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Friday, November 14, 2008

Immigrazione: plauso a parole Napolitano e Fini

tratto da:

pasquale orlando news sociali: Immigrazione: plauso a parole Napolitano e Fini:

"L'incontro al Quirinale con i 'nuovi cittadini italiani'


Roma, 13 novembre 2008 - Apprezzamento e gratitudine da parte delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani per la parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nel corso dell'incontro al Quirinale con i 'nuovi cittadini italiani' ha definito l'immigrazione 'fattore di freschezza e di forza per la nazione italiana'. Soddisfazione anche per quanto affermato dal presidente della Camera Gianfranco Fini che ha dichiarato 'maturi i tempi per una nuova legge sulla cittadinanza'.

�Non possiamo non condividere le parole del Capo dello Stato - ha detto il presidente delle Acli Andrea Olivero - che ha avuto il coraggio di presentare il tema dell'immigrazione come risorsa per il nostro Paese, in tempi di parole folli, proposte demagogiche e azioni deprecabili nei confronti dei cittadini stranieri�."

Sunday, May 18, 2008

Acli: Dall’emergenza al futuro possibile. La strategia delle ACLI del Sud.

Resta molto da fare....

Tutte le ACLI meridionali riunite a Napoli il 15 febbraio scorso hanno avviato un dialogo con il nazionale di grande livello e di proposizione politica alta rovesciando la tradizionale immagine di un mezzogiorno depresso alla ricerca di cooptazioni e piccole prebende.Le indicazioni emerse dal convegno “Mezzogiorno, dall’emergenza al Futuro possibile” promosso da un’intesa tra le ACLI di tutte le regioni meridionali segnalano la necessità di ripartire dai territori attraverso un cambio di mentalità, lavorando sia sulla lettura dei bisogni che sul riconoscimento di forti rappresentanze in grado di interloquire costruttivamente nei processi nazionali indispensabili nella costruzione del bene comune.

Un ragionamento territoriale dentro la sfida nazionale richiede paradossalmente di superare eccessive frammentazioni che indeboliscono la visibilità delle esigenze vere delle diverse aree del paese.In questo senso, come per la politica economica italiana, emerge anche per le organizzazioni sociali, il tema delle macroregioni che sono lo strumento per rendere efficace e credibile l’elaborazione e la rappresentanza.

Nelle ACLI questo argomento torna carsicamente nel dibattito e il congresso nazionale con l'approvazione di un ordine del giorno e di un capoverso della mozione finale oltre che nella relazione e nella replica del Presidente ne ha preso atto recependo i risultati dell'incontro di Napoli.

Ora si tratta di rendere concreti questi impegni congressuali.

Del resto non partiamo da zero. L’incontro di Napoli ha presentato una Associazione nel Sud in crescita, con gruppi dirigenti motivati e consapevoli delle sfide sul terreno e della propria nuova responsabilità.
Nei nuovi organismi nazionali, più del passato, dirigenti espressione di questa nuova stagione sono stati coinvolti.
Resta indubbiamente un pregiudizio che peraltro è alimentato da una fase politica in cui a prevalere sono gli istinti primordiali del far da sè. Pregiudizio che non è assente anche nell'associazionismo che nel nord del paese è coinvolto da una montante marea a partire dai singoli territori.

Le ACLI del Sud portano all’Associazione nel suo complesso una vera e propria dinamica associativa fatta di partecipazione e risultati in una fase in cui il rischio di appiattimento burocratico incide sulla vita di tutte le grandi organizzazioni sociali.
Dalle Acli del Sud viene quindi un’offerta di progettualità e competenze per costruire un grande futuro per l’associazione.

Le ACLI meridionali hanno assunto a Napoli impegni precisi che poniamo all’attenzione di tutto il movimento:

1. Costruire un coordinamento politico tra le regioni meridionali che si impegnano a considerarsi una macroregione lavorando innanzitutto nello scambio di esperienze per valorizzare le esperienze pilota e favorire buone prassi.In quest’ottica cresce l’esigenza di una rappresentanza autorevole e non frammentata obbligata al sostegno minuto ma in grado di favorire investimenti ed azioni positive e diffuse.
2. Affrontare insieme con la creazione di un centro di progettazione integrata le opportunità che per il 2007/2013 vengono offerte dall’Unione Europea alle Regioni dell’ Obiettivo 1.Un vero e proprio staff in grado di sostenere la programmazione regionale nell’ambito del QSN., per passare dalle intuizioni alla cantierabilità delle nostre scelte territoriali. Le grandi risorse destinate alle nostre aree, con l’impegno delle ACLI, possono servire nella legalità e nell’efficienza ad uno sviluppo solido e duraturo che non può vederci estranei.
3. In questo senso va perseguita una vera e propria infrastrutturazione del sistema Acli meridionale irrobustendo e diffondendo un sistema di imprese che resta l’anello debole di una associazione altrimenti in crescita.
4. Condividere e gestire le scelte formative per i nostri quadri in modo da garantire una nuova generazione di dirigenti consapevoli e preparati ad agire nel quadro di governance individuato.
5. Approntare una vera e propria task force in grado di sostenere lo sviluppo associativo supportando le aree di crisi e sostenendo i processi locali.

C’è un mezzogiorno nelle ACLI che vuole andare oltre l’emergenza offrendo un contributo forte a tutta l’Associazione. Cominceremo a farlo hic et nunc.

Non si chiede niente a nessuno.
Si vuole costruire un percorso virtuoso capace di cambiare le cose e renderle migliori. Se poi insieme si comprende che è necessario un investimento comune, sarebbe utile per fare di più e meglio. Un pò come fanno tutte le altre organizzazioni che affrontano con successo le sfide che si concentreranno nel Sud nei prossimi anni.


pasquale orlando: Acli: Dall’emergenza al futuro possibile. La strategia delle ACLI del Sud.

Monday, April 21, 2008

ACLI: CONVOCATO IL 23 CONGRESSO NAZIONALE



ACLI: CONVOCATO IL 23� CONGRESSO NAZIONALE: "'Migrare dal Novecento. Abitare il presente. Servire il futuro’. Le Acli nel XXI secolo'. Questo il titolo scelto dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani per il loro 23� Congresso nazionale, che si terr�a Roma, dal 1� al 4 maggio 2008.

La convocazione ufficiale �arrivata dal Consiglio nazionale dell'Associazione, riunitosi a Roma a met�ottobre, che ha discusso e approvato il tema del Congresso, gli orientamenti congressuali e il regolamento in base al quale si svolgeranno le assemblee di circolo e i congressi provinciali e regionali."



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Monday, January 28, 2008

Crisi: appello delle Acli per governo d'intesa

Le dimissioni di Prodi e le consultazioni del Presidente della Repubblica. «Una campagna elettorale con queste regole e con questo clima sarebbe insopportabile». Un richiamo al senso dello Stato e del bene comune nel 60° della Costituzione

Roma, 25 gennaio 2008 - All'indomani del voto del Senato che ha portato alla caduta del Governo Prodi, le Acli lanciano un forte e accorato appello ai partiti «e agli uomini politici più responsabili», perché prendano in seria considerazione, nei colloqui con il presidente della Repubblica, l'ipotesi di un Governo d'intesa, tecnico o istituzionale, in grado di affrontare le più urgenti scadenze politiche ed economiche. Un Esecutivo che metta mano a quelle riforme, prima fra tutte quella elettorale, di cui il Paese ha disperatamente bisogno per non vedersi condannato ad una nuova stagione di contrapposizione ideologica e di instabilità politica.

«Una campagna elettorale con queste regole e con il clima sguaiato che abbiamo potuto 'apprezzare' ieri al Senato - spiega il presidente delle Acli Andrea Olivero - sarebbe insopportabile per il Paese, costretto ad assistere una replica già vista da 10 anni a questa parte, ad una politica che risulta ormai incomprensibile per le persone. In più, per la seconda volta, i cittadini sarebbero costretti a subire l'umiliazione di 'non scegliere' i propri candidati e vederseli imposti dalle segreterie dei partiti, con l'aggravante ulteriore di un sistema elettorale votato all'instabilità».

Legge elettorale a parte, sostengono le Acli, sono molti i nodi che rimarrebbero «drammaticamente irrisolti» se la legislatura si interrompesse bruscamente per andare a nuove elezioni: primo tra tutti, il decreto per la sicurezza negli ambiti di lavoro, contro la tragedia delle morti bianche, che doveva essere emanato entro febbraio. «Rischiamo - dice Olivero - di dover stare altri 6 mesi senza poter applicare la legge sulla sicurezza straordinariamente necessaria e votata tra l'altro da tutto il Parlamento». Quindi la questione dei contratti, dei salari e dei redditi familiari, «che era arrivata finalmente all'ordine del giorno del governo con il coinvolgimento delle parti sociali e sembrava dare finalmente speranze a milioni di lavoratori e di famiglie». Ma anche la legge sulla cittadinanza e quella sull'immigrazione, entrambe in dirittura d'arrivo, «alle quali - ricorda Olivero - hanno lavorato molto anche le associazioni, per assicurare a centinaia di migliaia di persone e famiglie ormai residenti del nostro Paese una vita normale e dignitosa, fuori dalla logica dell'emergenza e della criminalizzazione».

C'è poi la questione dello sviluppo, della produttività e della modernizzazione del Paese. Le Acli invitano a prendere in considerazione la situazione internazionale di emergenza economica e richiamano le parole di ieri del commissario europeo Joaquin Almunia, secondo il quale nell'attuale contesto di crisi 'tutti i Paesi hanno bisogno di governi forti con il sostegno di tutte le parti del Parlamento, non solo delle maggioranze ma anche delle opposizioni'. Una collaborazione fra le diverse forze politiche che sarebbe invece pregiudicata dalle elezioni anticipate. «Se si chiude e si va al voto oggi - insiste il presidente delle Acli Andrea Olivero - ancora una volta non saremo riusciti a riformare l'assetto istituzionale e amministrativo del nostro Paese, per renderlo, come chiedono tutti i cittadini, più efficiente e insieme più trasparente». «Sarebbe un fallimento che indebolirebbe ancora le istituzioni democratiche, alimenterebbe ulteriormente la sfiducia dei cittadini, e finirebbe per avere ricadute negative sulle stesse forze politiche, di maggioranza e opposizione, quali che siano i risultati di una eventuale futura tornata elettorale. A 60 anni, appena festeggiati, dalla nascita della nostra Carta costituzionale, i partiti e gli uomini politici sappiano dimostrare di condividerne e onorarne l'alto senso dello Stato e del bene comune che l'ispira».

Monday, January 14, 2008

Immigrati: le Acli scommettono su quelli giovani

«Riconoscere le qualità professionali e investire sulla formazione linguistica»

«Basta con la paura, è tempo di scommettere sugli immigrati, i giovani in particolare, e le giovani famiglie». In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si è celebrata ieri 13 gennaio, il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero rilancia il tema dell'accoglienza e dell'integrazione, raccogliendo l'appello di ieri della Fondazione Migrantes della Cei e richiamando il messaggio di Benedetto XVI dedicato in particolare ai "giovani migranti".

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