Saturday, November 27, 2010
«Il terzo settore per far ripartire la città»
Wednesday, November 03, 2010
Turismo sociale, le Acli chiedono al vicepresidente De Mita di affidare la gestione dei beni culturali chiusi al terzo settore
Monday, October 18, 2010
Le ACLI di Napoli verso il XXV Congresso Provinciale
le ACLI di Napoli terranno il loro Congresso Provinciale nei giorni venerdì 26 e sabato 27 novembre pv presso il chiostro dei Teatini all'interno della Basilica S.Paolo in Via dei Tribunali- piazza S.Gaetano.
Il tema scelto per il Congresso è: "Pane e Speranza. Associazionismo, Ben/Essere, Mezzogiorno" .
La scelta del luogo vuole testimoniare la voglia di riscatto del centro storico riscoprendo e valorizzando luoghi significativi e spesso paradossalmente poco conosciuti. Il nostro vuole essere un contributo alla costruzione di una rete sociale tesa alla crescita del territorio per il bene comune.
Le ACLI napoletane che rinnoveranno i gruppi dirigenti con un congresso ampio e partecipato, associano nella provincia di Napoli circa venticinquemila persone nei circoli territoriali (60) nelle società sportive (180), nei nuclei delle ACLI Colf delle donne straniere, nei gruppi giovanili, nei Centri di turismo sociale,nell'associazione beni culturali e servono circa trentamila cittadini attraverso il Patronato e il Caf e gli altri servizi al cittadino che promuoviamo.
Wednesday, March 17, 2010
Il 20 marzo al Palazzetto del Mare di Castellammare di Stabia la IV� edizione di “Diritti in piazza”
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COMUNICATO STAMPA
“La Legalità nel lavoro”
Se parliamo di lavoro voglio vederci chiaro!
il 20 marzo al Palazzetto del Mare di Castellammare di Stabia
la IV° edizione di “Diritti in piazza”
Napoli, 17 marzo 2010 - A Castellammare di Stabia, presso il “Palazzetto del Mare”, e in 300 piazze d’Italia il 20 marzo sarà il momento di “Diritti in piazza”, la campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione dei cittadini e dei lavoratori, promossa dalle Acli e dal Patronato Acli che, quest’anno, porterà al centro del dibattito il tema della legalità nel lavoro.
“Abbiamo a cuore la persona, il lavoratore, la sua famiglia, con i suoi doveri ed i suoi diritti, il suo oggi ed il suo domani, ed allora se parliamo di lavoro voglio vederci chiaro. – afferma il presidente delle Acli di Napoli e responsabile per il Mezzogiorno, Pasquale Orlando - Perché parlare di lavoro? Perché un lavoro dignitoso è la premessa affinché ognuno possa realizzarsi pienamente nella propria dimensione personale e collettiva; ma anche per ribadire le responsabilità che ci vincolano, in quanto cittadini, gli uni agli altri e rivendicare i diritti che abbiamo e i doveri che non possiamo esimerci dal rispettare. Per la Campania abbiamo scelto Castellammare di Stabia perché questa importante città è, suo malgrado, teatro di una crisi economica ed occupazionale senza precedenti e centinaia di lavoratori rischiano il posto e su di loro aleggia lo spettro dell’impossibilità di sostenere le proprie famiglie.
Per conoscere i loro diritti, di oggi e di domani, su contributi, maternità, futura pensione, salute, infortuni sul lavoro e disoccupazione i cittadini possono recarsi al Palazzetto del Mare di Castellammare o, in alternativa, visitare il sitowww.patronato.acli.it e contattare il Patronato Acli al numero verde 800.74.00.44.
“In un Paese dominato dal bisogno di lavorare ad ogni costo, - prosegue Orlando - parlare di legalità significa diffondere una cultura di responsabilità e rispetto; significa invertire il senso; ovvero dire basta al lavoro nero, ridurre le disuguaglianze sociali e garantire la tutela dei diritti e doveri dei lavoratori e dei datori di lavoro. In Italia, il lavoro illegale produce un’economia sotterranea pari ad oltre 350 miliardi di euro.Questo significa che esistono circa tre milioni di lavoratori in nero ai quali non vengono versati regolarmente i contributi e che non possono usufruire del sistema nazionale di previdenza sociale obbligatorio e complementare. Essere previdenti significa contribuire con una piccola quota del proprio reddito ad un sistema di sicurezza sociale che garantisce un reddito, o parte di esso a chi ne ha più bisogno. Il lavoro irregolare nega dignità e cittadinanza ai lavoratori ed è la causa principale di una scorretta concorrenza e di un progressivo impoverimento dei sistemi produttivi e di protezione sociale.”
“Diritti in piazza” per camminare insieme nella giusta direzione volta a promuovere la legalità nel Paese, condannando e perseguendo la cultura e la pratica del lavoro nero attraverso l’informazione e la diffusione delle politiche per l’emersione, l’aumento dei controlli e la tutela di tutti i lavoratori. Lo slogan delle Acli è: “Se è vero che il lavoro è il fondamento della nostra democrazia, insieme possiamo tutelarlo.”
Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (Portavoce Acli Napoli) – 3403008340 / 3939019211
Saturday, March 13, 2010
pasquale orlando news sociali: diritti in piazza
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Saturday, January 16, 2010
Acli Napoli, un soggetto politico sociale forte per la metropoli napoletana.
Monday, December 22, 2008
“Rosetta provaci!”
Le Acli di Napoli al sindaco Jervolino: “Rosetta provaci!”
Napoli, 22 dicembre 2008 – A margine di un incontro per lo scambio degli auguri di buon Natale, il presidente provinciale delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) Pasquale Orlando ha augurato alla città “una nuova fase di lavoro politico-amministrativo teso al bene comune.” Orlando, dopo aver rimarcato l’importante ruolo occupato dal mondo del sociale organizzato per contrastare l’illegalità, la marginalità, l’individualismo che si fanno sempre più strada anche in una città come Napoli ha dichiarato che le Acli “confidano nelle scelte di Rosa Russo Iervolino.”
"La difficile situazione di Napoli non ha facili vie d'uscita. – ha detto Orlando - Serve un lavoro serio fondato su valori forti e programmi condivisi. E’ necessario risalire la china per ricreare un clima di fiducia nella gente e nell’attuale caos sarebbe da pazzi perdere una delle poche personalità al di sopra di ogni sospetto. Provaci Rosetta, decidi di proseguire il cammino intrapreso e compi le tue scelte per il rinnovamento della giunta in totale autonomia. Come avrebbe scritto il Manzoni, adelante con juicio.”
Le Acli nelle scorse ore hanno riunito tutti gli operatori del Patronato per fare il punto sulle scadenza legate alla Social Card e al Bonus Famiglia. Al termine della riunione di lavoro, dipendenti, iscritti e dirigenti delle Acli partenopee (che contano circa trentamila soci di sistema) hanno brindato all’imminente Natale.
pasquale orlando news sociali: “Rosetta provaci!”
Saturday, October 04, 2008
Il federalismo fiscale in 22 articoli
leggi tutto su:
pasquale orlando news sociali: Il federalismo fiscale in 22 articoli
Friday, June 27, 2008
ACLI Napoli: Nasce la consulta degli amministratori locali
Promossa dalle Acli, riunirà esponenti istituzionali con una spiccata propensione per le tematiche sociali e che aderiscono alla Dottrina Sociale della Chiesa
Napoli, 27 giugno 2008 – Le Acli di Napoli costituiscono una consulta degli amministratori locali di ispirazione cristiana. L’annuncio è stato fatto dal presidente provinciale delle Acli di Napoli Pasquale Orlando nel corso di una riunione del consiglio dell’associazione dei lavoratori cristiani che si è tenuta a Somma Vesuviana.
Faranno parte della Consulta consiglieri comunali, provinciali, regionali, membri di governi locali a tutti i livelli, amministratori pubblici con altri incarichi. Due i requisiti richiesti a chi vorrà farne parte: una spiccata propensione per le tematiche sociali e l’adesione alla Dottrina Sociale della Chiesa.
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pasquale orlando news sociali: ACLI Napoli: Nasce la consulta degli amministratori locali
Saturday, March 15, 2008
Rosy Bindi: Sulla famiglia appropriazione indebita del Pdl
Dichiarazioni di Rosy Bindi a margine del convegno Acli Campania sul Patto Campano per la famiglia.
Il programma del Pdl sulla famiglia è un caso di vera e propria appropriazione indebita. L’elenco delle proposte è in realtà la brutta copia di leggi o misure adottate dal governo Prodi. Il grande piano per gli asili? E’ già stato finanziato nei mesi scorsi con quasi 800 milioni di euro. Risorse vere, mai viste prima d’ora, trasferite alle regioni che potranno così realizzare 70 mila nuovi posti in nidi pubblici, privati e aziendali e nelle sezioni primavera, una nuova opportunità per i bambini dai 2 ai 3 anni introdotta in questo anno scolastico.
La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro? Abbiamo già modificato la legge 53, ampliando la platea di chi potrà beneficiare dei congedi parentali con più flessibilità negli orari e nuove garanzie per le madri lavoratrici nei percorsi di carriera; abbiamo triplicato le risorse per i progetti di conciliazione e riconosciuto anche ai genitori adottivi e affidatari gli stessi diritti dei genitori naturali.
Il fisco più giusto a misura di famiglia? E' quello che abbiamo cominciato a fare con un investimento di 6 miliardi di euro per gli assegni familiari ai redditi medio-bassi, con la detrazione di 1.200 euro all’anno per le famiglie numerose, con la rivalutazione degli assegni per le famiglie con disabili a carico. La Finanziaria 2008 ha ridotto fortemente il peso dell’Ici sulla prima casa, fino a eliminare l’imposta per il 40% delle famiglie, e abbiamo finanziato un piano di rilancio dell’edilizia pubblica per affrontare in modo strutturale l’emergenza casa, soprattutto per le giovani coppie.
Il Pdl annuncia pene più severe contro la violenza sulle donne e i bambini ma dovrebbe spiegare perché ha ostacolato l’approvazione del disegno di legge presentato dal governo che introduceva nuove fattispecie di reato, come lo stalking e il grooming, e una organica strategia di prevenzione. Abbiamo rafforzato la tutela della maternità per le lavoratrici precarie, investito nella buona occupazione per le donne, soprattutto nel Mezzogiorno, e rilanciato con risorse ad hoc la rete dei consultori familiari.
E’ bene ricordare che nei cinque anni di governo Berlusconi neppure un euro è andato agli asili nido, gli assegni familiari sono rimasti bloccati, il Fondo sociale è stato dimezzato e si pagava il ticket sulle medicine. L’omogeneità culturale millantata dal PDL sul tema della famiglia in realtà si riduce all’omogeneità di tante ipocrisie. Compresa quella sui Dico: a differenza del Pdl, infatti, noi non metteremo mai in contrapposizione i diritti della famiglia con quelli delle persone.
Monday, February 18, 2008
Immigrazione a Napoli: ascoltiamo chi si impegna per i diritti.
L’ACLI è un’associazione di promozione sociale che da sempre ha avuto tra i suoi obiettivi la tutela dei lavoratori. Nel corso degli anni l’ACLI ha esteso il suo raggio d’azione per cui la tutela si è rivolta sempre di più ai diritti di tutti i cittadini. L’attività di patronato, il CAF e la lega consumatori attraverso i loro servizi offrono da tempo una risposta ai bisogni. A queste attività si è aggiunta poi, negli ultimi anni, l’attività di sportello per gli immigrati. La nostra attività a favore degli immigrati si è sviluppata a partire dal 2002, durante la sanatoria della "Bossi-Fini", con l’aiuto offerto a datori di lavoro ed immigrati per l’emersione dalla condizione di lavoro irregolare. L’ACLI Colf è un’associazione che è nata insieme alle ACLI per la tutela delle collaboratrici familiari, in un periodo in cui non esisteva nemmeno il contratto collettivo nazionale. L’associazione si è battuta affinché in Italia esistessero delle leggi che regolamentassero il rapporto di lavoro domestico. L’ACLI Colf ha innanzitutto una funzione associativa, le nostre socie sono innanzitutto delle lavoratrici italiane e straniere, l’associazione cerca di rappresentarle affinché possano esser tutelate a livello nazionale. Realizziamo dei percorsi formativi e delle attività ricreative rivolti alle socie. I servizi che vengono erogati rientrano nella consulenza sul lavoro quindi l’assistenza per il rapporto di lavoro dall’assunzione alla cessazione e sono integrati con le attività del patronato.
Quanti sono gli sportelli dell’ACLI-Colf a Napoli?
L’associazione ha diverse sedi tra città e provincia, sono circa una sessantina in tutto. Le strutture che però hanno attivato il servizio ACLI Colf e sportello immigrati sono solo tre, tutte ubicate a Napoli. Abbiamo due sedi nella zona di piazza Garibaldi ed una al Vomero.
Il settore delle attività di cura, nel corso degli ultimi decenni, ha visto occupare questo segmento del mercato del lavoro principalmente da lavoratrici immigrate. Dal vostro punto di vista come è cambiata l’attività della vostra associazione?
L’attività di collaborazione familiare si è evoluta. A lavorare in questo settore prima erano soprattutto donne italiane che emigravano dall’entroterra, oppure da altre regioni del meridione, per andare nelle grandi città a svolgere questo tipo di lavoro. In passato la tutela era rivolta principalmente a questo tipo di lavoratrici. Il settore oggi è cambiato. E’ cambiato il mercato del lavoro e ad entrare in questo settore adesso sono soprattutto le donne straniere. E’ un settore fatto di precarietà, di irregolarità e di malretribuzione, soprattutto in alcune realtà come la nostra. A scontare questa condizione prima erano le donne delle regioni più povere d’Italia ed adesso sono le donne immigrate provenienti dai paesi più poveri. Per quanto riguarda le nostre attività rivolte specificatamente agli stranieri, da noi si rivolgono prevalentemente collaboratrici familiari, al nostro sportello immigrati c’è però anche una parte di utenza che è composta da lavoratori stranieri dipendenti, oppure lavoratori autonomi - parliamo sopratutto dell’ambulantato che è un’attività tipica nella zona di piazza Garibaldi - ma anche di piccole attività commerciali legate al commercio al dettaglio. Dipende ovviamente dalla zona dove si trova lo sportello, al Vomero ad esempio abbiamo una utenza anche di lavoratori e lavoratrici dipendenti di attività commerciali gestite da italiani.
Da dove provengono principalmente le lavoratrici ed i lavoratori che si rivolgono ai vostri sportelli?
In prevalenza vengono dall’est Europa, principalmente dall’Ucraina ma anche dalla Russia. Abbiamo anche una grossa utenza di persone provenienti da Bulgaria e Romania che hanno bisogno di altri tipi di servizi essendo neocomunitari, perché comunque devono iscriversi all’anagrafe comunale ed avere un contratto di lavoro. Devono produrre una documentazione per poter essere regolarmente presenti sul territorio. I lavoratori autonomi che si rivolgono a noi sono principalmente proveniente dall’Africa subsahariana e nordafricani, ma anche bengalesi e pakistani, siamo riusciti da qualche tempo anche ad intercettare una parte dell’utenza cinese.
Veniamo al protocollo con Poste italiane per i rinnovi dei permessi di soggiorno. Qual è la valutazione che fate di questa convenzione a poco più di un anno dall’entrata in vigore?
Dall’avvio del protocollo con Poste italiane, siamo passati da una fase in cui ci occupavamo della compilazione manuale del kit ad una nella quale, attraverso il portale delle poste, inseriamo i dati e consegnamo il kit completo agli immigrati. Sicuramente l’aspetto positivo è che utilizzando il portale c’è una maggiore possibilità di controllare l’esattezza dei dati che inseriamo. Un altro aspetto positivo sta nel fatto che si può seguire l’iter burocratico fino ad un certo punto, ovvero dall’invio alla prima convocazione in questura, nel senso che allo stato attuale è possibile sapere se la pratica è in istruttoria oppure se deve essere integrata, per cui siamo in grado di dire agli immigrati se manca qualcosa nella documentazione. Siamo in grado inoltre di sapere quando ci sarà la prima convocazione in questura. In questo modo possiamo monitorare la procedura.
Nella esperienza che avete avuto le comunicazione del portale sono sempre attendibili?
Capita spesso che, quando deve essere integrata una pratica, il portale dia una informazione inesatta in merito alla documentazione mancante, per cui le informazioni non sono sempre attendibili, se però dicono che manca qualcosa significa deve essere reintegrata la documentazione mancante. Abbiamo così la possibilità di informare e preparare prima la persona, di modo che quando va in questura possono integrare la pratica. Il problema è il passaggio successivo, stiamo notando che sono abbastanza veloci nella prima convocazione, nel migliore dei casi sono passate solo tre settimane tra l’invio e la convocazione, a seguito della quale però può passare anche qualche mese prima di ricevere il vero e proprio permesso di soggiorno, in alcuni casi anche diversi mesi .
Come è andata invece con la procedura attuata nell’ambito del decreto flussi? Avete avuto problemi nell’invio delle domande?
Per quanto riguarda il decreto flussi abbiamo avuto un forte aumento dell’utenza e ci siamo trovati con un carico di lavoro maggiore rispetto al solito. Abbiamo inviato più di 500 domande da tutti e tre gli sportelli dell’ACLI-Colf. Abbiamo fatto anche da raccordo con le utenze che venivano segnalate dalle varie strutture presenti nella provincia. C’è stato l’aspetto positivo che la procedura era informatizzata per cui era possibile caricare i dati prima della data del 15 dicembre, c’è stato quindi un grande lavoro nel periodo precedente la data di invio delle domande durante il quale abbiamo informato l’utenza su quelle che erano le condizioni contrattuali, su quelli che erano i requisiti da possedere per poter superare il vaglio della domanda, etc. Il problema c’è stato però al momento dell’invio perché il sistema non ha retto, per cui il 15 dicembre data per l’inizio dell’invio delle domande il sistema è andato in tilt per cui ci sono stati grandissimi rallentamenti e ritardi. Riteniamo che l’ordine di ricezione delle domande sia stato falsato da questi ritardi e questo non lo riteniamo giusto nei confronti delle persone che si erano rivolte a noi in tempo utile. Abbiamo mosso per questo motivo una azione del patronato ed abbiamo cercato di fare sentire la nostra disapprovazione su questa procedura che, essendosi inceppata, non ha consentito a tutti di accedere ed avere la stessa opportunità degli altri. Abbiamo garantito a chi si era rivolto a noi una professionalità ed una competenza che poi al momento dell’invio, a causa di questo ritardo è stata vanificata.
Quali sono state le nazionalità più richieste dai datori di lavoro?
La stragrande maggioranza delle domande che richiedevano l’assunzione di lavoratrici e lavoratori domestici o badanti. Principalmente dai paesi dell’Est.
Sono state richieste più domestiche o più badanti?
Questo è un altro nodo critico perché spesso ci siamo trovati di fronte a situazioni in cui il datore di lavoro non aveva il reddito sufficiente per assumere una badante e quindi faceva la richiesta di una lavoratrice per collaborazione familiare, perché lo stipendio di una collaboratrice domestica è inferiore ed è giusto che sia così perché hanno responsabilità diverse, per cui è giusto che ci sia questa differenza di ordine salariale. Però non bisogna far finta di non vedere che i datori di lavoro che richiedono l’assistenza da parte di una collaboratrice domestica sono molto spesso persone anziane, sole, che non hanno una pensione tale da garantire uno stipendio adeguato alla badante. Per cui spesso succede che si dichiara collaboratrice domestica una persona che in realtà svolge l’attività di badante. Un’altra cosa che si fa finta di non vedere e la situazione del lavoro irregolare in Italia, per cui il decreto flussi è diventato una specie di sanatoria malcelata e poco efficace, perché 170.000 quote sono irrilevanti rispetto alle 700.000 richieste presentate e sono sicura che più del 90% delle persone "chiamate" si trovavano già qui.
Potresti farci invece un identikit dei datori di lavoro che si sono rivolti a voi per assumere una collaboratrice domestica?
Sono perone anziane, anche ultraottantenni o novantenni, che anche nel caso in cui sono autonome sono comunque persone che hanno bisogno di qualcuno che gli stia accanto. Molte volte si tratta di persone sole o che comunque hanno una famiglia che è lontana oppure impegnata per l’intera giornata, per cui diventa necessaria la presenza di un’altra persona che si prenda non soltanto cura della casa, ma che accompagni anche l’anziano nel suo percorso di vita, nel senso di avere una compagnia, una persona con cui scambiare una parola, avere una persona che sovrintenda la loro vita quotidiana. Sono due povertà che si incontrano, due solitudini.
Nella vostra attività vi capita anche di accogliere il disagio delle lavoratrici domestiche? Potresti descriverlo?
E’ molto pesante per una lavoratrice domestica il lavoro di cura, perché spesso si instaura un rapporto esclusivo e totalizzante tra datore di lavoro e lavoratrice. E’ qualcosa che dopo un certo periodo stanca ed è difficile da sostenere psicologicamente. C’è un grande turn-over in questo tipo di rapporti di lavoro proprio perché sono situazioni che diventano talmente pesanti e insostenibili per cui ad un certo punto decidono di andarsene. Nella maggior parte dei casi sono persone che sono costrette a fare questo tipo di lavoro, hanno spesso costruito durante la propria vita delle alte professionalità, hanno studiato per fare altri lavori, ma si sono trovate in una situazione socioeconomica nel proprio paese per cui l’emigrazione era l’unica risorsa a loro disposizione. Venire in paesi come il nostro per molte donne ha significato che il primo inserimento lavorativo fosse il lavoro domestico, per cui non c’è dietro una preparazione ed una competenza professionale rispetto a questo lavoro e molte volte non sono preparate a sopportare queste situazioni, queste condizioni di vita, dove c’è questo rapporto così stretto e così esclusivo. Nella maggior parte dei casi sono solo due, una cella con queste due persone, l’anziano e la badante. Spesso poi si creano anche delle forme di soggezione psicologica perché dal lavoro dipende il contratto, dal contratto dipende il permesso di soggiorno, dal permesso di soggiorno dipende la presenza regolare in Italia, l’accesso ai servizi, l’assistenza sanitaria; per cui è un circolo vizioso che non s’interrompe mai. Poi arriva il momento della crisi dove la persona non ce la fa più e crolla perché non riesce più a stare in quella situazione. E’ per questo che si lascia il lavoro per cui si crea spesso un continuo turn-over. Seguiamo a volte persone anziane che cambiano due o tre volte all’anno le collaboratrici familiari, proprio perché sono situazioni pesanti. A questo poi si aggiunge la solitudine, la lontananza dai propri affetti, la frustrazione di non poter portare i figli in Italia, il non avere tempo libero.
Come pensi possa essere affrontato meglio il bisogno di cura degli anziani, garantendo allo stesso tempo alle lavoratrici immigrate un ruolo e migliori condizioni di vita e di lavoro?
Una soluzione potrebbe essere quella di un welfare integrato tra privato e pubblico. Una organizzazione dei servizi sociali che si rivolga di più agli anziani e che preveda quindi attività non solo di assistenza ma anche di altro tipo - comunque di reinserimento all’interno della società dando agli anziani un ruolo attivo, sapendo che le loro competenze possono ancora essere messe a disposizione della società - e quindi si integri con un welfare privato che può esser quello offerto dall’assistenza di collaboratori familiari, di modo che il lavoratore non si trovi in una situazione totalizzante dove il lavoro è svolto 24 ore su 24 senza margini di libertà e possibilità di cercare anche altri tipi di lavoro. Un anziano quindi che non sia sempre chiuso in casa ma che sia coinvolto in altre attività, che venga curato anche in altri modi, anche con un’assistenza domiciliare offerta magari dal comune che si affianchi al collaboratore familiare privata. Intendiamo in maniera integrata il concetto di welfare, in questo modo c’è la possibilità per tutti i soggetti coinvolti di maggiore libertà e di maggiori possibilità di realizzazione in pieno della propria vita. Noi vorremmo che gli stranieri si integrassero realmente nella nostra società, perché le collaboratrici familiari sono chiuse nell’ambito domestico, non partecipano alla nostra società. Vorremmo un welfare che garantisse una società più giusta.
Quali sono secondo te i bisogni principali delle lavoratrici domestiche? E quali servizi sarebbe necessario attivare?
Noi crediamo che bisogna puntare molto sull’informazione sulle leggi, sui diritti ed sui doveri degli stranieri nel nostro paese, perché soltanto attraverso la conoscenza delle leggi italiane saranno in grado di esercitare i loro diritti e soltanto esercitando i diritti possono realmente integrarsi nella società. Siamo integrati nella società nel momento in cui possiamo vivere, possiamo curarci decentemente, possiamo ricongiungerci con la nostra famiglia, possiamo studiare e possiamo avere il diritto ad una pensione. E’ soltanto con l’esercizio di questi diritti che ci si integra nella società. Noi crediamo che sia giusto potenziare il momento informativo circa le leggi che regolamentano la loro presenza in Italia e circa le leggi che regolano la vita dei cittadini. E’ necessario inoltre che si aumenti l’offerta formativa e professionale, che si vada ad esempio verso la formazione professionale delle collaboratrici familiari, dar loro degli elementi di assistenza psicologica, di pronto intervento, di conoscenza delle norme igienico sanitarie, degli aspetti tecnici della professione. E’ necessario anche migliorare la conoscenza della lingua italiana, è attraverso comunicazione che la relazione viene in qualche modo favorita.
Sunday, February 17, 2008
Orlando: Sud, serve passione civile
Daniela Fossataro
Domanda. Presidente Orlando, perchè riprendere la riflessione sul ruolo della società civile nel Mezzogiorno?
Risposta. C'è stata una stagione di ripresa del sud, con il patto tra una nuova generazione politica e la società civile organizzata Ora il sud è di nuovo in ombra ma non siamo certo stati noi l'anello debole. Per questo siamo convinti che è arrivato il momento di lanciare una nuova stagione di partecipazione civile. Ripartiamo proprio da Napoli perchè in questi giorni la città è l'emblema evidente di una emergenza rispetto alla quale è necessario cambiare pagina e farlo anche in tempi stretti.
D. Anche per voi il problema dell'occupazione resta centrale?
R. La crisi economica colpisce soprattutto le fasce tradizionalmente più deboli del mercato del lavoro meridionale: sia per le donne che per i giovani si assiste all'effetto rinuncia. Si ritirano dal mercato di lavoro perchè sfiduciati oppure perchè trovano lavori irregolari, che alimentano l'economia sommersa, il lavoro nero. L'emigrazione interna è tornata ad essere una valvola di sfogo sociale che oggi coinvolge in buona parte laureati e diplomati. Riemerge con vigore, quindi, un fenomeno che sembrava ormai superato: un esodo che impoverisce ancora di più un territorio già svantaggiato, privandolo delle sue risorse migliori. é in queste aree di disagio che si radica e si sviluppa l'economia illegale della malavita organizzata, saldando situazioni di ingiustizia e ineguaglianza a quelle di insicurezza.
D. Cosa propongono le Acli per un rilancio del sud?
R. E' necessaria una nuova strategia per il Mezzogiorno che punti a completare e migliorare le infrastrutture; rafforzare i distretti e i sistemi produttivi locali, favorendo la crescita dimensionale delle imprese (attraverso per esempio lo strumento della fiscalità a vantaggio); sviluppare sinergie tra operatori economici e mondo della ricerca e dell'università; combattere il lavoro sommerso nelle sue diverse forme e ad assicurare una condizione di legalità e di sicurezza alle imprese e ai cittadini. E soprattutto coinvolgere di più nei processi i cittadini e la società civile organizzata. Solo così si potranno ridurre le distanze tra la politica e la gente comune.
Friday, February 15, 2008
oggi a Napoli stati generali delle ACLI meridionali.
I quadri meridionali delle Acli si danno appuntamento a Napoli, su invito del presidente provinciale Pasquale Orlando, per affrontare insieme il tema del ruolo della società civile e del terzo settore nella sfida del rilancio del Mezzogiorno. Oggi, a partire dalle 16, presso l’Hotel Ramada di via Galileo Ferraris si terrà un incontro dal titolo “Migrare dal Novecento – il presente, servire il futuro. Le Acli del Mezzogiorno per una nuova stagione di partecipazione civile.” Ad aiutare l’associazione dei lavoratori cristiani nella loro riflessione sarà l’economista Adriano Giannola, presidente della Fondazione Banco di Napoli. Saranno presenti anche Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, Michele Rizzi, vicepresidente nazionale ed i presidenti delle Acli delle regioni del sud Italia.
“C’è stata una stagione di ripresa del sud, con il patto tra una nuova generazione politica e la società civile organizzata – afferma Pasquale Orlando - Ora il sud è di nuovo in ombra ma non siamo certo stati noi l’anello debole! Per questo siamo convinti che è arrivato il momento di lanciare una nuova stagione di partecipazione civile. Ripartiamo proprio da Napoli perché in questi giorni la città è l’emblema evidente di una emergenza rispetto alla quale è necessario cambiare pagina e farlo anche in tempi stretti.”
Orlando si dice convinto della “necessità di una nuova strategia per il Mezzogiorno che punti a completare e migliorare le infrastrutture; rafforzare i distretti e i sistemi produttivi locali, favorendo la crescita dimensionale delle imprese (attraverso per esempio lo strumento della fiscalità a vantaggio); sviluppare sinergie tra operatori economici e mondo della ricerca e dell’università; combattere il lavoro sommerso nelle sue diverse forme e ad assicurare una condizione di legalità e di sicurezza alle imprese e ai cittadini. E soprattutto coinvolgere di più nei processi i cittadini e la società civile organizzata. Solo in questo modo si potranno ridurre le distanze tra la politica e la gente comune.”
Per comunicazioni: Michele M. Ippolito - 3403008340
Thursday, January 31, 2008
Le Acli del Mezzogiorno per una nuova stagione di partecipazione civile
'Migrare dal Novecento. Abitare il presente. Servire il futuro'
Dall'emergenza al futuro possibile.
Le Acli del Mezzogiorno
per una nuova stagione di partecipazione civile
15 febbraio ore 16
Napoli Hotel Ramada Via G.Ferraris.
0re 16. Saluti e introduzione di
Pasquale ORLANDO, presidente ACLI Napoli
interventi:
Il Mezzogiorno tra passato e futuro: condizioni per lo sviluppo.
Prof. Adriano GIANNOLA , Presidente dell'Istituto Banco di Napoli Fondazione*
conclude:
Andrea OLIVERO , presidente nazionale delle ACLI
ore 18. Tavola rotonda.
Le ACLI del, nel, per, con il Mezzogiorno
Passione civile e radicamento sociale per sostenere la crescita e lo sviluppo del Sud
Riconoscere le potenzialità per cambiare l'associazione e il territorio.
intervengono:
Sebastiano ARCIDIACONO presidente ACLI Sicilia
Giuseppe ARDITO presidente ACLI Puglia
Eleonora CAVALLARO presidente ACLI Campania
Francesco MASSARA presidente ACLI Calabria
Sigilfredo RIGA presidente ACLI Abruzzo
Ottavio SANNA presidente ACLI Sardegna
conclude:
Michele RIZZI vice presidente nazionale delle ACLI
leggilo su:
pasquale orlando: Le Acli del Mezzogiorno per una nuova stagione di partecipazione civile
Thursday, January 10, 2008
Ricchezza dalla spazzatura ecco le nuove soluzioni�
Le parole centrali sono tre: riciclaggio, sicurezza e potenzialità. Paul Hans Brunner è uno dei massimi esperti mondiali nel settore della gestione dei rifiuti. Docente all’università di Vienna, per le sue ricerche ha ricevuto riconoscimenti internazionali, quali quello del Waste to Energy Technology Council degli Stati Uniti. Il 15 il professor Brunner sarà a Napoli, ospite della Federico II, per spiegare come trasformare l’emergenza in opportunità. Partendo, appunto, da tre principi: ricliclare i materiali, mettere in sicurezza le discariche, utilizzare al massimo le potenzialità dei rifiuti per produrre energia.
continua su:
pasquale orlando: �Ricchezza dalla spazzatura ecco le nuove soluzioni�
Sunday, January 06, 2008
Saviano: "Ecco tutti i colpevoli della peste di Napoli" (rifiuti &altro)
E' una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all'opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi.
continua a leggere su:
pasquale orlando: Saviano: "Ecco tutti i colpevoli della peste di Napoli" (rifiuti &altro)
Wednesday, December 12, 2007
“Il Lavoro Buono che fa crescere la Famiglia”

“La famiglia: Soggetto sociale e Attore di Sviluppo Viaggio interregionale e internazionale alla ricerca della via campana per conciliare sostegno alla famiglia e sviluppo economico e sociale della comunità "
14 dicembre 2007, Ore 16.00 SAN GIORGIO A CREMANO, Villa Bruno, Via Cavalli di Bronzo, 20
Ore 16.00
Introduce - Eleonora CAVALLARO - Presidente ACLI Campania
Presiede - Pasquale ORLANDO - Presidente ACLI Napoli
Saluti
- Antonio DI MARIA - Presidente Acli San.Giorgio
- Domenico GIORGIANO – Sindaco San Giorgio a Cremano
- Riccardo DI PALMA – Presidente Provincia di Napoli
- Bruno CESARIO – Deputato al Parlamento Italiano
- Alfonso ANDRIA – Deputato al Parlamento Europeo
Ore 17.00
Interventi
L’analisi
I fattori economici, sociali e politici che influenzano l’evoluzione della famiglia
- Prof. Massimo MARRELLI - Presidente Polo delle Scienze Umane e Sociali della “Federico II”
Le esperienze a confronto
L’esperienza della Polonia
- Nello Tuorto – Console Onorario della Repubblica di Polonia in Napoli
L’esperienza della Basilicata
- Adriano ABIUSI – Dirigente Politiche Sociali – Regione Basilicata
L’esperienza della Regione Campania
- Andrea COZZOLINO – Assessore Agricoltura e Attività produttive – Giunta Regione Campania
Il dibattito in corso
Lavoro, mercato, famiglia: le riforme possibili
- Carlo BORGOMEO – Presidente C.Borgomeo&Co.
Lavoro, mercato, famiglia: le proposte delle ACLI
- Michele RIZZI – Vicepresidente Nazionale ACLI
pasquale orlando: “Il Lavoro Buono che fa crescere la Famiglia”
Monday, November 26, 2007
Thursday, November 15, 2007
“Usciamo dal silenzio” per l’emersione della discriminazione razziale nel lavoro di cura
per l’emersione della discriminazione razziale nel lavoro di cura
con il contributo finanziario dell’UNAR ai sensi dell’ avviso n 1 Direttiva 2005
Napoli 17 novembre 2007 – Hotel Plaza - piazza Principe Umberto
9.30 Introduzione a cura di Vincenzo Cirillo - Vice Presidente Provinciale ACLI di Napoli
9.45 Presentazione del progetto e prospettive di sviluppo a cura di Lidia Borzì -
Responsabile Area progetti Acli Nazionali
10.15 I risultati della ricerca sulla discriminazione razziale nel lavoro di cura in cinque città campione a cura di Gianfranco Zucca - Ricercatore Iref
11.00 Riflessioni a partire dalle attività della sperimentazione locale a cura di Anna Cristofaro
Operatrice del Progetto “Usciamo dal Silenzio”
11.30 Intervento del Dott. Luigi Partenza - Responsabile Progetto Migrà della Provincia di Napoli
12.00 Azioni di sensibilizzazione sul tema della discriminazione razziale nel lavoro
12.30 Conclusioni di Pasquale Orlando - Presidente Provinciale ACLI di Napoli
E’ prevista la partecipazione dell’Assessore alle Politiche Sociali del
Comune di Napoli Giulio Riccio
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