di lavoro reali che vengono creati sul mercato. Al Governo centrale chiediamo una fiscalità di vantaggio che permetta al Sud di essere avvantaggiato, diversamente sarà svantaggiato. Finché c'è sottosviluppo, oligarchie che usano il potere per il bene personale e un mafia che fa da regia, - conclude il segretario della Cisl - il Meridione non rinascerà. Il lavoro è importante, perché noi siamo fatti per esprimere il meglio di noi stessi e per fare di noi stessi delle persone integre. Quando manca il lavoro le persone muoiono perché non possono essere loro stesse".

Tuesday, June 12, 2007

PENSIONI: 200.000 IN PIAZZA. I NONNI CON I NIPOTI. BONANNI: VOGLIAMO RISULTATI

Sono circa 200.000 i pensionati scesi oggi nelle piazze delle principali città italiane per protestare contro la perdita di potere d'acquisto delle pensioni e per una legge sulla non autosufficienza. La stima è della Uilp-Uil, sulla base delle manifestazioni organizzate unitariamente con Spi-Cgil ed Fnp-Cisl.
POLIZIA DISPERDE CAPANNELLI Al termine della manifestazione dei pensionati svoltasi in Piazza Santi Apostoli a Roma, le forze dell'ordine hanno disperso alcuni capannelli di manifestanti che a gruppi, protestando, si stavano avvicinando a Palazzo Chigi. Un comportamento, quello delle forze dell'ordine, che ha provocato la reazione indignata del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. "Sono dispiaciuto e preoccupato per il comportamento delle forze dell'ordine - ha detto Bonanni - pretesto fortemente per un comportamento inqualificabile verso pensionati e persone anziane che non facevano altro che protestare. Quando vengono tollerati gli ultras negli stadi ed i black block". Bonanni ha sottolineato che le forze dell'ordine, nel breve tragitto che da Piazza Santi Apostoli porta a Palazzo Chigi, hanno imposto ai pensionati "di togliersi cappelli e chiudere ombrelli che portavano le insegne sindacali". Un atto gravissimo per il quale - ha assicurato il leader sindacale - "protesteremo formalmente con il ministro degli interni Giuliano Amato. Vogliamo ragione - ha concluso - di un comportamento inqualificabile, di un zelo eccessivo che viola le libertà più elementari".

BONANNI: PRODI MANTENGA PAROLA, ALTRIMENTI CONFLITTO "Noi vogliamo che la parola data da Prodi venga mantenuta. Altrimenti andremo al conflitto col Governo". E' quanto afferma il segretario generale della Cisl Bonanni in vista dell'incontro sul Dpef di venerdì prossimo tra l'Esecutivo e le Parti Sociali. In particolare - secondo il leader sindacale - nel Dpef non potranno mancare misure riguardanti "la rivalutazione delle pensioni più basse, gli ammortizzatori sociali e la contrattazione di secondo livello".

VOGLIO RISULTATI SE NO NESSUN ALTRO ACCORDO Il confronto in atto fra Governo e parti sociali sul tema delle pensioni deve ottenere come risultato almeno la rivalutazione delle pensioni più basse, dei coefficienti di trasformazione "affidabili" e un vero decollo della previdenza integrativa. Se no la Cisl "non è disposta a discutere nessun altro accordo". Ad affermarlo - a margine della manifestazione dei pensionati a Roma - è lo stesso segretario generale del sindacato di via Po, Raffaele Bonanni, che guarda ai tavoli aperti col Governo su welfare, sviluppo e P.A. e al confronto di venerdì prossimo sul Dpef. "O otteniamo questi risultati - ha detto infatti Bonanni - o non siamo disposti a discutere nessun altro accordo". I pensionati - ha aggiunto - dopo "aver costruito l'Italia e averla sviluppata, si trovano ora con un pugno di mosche, con pensioni falcidiate dall'inflazione, che hanno perso il 30%" del loro potere d'acquisto. Per questo la Cisl "chiede la rivalutazione delle pensioni più basse e una legge sulla non autosufficienza, che interessa oltre 3 milioni di soggetti, perché le famiglie non ce la fanno più". La trattativa col Governo quindi, prima che si cominci a parlare di Dpef - secondo Bonanni - "deve concludersi con la rivalutazione delle pensioni, con coefficienti di trasformazione più affidabili e con una vera previdenza integrativa. Sono questi - ha concluso - i 3 pilastri per reggere la quantità necessaria a garantire delle pensioni dignitose".