Sunday, February 27, 2011

quellochecipiace: Elio il genio :Lettura della poesia originale di B...

quellochecipiace: Elio il genio :Lettura della poesia originale di B...

150° a mezzogiorno.

Oggi l’Italia è unanimemente riconosciuta da tutti i suoi cittadini come una unica nazione, essa è sentita come Patria comune, tutti avvertono di essere innanzi tutto cittadini italiani, le origini storiche vengono dopo, ma questo non può far dimenticare il prezzo che il Sud ha dovuto pagare. Festeggiare il 150° anniversario dell’unità d’Italia,quindi, per chi è nato ed è cresciuto nel Sud, non è una cosa scontata. Soprattutto alla luce di quello che è il Sud oggi e considerando che le sue condizioni odierne sono in parte anche la conseguenza di quanto avvenuto 150 anni fa. C'è anche chi con questo spirito si appresta a celebrare i 150 anni di unità del paese e raccoglie applausi e qualche critica nelle piazze e nei teatri del Sud, dispensando frecciate alla Lega di Umberto Bossi ma anche ai meridionali che "stanno fermi". "Aspettando, ancora, Garibaldi", come recita il titolo dello spettacolo allestito da Gregorio Calabretta, autore, regista e attore calabrese. Ci voleva il cento-cinquantennale dell'unità d'Italia per risvegliare questo fermento?... Libri come Terroni di Pino Aprile, non sono una novità, i fatti del Risorgimento al Sud sono noti e sono stati pubblicati già da diversi lustri, a memoria di una "invasione" si, ma di una invasione sui generis in cui gli eserciti non hanno quasi combattuto e in cui l'"invasore" fu visto da molti come un liberatore dalla tirannide. "Era fatale che ai localismi ‘leghisti' che trovano una definizione nella questione settentrionale giungesse una risposta identitaria dal Mezzogiorno". "E' normale che ciò accada quando tutto il paese vive un momento di difficoltà, quando c'è, come oggi, una crisi economica mondiale e si fatica a comprendere quale sarà il ruolo internazionale dell'Italia, anche dal punto di vista del prestigio economico". La soluzione non sono però gli autorevoli proclami contro, per esempio, le regioni sprecone: non fanno che "alimentare stereotipi di retorica popululista" e sono anche il frutto del "vizietto nazionale della furbizia" spicciola. "Si crea il mostro-Sud proprio nel momento in cui l'industria del Nord non ha più bisogno della manodopera meridionale. Ma il Sud non è tutto uguale a se stesso". Cosa devono fare dunque i meridionali per "non stare fermi", "Valorizzare il bello e il buono del Sud.” Spetta agli uomini del Sud costruire il proprio destino. Spetta ad essi trovare in se stessi la forza ed il coraggio per il riscatto della propria terra, e questo riscatto passa per alcune scelte fondamentali: innanzi tutto la formazione di una classe politica all’altezza del compito e questo possono farlo i cittadini scegliendo alle elezioni di ogni genere e grado persone valide politicamente e culturalmente, persone oneste, che dimostrino con il loro comportamento la propria integrità morale, in secondo luogo imporre allo Stato nazionale una svolta concreta a favore del Sud tramite il trasferimento d risorse in grado di equiparare il livello di ripartenza su tutto il territorio nazionale. "Il Mezzogiorno è cornuto e mazziato. Da un lato si continua ad accusare i meridionali di essere nullafacenti e improduttivi, dall'altro si depaupera il Sud dei fondi che faticosamenti noi eurodeputati - scrive il vive presidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella- riusciamo ancora a strappare e a recuperare lavorando per l'Italia da Bruxelles. Un paradosso insopportabile se si pensa che si sta per festeggiare l'Unità d'Italia. Ma bisogna fare un'operazione di verità sul sud Italia e chiarire che il problema del Mezzogiorno è stato rimosso dall'agenda politica di questo governo. Ma questo non può bastare, è indispensabile una concreta autonomia politica ed amministrativa che consenta alla classe dirigente locale di programmare il proprio futuro in base alle risorse che lo stesso territorio sarà in grado di offrire. Serve insomma un federalismo serio, fatto di regole giuste e condivise e di scelte sulla base dei principi di equità e di giustizia e non di un federalismo truccato della Lega Nord, che renderebbe il Sud ancora più povero ed emarginato e costringerebbe i giovani a cercare lontano dalla propria terra la propria sopravvivenza economica e morale. Soltanto restituendo al Sud la propria dignità e il potere di scegliere in autonomia la propria strada, assumendosi la piena responsabilità delle proprie scelte, Esso può raggiungere l’obiettivo della propria rinascita, partendo dalla certezza che il Sud ha in se stesso tutti gli strumenti culturali, politici ed economici per riuscirci.


Thursday, February 10, 2011

FAP ACLI NAPOLI: 2011 Anno europeo del volontariato. Una proposta c...

FAP ACLI NAPOLI: 2011 Anno europeo del volontariato. Una proposta c...: "di Pasquale Orlando, segretario nazionale della FAP ACLI Un anno per rendere omaggio all'opera dei volontari, facilitare il loro lavo..."

Monday, February 07, 2011

Milleproroghe: Fap ACLI assurdo tagliare il Fondo per i non autosufficienti.

Milleproroghe: Fap ACLI assurdo tagliare il Fondo per i non autosufficienti.

La decisione del Parlamento di non rifinanziare il Fondo nazionale per la non autosufficienza è molto grave- dichiara Pasquale Orlando, segretario nazionale della FAP Acli e comporterà un aggravio dei costi per le numerose famiglie coinvolte.
I finanziamenti del Fondo per l'autosufficienza non saranno reintegrati. Né nel "milleproroghe", né all'interno di altri fonti. Toccherà alla Regioni, dicono al ministero del Welfare, trovare i soldi necessari per continuare a finanziare progetti e iniziative per disabili gravi e le loro famiglie. Le regioni sono in attesa di farei calcoli per capire quale strada prendere, tagli o nuove tasse. I malati e le famiglie attendono di capire se tanti progetti che in questi anni hanno garantito, o provato a gar antire, un'autonomia o almeno un sollievo, potranno continuare. Ma temiamo- continuaPasquale Orlando- che il mancato finanziamento da parte dello Stato apra un fronte con le Regioni che potrebbero valutare un pericoloso disimpegno dal finanziamento.

In attesa di una generale riforma del Fondo sanitario nazionale che, come promette il ministero del Welfare, possa considerare anche il settore della non autosufficienza, superando la politica dei fondi settoriali da rifinanziare ogni anno, la situazione appare in forte crisi e quindi protesta Pasquale Orlando- senza alcuna alternativa all'azzeramento del Fondo per la non autosufficienza.

L'unico modo per uscire da questa impasse è ragionare tra tutti i soggetti sociali interessati ad una Legge Quadro, che metta in rete e renda strutturale l'intervento sul tema della non autosufficienza.


pasquale orlando news sociali: Milleproroghe: Fap ACLI assurdo tagliare il Fondo per i non autosufficienti.

Sunday, January 02, 2011

Il decreto Flussi in Gazzetta Ufficiale dal 31.Dicembre 2010.

Parte il conto alla rovescia verso i clic day, le date dalle quali sarà possibile inviare via internet le domande. Famiglie e imprese potranno chiedere di far entrare in Italia i lavoratori stranieri, i cittadini stranieri che sono già qui potranno invece chiedere la conversione in permessi per lavoro di permessi rilasciati per altri motivi.

Il primo clic day è fissato a lunedì 31 gennaio, quando, dalle ore 8.00, sarà possibile spedire le domande per i lavoratori subordinati di ogni settore cittadini di Paesi che hanno accordi con l’Italia e quindi godono di 52.080 ingressi riservati. Sono: Albania; Algeria; Bangladesh; Egitto; Filippine; Ghana; Marocco; Moldavia; Nigeria; Pakistan; Senegal; Somalia; Sri Lanka; Tunisia; India; Perù; Ucraina; Niger e Gambia.

Dalle 8.00 di mercoledì 2 febbraio potranno partire le domande per lavoratori domestici come colf, babysitter, badanti ecc., cittadini di altri Paesi, che non hanno accordi con l’Italia. Gli ingressi autorizzati sono 30.000

Dalle 8.00 di giovedì 3 febbraio, potranno partire le domande per gli altri ingressi autorizzati dal decreto flussi: lavoratori che hanno completato speciali programmi di formazione e istruzione nel Paese di origine e 500 discendenti di italiani in Argentina, Uruguay, Venezuela o Brasile. Via anche alle domande per le conversioni dei permessi di cittadini di Paesi che non hanno accordi con l'Italia.

Lo sportello immigrati, delle ACLI, rimane a disposizione dei datori di lavoro e delle famiglie per informazioni e prenotazione delle domande.

pasquale orlando news sociali: Il decreto Flussi in Gazzetta Ufficiale dal 31.Dicembre 2010.

Wednesday, December 29, 2010

A Benevento Il 31 dicembre si alterneranno sul palco i 'Baustelle' e la 'Bandabard�

Come annunciato questa mattina durante la conferenza stampa del sindaco Fausto Pepe dall'assessore comunale alla Cultura, Raffaele Del Vecchio, sarà piazza Castello a ospitare nella notte di San Silvestro e nella serata di Capodanno i concerti promossi dall’Amministrazione comunale.

Il 31 dicembre si alterneranno sul palco i 'Baustelle' e la 'Bandabardò', mentre il 1° gennaio tre band locali: 'La Dodicesima Notte', 'La Piccola Orchestra a Manovella' e i 'Rei Momo'. La notte di San Silvestro comincerà con i ‘Baustelle’, un gruppo musicale indie-rock nato come band di studenti universitari a Montepulciano in provincia di Siena. Rachele Bastreghi, voce, synth, piano elettrico, clavinet, organo, percussioni; Francesco Bianconi: voce, chitarre, synth, organo; Claudio Brasini: chitarre.



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pasquale orlando news sociali: A Benevento Il 31 dicembre si alterneranno sul palco i 'Baustelle' e la 'Bandabard�: "bandabard�baustelle, concerto gratuito"

Saturday, November 27, 2010

«Il terzo settore per far ripartire la città»


L’INTERVISTA/ PASQUALE ORLANDO, PRESIDENTE ACLI NAPOLI
«Il terzo settore per far ripartire la città»
DI GIANMARIA ROBERTI. La Discussione.

NAPOLI - «Valorizzare il capitale sociale della
metropoli assegnando all'associazionismo
e alla società civile organizzata un ruolo determinante
nella crescita e nella rigenerazione
della città e dell'area metropolitana di Napoli ».

Un “vaste programme” per le Acli napoletane,
guidate dal presidente Pasquale
Orlando al XXV congresso, in programma
ieri ed oggi al chiostro dei padri Teatini, nella
basilica di San Paolo Maggiore. Emblematico
il titolo delle assise: “Pane e Speranza.
Associazionismo, Ben/essere, Mezzogiorno”.
«Ci rifiutiamo di restare a braccia conserte,
osiamo costruire il futuro» afferma Orlando.
Il momento per Napoli e provincia è
più difficile che mai.
Ne siamo tutti consapevoli. Ma abbiamo
voluto riprendere, nel nostro tema, le parole
del cardinale Sepe, che ha fatto luce su
una realtà già fotografata da realtà buie, che
riguardano emergenza rifiuti, povertà, disoccupazione,
cassa integrazione e lavoro a
chiamata: sono tanti gli indici della depressione.
Noi vogliamo, però, che Napoli abbia
pane e speranza e siamo sicuro che il terzo
settore può dare il suo forte contributo in
questo senso.

Quale contributo?
Rispetto ai drammi del
nostro tempo alcuni restano
con le mani conserte a
criticare come spesso accade
a famosi opinion leader,
altri con le mani in tasca
per un’elemosina o per
il fund raising, altri con le
mani in alto per protestare
e un pò arrendersi, tanti
tra noi mettono le mani in
pasta per cambiare le cose,
oggi dobbiamo osare di
andare mano nella mano
per costruire una rete solida
in grado di reggere all’urto
e cominciare a costruire
il futuro.
Lo scoramento però prende il sopravvento
su tanti.
Non di rado, nel mondo moderno, ci sentiamo
perdenti. Ma l’avventura della speranza
ci porta oltre. Un giorno ho trovato scritto
su un calendario queste parole: «Il mondo è
di chi lo ama e sa meglio dargliene la prova.
Come laicato cattolico, per voi è inevitabile
far riferimento alla speranza.
La speranza” per cristiani è una delle tre virtù
“teologali”, cioè che hanno attinenza diretta
con Dio (dono di Dio): fede, carità e
speranza. Ma non si creda: è tuttavia una
virtù abbastanza trascurata: si parla di fede
(talvolta anche troppo) e di carità o amore
(spesso parola svuotata di senso), ma senza
la speranza, manca la messa in crisi dell’esistente.
Durante la celebrazione dell’ultima festa
di San Gennaro, il cardinale Sepe
disse che «Napoli ha sempre vissuto di
pane e di speranza. Ora sembra che siamo
arrivati ad un punto di svolta: niente
è scontato, né il pane né la speranza.
Come è potuto accadere?».
Visto che il vostro congresso si richiama esplicitamente a quelle parole, cosa ne dice?
Quel giorno l’arcivescovo di Napoli ha richiamato
tutti a fare un serio esame di coscienza
collettiva. Una considerazione amara,
per scuotere le coscienze dei suoi concittadini.
Troppi sono gli accadimenti che, a
giudizio del cardinale, hanno contribuito a
fare di Napoli e della sua provincia un territorio
senza più speranza.
Cosa propongono le Acli, per riaccendere
la speranza?
La nostra proposta è di creare un più forte
legame tra la Regione Campania ed il mondo
del terzo settore per la gestione dei numerosi
beni culturali che restano chiusi ed
inaccessibili, in modo da rafforzare l’offerta
turistica regionale. Sappiamo di essere interlocutori
seri e chiediamo che il turismo sociale
entri nell'agenda della Regione e nella
nuova legge regionale sul turismo.

foto del congresso acli napoli

Thursday, November 25, 2010

Congresso Acli Napoli: “Ci rifiutiamo di restare a braccia conserte, osiamo costruire il futuro"

“Pane e speranza”: venerdì e sabato presso la basilica di San Paolo il XXV Congresso delle Acli di Napoli.
Il presidente Pasquale Orlando:
“Ci rifiutiamo di restare a braccia conserte, osiamo costruire il futuro”
Napoli, 24 novembre 2010 - Si terrà venerdì 26 e sabato 27 il XXV Congresso provinciale delle Acli di Napoli, presso il chiostro dei padri Teatini, nella basilica di San Paolo Maggiore, via dei Tribunali 76.
Il Consiglio provinciale dell’associazione dei lavoratori cristiani ha infatti convocato il congresso dal titolo “Pane e Speranza. Associazionismo, Ben/essere, Mezzogiorno”. Su questo tema si sono confrontate nella scorsa settimana le centinaia di strutture di base delle Acli partenopee, che associano circa venticinquemila persone.
La relazione del presidente provinciale Pasquale Orlando introdurrà i lavori, a cui saranno presenti, tra gli altri, il cardinale Crescenzio Sepe, il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, l’assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Napoli Francesco Pinto, il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero.
“Le Acli – afferma Orlando - confermano l'orientamento teso a valorizzare il capitale sociale della metropoli assegnando all'associazionismo e alla società civile organizzata un ruolo determinante nella crescita e nella rigenerazione della città e dell'area metropolitana di Napoli. Numerose sono, infatti, le esperienze che attendono rappresentanza politica e per questo le Acli di Napoli si candidano come moderna scuola di formazione politica.”
“Abbiamo voluto – continua Orlando – riprendere, nel nostro tema, le parole del cardinale Sepe, che ha fatto luce su una realtà già fotografata da realtà buie, che riguardano emergenza rifiuti, povertà, disoccupazione, cassa integrazione e lavoro a chiamata: sono tanti gli indici della depressione. Noi vogliamo, però, che Napoli abbia pane e speranza e siamo sicuro che il terzo settore può dare il suo forte contributo in questo senso. Rispetto, infatti, ai drammi del nostro tempo alcuni restano con le mani conserte a criticare come spesso accade a famosi opinion leader, altri con le mani in tasca per un’elemosina o per il fund raising, altri con le mani in alto per protestare e un pò arrendersi, Tanti tra noi mettono le mani in pasta per cambiare le cose, oggi dobbiamo osare di andare mano nella mano per costruire una rete solida in grado di reggere all’urto e cominciare a costruire il futuro.”




pasquale orlando news sociali: Congresso Acli Napoli: “Ci rifiutiamo di restare a braccia conserte, osiamo costruire il futuro"

Tuesday, November 09, 2010

Un volontariato per Pompei e i beni culturali a rischio

pasquale orlando news sociali: Un volontariato per Pompei e i beni culturali a rischio
Le ACLI Provinciali di Napoli e ABC Acli Beni Culturali, di fronte alle immagini drammatiche del crollo strutturale della “Schola Armatorarum” di Pompei, non possono che con amarezza condividere l’espressione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “ è una vergogna per l’Italia”.
Pompei è per l’umanità il sito archeologico più importante d’Europa e del mondo, con una propria capacità di attrazione di visitatori indipendentemente dal contesto territoriale.
E’ certamente paradossale che per incuria o incapacità si lasci degradare un patrimonio da tutti invidiato.
Sono ancora più ingiustificate le affermazioni di queste ultime ore rivolte unicamente allo scarico delle responsabilità.
"Non è ammissibile- afferma il presidente delle ACLI Napoletane Pasquale Orlando- che di fronte ad un disastro non scatti in ognuno il principio etico dell’assunzione conseguente delle proprie responsabilità, anche per un utilizzo improprio di significative risorse pubbliche assegnate.
Le ACLI Provinciali di Napoli e ABC Acli Beni Culturali - confermano Paolo Pantani e Bruno Esposito di Acli ABC- si dichiarano in ogni caso pronte a rendere disponibili le proprie risorse territoriali del volontariato e le capacità professionali di architetti, ingegneri, archeologi, esperti in conservazione di beni culturali, manager e specialisti che operano costantemente all’interno delle Associazioni del volontariato.

Wednesday, November 03, 2010

Turismo sociale, le Acli chiedono al vicepresidente De Mita di affidare la gestione dei beni culturali chiusi al terzo settore




Napoli, 3 novembre - Un nuovo patto tra istituzioni e forze del terzo settore campano per rilanciare turismo e beni culturali. E’ stata questa, in sintesi, la proposta delle Acli al vicepresidente della giunta ed assessore regionale al turismo Giuseppe De Mita, che stamattina ha partecipato, presso la sede napoletana dell’associazione dei lavoratori cristiani, al seminario “Turismo sociale e beni culturali: nuove linee per la Campania.”
“La nostra proposta – ha detto Orlando rivolto a De Mita – è di creare un più forte legame tra la Regione Campania ed il mondo del terzo settore per la gestione dei numerosi beni culturali che restano chiusi ed inaccessibili, in modo da rafforzare l’offerta turistica regionale. Sappiamo di essere interlocutori seri e chiediamo che il turismo sociale entri nell'agenda della Regione Campania e nella nuova legge regionale sul turismo - La nostra capacità di organizzare la domanda turistica anche nella strategia di destagionalizzazione può essere una chiave di rilancio del settore, nel contempo da tempo abbiamo proposte nel campo dei beni culturali in una fase in cui la discussione sulla gestione dei grandi siti non può oscillare solo tra pubblico e privato ma tener conto del sociale organizzato.”
Sono intervenuti, tra gli altri, Pino Vitale, presidente nazionale del CTA che ha sintetizzato il puno di vista delle organizzazioni di turismo sociale sulla legge regionale in via di definizione rivendicando la capacità del mondo sociale di organizzare la domanda turistica anche per la sfida della destagionalizzazione, Paolo Pantani e Bruno Esposito di Acli Beni Culturali insieme ai dirigenti delle ACLI e del CTA dell'area metropolitana. E' intervenuto anche Michele Zannini, presidente delle ACLI di Caserta e presidente nazionale di ACLI Terra che ha richiamato l'importanza dell'interlocuzione politica realizzata tra associazionismo e istituzioni mentre Vincenzo Cirillo vice presidente delle ACLI napoletane ha sottolineato la scelta di dialogo istituzionale sui problemi scelta dalle ACLI. Importanti interventi di Bruno Canetti, presidente provinciale del CTA, di Franco De Paola della presidenza provinciale Acli, di Giovanni Sgambato del Sindacato Beni Culturali. Con l’assessore De Mita. il professor Antonio Palma, ordinario presso l’Università Federico II di Napoli, che sta coadiuvando il vicepresidente della giunta regionale campana nella stesura della nuova legge regionale sul turismo.

Monday, October 18, 2010

Le ACLI di Napoli verso il XXV Congresso Provinciale



le ACLI di Napoli terranno il loro Congresso Provinciale nei giorni venerdì 26 e sabato 27 novembre pv presso il chiostro dei Teatini all'interno della Basilica S.Paolo in Via dei Tribunali- piazza S.Gaetano.

Il tema scelto per il Congresso è: "Pane e Speranza. Associazionismo, Ben/Essere, Mezzogiorno" .
La scelta del luogo vuole testimoniare la voglia di riscatto del centro storico riscoprendo e valorizzando luoghi significativi e spesso paradossalmente poco conosciuti. Il nostro vuole essere un contributo alla costruzione di una rete sociale tesa alla crescita del territorio per il bene comune.

Le ACLI napoletane che rinnoveranno i gruppi dirigenti con un congresso ampio e partecipato, associano nella provincia di Napoli circa venticinquemila persone nei circoli territoriali (60) nelle società sportive (180), nei nuclei delle ACLI Colf delle donne straniere, nei gruppi giovanili, nei Centri di turismo sociale,nell'associazione beni culturali e servono circa trentamila cittadini attraverso il Patronato e il Caf e gli altri servizi al cittadino che promuoviamo.

Friday, October 01, 2010

Il forum delle persone e associazioni cattoliche per il lavoro: l'opinione di D'Antoni da Europa.

Oggi in piazza per il Sud

Sei grandi organizzazioni di ispirazione cattolica scenderanno oggi nelle piazze delle più grandi città del Sud per far sentire la propria voce sul Mezzogiorno.
Da Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Bari si alzerà un grido di indignazione per l’immobilismo di questi anni. E soprattutto si invocherà una nuova stagione di concordia istituzionale necessaria alla definizione di un grande patto che individui nel riscatto dei più deboli il principale obiettivo strategico nazionale. Un segnale che si unisce idealmente al forte appello al confronto lanciato sabato da Confindustria e all’idea che per rilanciare la crescita del paese una grande intesa cencertativa sia urgente e ormai irrimandabile.
Queste importanti chiamate interrogano in modo diretto la politica e non possono più rimanere inascoltate.
L’Italia deve ripartire da un grande patto sociale che punti al rilancio delle realtà sociali più deboli. In questa prospettiva lo sviluppo del Mezzogiorno assume un significato strategico. Tutte le criticità nazionali si ripresentano infatti con maggiore intensità nel Sud. E il problema centrale sotto il parallelo di Roma si chiama lavoro. Nei giorni scorsi abbiamo letto dati da bollettino da guerra. Al meridione spetta infatti il triste primato europeo del più basso tasso occupazione giovanile, che tocca la soglia del 40 per cento, contro una media nazionale del 28. Ma il dramma del Sud è solo parzialmente rappresentato dagli indicatori ufficiali, che non sono in grado di pesare l’incidenza dello scoraggiamento, che porta moltissime persone a non iscriversi neanche più alle liste di collocamento.
Superare insieme le cause che sono alla base di questo infernale squilibrio, significa sciogliere il nodo centrale dello sviluppo nazionale. È questo il punto centrale – e pienamente condivisibile – della piattaforma che presenteranno oggi Cisl, Movimento cristiano lavoratori, Compagnia delle opere, Confartigianato, Confcooperative ed Acli. Ben concreto e apprezzabile il ventaglio delle proposte che include tra l’altro una vera fiscalità di sviluppo, un piano infrastrutture degno di questo nome e risorse nazionali che vadano oltre gli spot di questi due anni. Ma le associazioni vanno oltre e pongono la sfida meridionale al centro di una battaglia per ristabilire valori fondanti di una comunità quali dovrebbero essere la solidarietà e la fratellanza. Un messaggio che deve illuminare anche l’azione politica.
Perché dalla capacità che avremo di dare risposte all’altezza dipende non solo la futura crescita della ricchezza nazionale, ma anche il riscatto della politica intesa come opera morale al servizio del bene comune.
Al centro di questa azione deve tornare la persona, primo ed essenziale elemento di una società coesa e solidale. Significa sostituire il principio del conflitto con quello della partecipazione, secondo cui ogni membro di una comunità deve sentirsi protagonista nel processo di cambiamento.
Come si traduce questa griglia di valori in concreto? Con la parola “concertazione”. Significa garantire la compartecipazione delle organizzazioni sociali nei processi decisionali e produttivi nazionali.
Promuovere e sostenere le competenze dei corpi intermedi – a cominciare dalla famiglia – secondo il principio della sussidiarietà.
Assicurare, sul piano nazionale, una salda riaffermazione del patto unitario e solidale. Lavorare al cantiere della piena e responsabile condivisione delle responsabilità su obiettivi strategici comuni.
Questa la sfida che ci attende oggi.
Ma solo uscendo dal clima di conflitto sociale, geografico e istituzionale in cui il governo Berlusconi ha gettato il paese saremo in grado di raccoglierla pienamente.
Restituendo una nuova speranza di unità, solidarietà e sviluppo all’Italia e agli italiani.

Bonanni a Napoli: Sud può essere California d'Europa


di Ilaria Storti

Napoli (dal nostro inviato). Quattro città del Sud (Napoli, Reggio Calabria, Bari, Palermo), oltre 5 mila persone unite in una sola manifestazione, atipica e trasversale. Dal Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel Mondo del Lavoro - composto da Cisl, Movimento Cristiano lavoratori, Compagnia delle Opere, Confartigianato, Confcooperative ed Acli - arriva la chiamata a raccolta di tutti coloro che non vogliono rassegnarsi all'oblio del Mezzogiorno. Un appello "alla partecipazione di tutte le persone di buona volontà impegnate nei nostri movimenti - sottolineaRaffaele Bonanni, nel suo intervento alla manifestazione di Napoli -. E' un appuntamento simbolicamente importante in un momento così delicato della vita nazionale. Un segno di speranza e di impegno, quell'impegno alla partecipazione che ha sollecitato il cardinal Bagnasco. Vogliamo recuperare il coraggio della responsabilità e della testimonianza". Quando chi deve guidare la vita pubblica "smarrisce il senso della sua funzione", secondo il segretario generale della Cisl, "vuol dire che le comunità italiane non riescono fino in fondo a esprimere il meglio che hanno" e "a fare vergognare chi usurpa l'importante funzione che è la politica". Anche per questo il Forum, che non vuole essere "un nuovo partito" o una nuova lobby, ha scelto di mettere al centro di questo impegno la rinascita del Sud e la creazione di una nuova classe dirigente. "A Napoli - ricorda Bonanni - c'è un termovalorizzatore che funziona al 30%. A Salerno c'è voluto un quarto delle risorse per un termovalorizzatore che funziona a pieno regime. Questo è l'emblema di come si opera nel Meridione, dove la spesa viene destinata non per il bene comune ma contro il bene comune. Il Sud può essere la California d'Europa, ma non basta chieder soldi per il Sud, bisogna sapere come si usano. Io - aggiunge il numero uno di Via Po - sono convinto che le risorse, senza una discussione a monte, possono persino rovinare il Mezzogiorno. Qui ci vogliono regole diverse, magari momentanee, ma diverse. Ogni opera pubblica qui deve avere un volto e deve rispettare norme draconiane".
Regole che sono gli stessi cittadini meridionali a esigere, soprattutto di fronte all'imminenza della rivoluzione federalista. Alla Mostra d'Oltremare, sede napoletana dell'iniziativa di ieri, si percepisce immediatamente che le invettive folkloristico-elettorali di Bossi al Sud vengono prese sul serio. E si percepisce che il federalismo qui è temuto, che alla razionalizzazione della spesa si crede poco, mentre si teme molto l'abbandono del Mezzogiorno come una zavorra troppo a lungo tollerata.
"Noi - afferma Lina Lucci, segretario generale della Cisl Campania - dobbiamo fare uno sforzo in più perché la Campania ha una situazione gravissima, debiti per miliardi, disoccupazione altissima. Il risultato di una politica che ha invaso campi, che ha distrutto li tessuto connettivo. L'appello che lanciamo oggi è un appello a intestarci le questioni importanti, emergenziali, e a trovare una condivisione. Se il federalismo - aggiunge Lucci - viene realizzato in assenza di una guida politica di certi processi, allora sarà pericolosissimo. Noi non chiediamo l'elemosina, chiediamo al Governo che si rispettino i parametri perequativi. Non vogliamo essere vittime di sentimenti anti meridionali, che feriscono soprattutto quelli che vogliono farcela".
All'appello, il Forum accompagna delle proposte precise per far ripartire li Mezzogiorno. Le illustraCarlo Costalli, presidente di Mcl: la trasparenza della Pubblica amministrazione; il rifiuto di usare il Pubblico come fonte di assunzioni per risolvere il problema dell'occupazione: la promozione di programmi di educazione alla legalità; la creazione di iniziative per favorire l'ingresso di giovani e donne nel mercato del lavoro con contratti regolari; il contrasto alla povertà attraverso il lavoro. "La politica - aggiunge Costalli - non basta per fare ciò. Chiamiamo a raccolta i cattolici e tutti coloro che si impegnano nella vita pubblica. Siamo vicini alla Cisl per l'impegno nel salvataggio di Pomigliano e chiediamo al Governo un'iniziativa concreta per salvare anche Fincantieri.
La partecipazione dei cittadini comuni, secondo il presidente della Acli di Napoli, è già molto più forte di come venga dipinta a volte sui media. "La coesione sociale di questa area metropolitana - afferma Pasquale Orlando - è tenuta in vita da migliaia di esempi di partecipazione e buona volontà. Il merito di questa giornata è rimettere la gente del Sud al centro del dibattito. Ma oggi, l'unica strada per crescere è affrontare i problemi del lavoro e dell'istruzione. Perché qui, sulla porta del mercato del lavoro, c'è scritto ‘vietato l'ingresso ai giovani'". E un esempio dell'impegno dei cittadini per risollevare il Sud è incarnato dalla cooperativa la Paranza, nata pochi anni fa in uno dei rioni più difficili di Napoli, il rione Sanità. "Oggi - dice Riccardo, uno dei soci della coperativa - è un rione isolato, un po' ghettizzato. Ma è anche un luogo dove ci sono tante realtà positive. La nostra cooperativa nasce per promuovere le bellezze del quartiere e combattere il pregiudizio nei suoi confronti. Nel 2006 abbiamo creato la casa del Monacone, una struttura di accoglienza ricavata da una basilica fatiscente, finanziata dai privati. Da lì è nato il progetto San Gennaro Extra Moenia. Abbiamo avuto in gestione le catacombe del rione e vi portiamo i turisti (col contagocce), però riusciamo a farli entrare. E così abbiamo aperto il quartiere al mondo".
L'impegno del Forum, ricorda Salvatore Del Monaco, presidente della Compagnia delle opere Campania, è dunque quello di "realizzare una socialità diversa, più umana". "Il nostro stare insieme - dice Del Moncao - deve portare a costruire un clima di coesione sociale per contribuire al bene comune. Non vogliamo chiedere dei privilegi ma vogliamo un'inversione di rotta".
Un'inversione di rotta che, secondo Antonio Campese, presidente Confartigianato Campania, è essenziale per il mondo produttivo meridionale. "In Italia- afferma - non si parla mai del diritto al profitto, ossia del mantenimento di regole certe nel medio periodo. Cosa che da noi manca da tempo. Quando si parla di federalismo e deregulation, io mi chiedo se si possa deregolare senza una cultura dell'etica. Non si può fare una deregolamentazione se non c'è una cultura dell'etica, se non c'è certezza delle regole e delle norme".
Dalla Campania giunge, dunque, una richiesta di cambiamento reale. Perché, spiega il presidente di Confcooperative Napoli e Campania, Ferdinando Flagiello, "qui non possiamo più tollerare politiche che difendono le rendite di posizione". "Il federalismo - aggiunge Flagiello - può essere devastante per il Mezzogiorno se non è accompagnata alla razionalizzazione della spesa pubblica e al rientro del deficit regionale".
L'impegno del Forum c'è, dunque, ma i tempi sono strettissimi. "Il Sud è tagliato fuori dall'Europa - ricorda a proposito Bonanni -, proprio mentre nel mondo ci sono popoli che raggiungono lo sviluppo. Senza lo sviluppo non ci sono diritti. Perché i posti di lavoro non si fanno per legge, ma devono essere posti di lavoro reali che vengono creati sul mercato. Al Governo centrale chiediamo una fiscalità di vantaggio che permetta al Sud di essere avvantaggiato, diversamente sarà svantaggiato. Finché c'è sottosviluppo, oligarchie che usano il potere per il bene personale e un mafia che fa da regia, - conclude il segretario della Cisl - il Meridione non rinascerà. Il lavoro è importante, perché noi siamo fatti per esprimere il meglio di noi stessi e per fare di noi stessi delle persone integre. Quando manca il lavoro le persone muoiono perché non possono essere loro stesse".

Thursday, September 30, 2010

Forum lavoro e cattolici a Napoli.









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Centinaia di aclisti di Napoli e della Campania hanno preso parte all'appuntamento della Mostra d'Oltremare.

"Bisogna rimettere il tema del Sud al centro dell'agenda politica. Non è possibile che si spostino risorse per pagare le multe all'Unione Europea per il comportamento dei produttori di latte del nord e poi si taglino i fondi che permettono di creare occupazione e sviluppo al Mezzogiorno." Lo ha affermato Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli, sul palco dell'evento organizzato stamattina dalle associazioni del laicato cattolico, tra cui Acli, Cisl, Mcl, Compagnie delle Opere e Confcooperative, presso la Mostra d'Oltremare di Napoli.

"Il terzo settore - ha proseguito - può fare molto per la rinascita delle nostre terre e farà la sua parte.. Nelle nostre terre davanti ad un problema c'è chi si mette le mani dietro la schiena per tirarsi indietro, chi le alza per arrendersi, chi se le mette in tasca per dare, al massimo, un contributo economico. Poi ci siamo noi, che invece vogliamo avere le mani in pasta e sporcarcele per quello che è giusto: difendere i diritti dei cittadini del Sud Italia, che vivono quotidianamente situazioni drammatiche con le Istituzioni che raramente ascoltano il loro grido di dolore."

Nel corso della grande inziativa del Forum a Napoli molto apprezzata la testimonianza di Anna Cristofaro del direttivo nazionale ACLI Colf sulla condizione delle donne straniere impegnate nel lavoro di cura e le iniziative della nostra organizzazione in questo difficile campo dell'azione sociale.


pasquale orlando news sociali: Forum lavoro e cattolici a Napoli.

Sunday, September 26, 2010

Le Acli di Napoli al fianco dei lavoratori della Fincantieri di Castellammare di Stabia

pasquale orlando news sociali: Le Acli di Napoli al fianco dei lavoratori della Fincantieri di Castellammare di Stabia: "Le Acli di Napoli al fianco dei lavoratori della Fincantieri di Castellammare di Stabia: “Gli armatori si impegnino a portare nuove commesse”

Napoli, 24 settembre 2010 – Le Acli di Napoli al fianco dei lavoratori della Fincantieri di Castellammare di Stabia che questa mattina, dopo aver proclamato uno sciopero di otto ore, scenderanno in strada con un corteo per difendere il loro sacrosanto diritto al mantenimento del lavoro.
“Da decenni la nostra associazione �al fianco delle battaglie dei lavoratori della Fincantieri e non intendiamo lasciarli soli in questo buio momento – spiega il presidente provinciale dell’associazione dei lavoratori cristiani Pasquale Orlando – Insieme al circolo di Castellammare, presieduto da Carmine Raimo, le Acli provinciali chiedono che siano salvaguardati i livelli occupazionali in uno stabilimento che ha sempre prodotto ricchezza per la societ�e che oggi non pu�essere cancellato con un semplice colpo di spugna, come se nulla fosse: mandare sul lastrico centinaia di famiglie sarebbe un atto irresponsabile ed inumano. Ci appelliamo, con il sindaco Bobbio, agli armatori privati, in particolare a quelli campani, affinch�portino nuove commesse allo stabilimento stabiese in modo da garantirne non solo una decorosa sussistenza ma anche un pieno rilancio.”"

Thursday, August 12, 2010

La FAP Acli: “Cinque milioni di anziani soli in casa a Ferragosto: i Comuni mettano in campo la necessaria assistenza.”


pasquale orlando news sociali: La FAP Acli: “Cinque milioni di anziani soli in casa a Ferragosto: i Comuni mettano in campo la necessaria assistenza.”

Roma, 12 agosto 2010 - “Le nostre stime ci dicono che almeno cinque milioni di anziani resteranno a casa, spesso da soli, a cavallo di Ferragosto. Chiediamo ai Comuni di mettere in campo servizi straordinari di assistenza. – lo afferma il presidente nazionale della FAP – Federazione Anziani e Pensionati delle Acli, Pasquale Orlando - Chi rimane solo nelle settimane più calde dell'anno dovrebbero poter chiedere assistenza domiciliare o di essere accompagnati a fare una visita medica, fare la spesa, un aiuto per prendere delle medicine in farmacia, magari un pò di compagnia a casa: tutte quelle semplici esigenze quotidiane per le quali una persona che rimane sola nei giorni centrali di agosto, con i parenti e gli amici più stretti in vacanza, per le quali un anziano o un’anziana non sanno a chi rivolgersi. Molti Comuni si sono attrezzati per tempo ma altri non l’hanno fatto. Per questo è necessario porre in essere misure straordinarie."

“La FAP – prosegue Orlando - crede che le politiche sociali siano indispensabili alla tenuta della necessaria coesione sociale del Paese e che senza tutela delle fasce deboli l'Italia non potrà garantirsi i presupposti dello sviluppo. In primo luogo è necessario garantire ad anziani e pensionati per garantire i livelli essenziali di assistenza, poiché sono tantissime le persone non autosufficienti che subiscono una drammatica emarginazione. L'anziano è davvero una grande risorsa sociale in una fase in cui le giovani generazioni si vedono chiuse le porte del mercato del lavoro ma la loro difesa è ancora più necessaria quando la risorsa si esaurisce e la società emargina le persone anziane. Questo lavoro non può svolgersi solo a livello centrale ma deve percorrere i territori comunità per comunità.”