Wednesday, January 28, 2009

Decreto anticrisi: Il Bonus famiglia resta com'�.

Decreto anticrisi: fiducia anche al Senato Marchionne: alla Fiat 60.000 posti in pericolo Calderoli: abbiamo già dato, Sacconi: vediamo

A Palazzo Madama dibattito blindato. Mercoledì atteso confronto sul futuro dell'auto al tavolo del governo. Il Bonus famiglia resta com'è.

Martina Aureli
Il governo ha posto anche al Senato la fiducia sul decreto anticrisi. Ma si era già capito alla vigilia che era questa l'aria che tirava. I tempi per l'approvazione del decreto scadevano, infatti, il 28 gennaio e in questo modo sia alla Camera che al Senato il decreto voluto dal ministro dell'Economia Tremonti è diventato inemendabile.
La scorsa settimana le commissioni Bilancio e Finanze di palazzo Madama avevano già bocciato tutti gli emendamenti (circa 400) e gli ordini del giorno presentati. Proprio per questo, in commissione il Partito democratico e l'Italia dei Valori non hanno partecipato alle votazioni sugli emendamenti e a quella sul mandato ai relatori Maurizio Saia e Riccardo Conti del Pdl a riferire in Aula.
La ragione della protesta, ha spiegato Giovanni Legnini (Pd) è stata "la totale indisponibilità del governo a qualsiasi modifica migliorativa del testo".
Anche il sottosegretario all'Economia, Luigi Casero, ha spiegato che "i tempi ristrettissimi di esame del decreto, prossimo alla scadenza, non consentono alcuna modifica".Da qui alla richiesta di porre in votazione il decreto con la blindatura della fiducia il passo è vrevissimo ed è stato compiuto per l'undicesima volta da questo governo.

Marchionne: senza aiuti alla Fiat 60.000 posti a rischio


Non arriverà dal decreto, del resto, la risposta a una crisi economica che si fa sempre più grave. Oggi l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che non è solito drammatizzare, ha detto che "Il rischio che 60.000 lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa se non ci sarà un intervento del governo, è reale". L'amministratore delegato della Fiat condivide la stima del segretario nazionale della Fim-Cisl Bruno Vitali e, a questo punto, sale l'attesa per le decisioni che verranno assunte al tavolo convocato per mercoledì dal governo.
Davanti a Palazzo Chigi ci saranno anche i lavoratori della Fiat e dell'indotto auto.
Al Lingotto arriva il commissario europeo Gunter Verheugen, che incontra Marchionne e visita lo stabilimento Iveco, mentre a Mirafiori si parla della crisi nelle assemblee.

Calderoli: incentivi alla Fiat? Abbiamo già dato

"Incentivi alla Fiat? Per quel che ci riguarda - afferma il ministro leghista per la Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli - mi sembra che si è già dato. Quella di mercoledì comunque è una riunione durante la quale il governo ascolterà le richieste ed i problemi legati al settore dell'auto. Raccoglieremo le proposte e dopo ne parleremo". "Dal governo - replica Marchionne - ci aspettiamo un intervento per tutto il settore dell'auto, che sta vendendo il 60% in meno dell'anno scorso. Non si tratta di aiutare la Fiat, ma di far ripartire un intero comparto produttivo e tutta l'economia".
Un po' diversa da quella di Calderoli, la posizione del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: "C'é un tavolo giustamente convocato per valutare le difficoltà di un grande settore e di tutta la sua filiera".
Anche gli industriali torinesi sollecitano sostegni e investimenti per il settore, "così come hanno fatto o stanno per fare tutti i paesi che hanno produzioni autoveicolistiche". "La presidente di Confindustria condivide le nostre considerazioni", afferma il presidente dell'Unione Industriale di Torino, Gianfranco Carbonato, che a Mantova ha incontrato Emma Marcegaglia per fare il punto in vista dell'incontro di mercoledì a Palazzo Chigi.


Il Bonus famiglia, a questo punto, resta così com'è

Intanto l'atteso e pubblicizzato Bonus famiglia diventa, quindi, effettivo e la scadenza per presentare le domande è al 28 febbraio. Toccherà, poi, all'Agenzia delle Entrate e al ministero dell'Economia dare ulteriori delucidazioni sui quesiti che si sono moltiplicati nelle ultime settimane.
Oggi, infatti, il decreto anticrisi approda al Senato alle 15, addirittura con una variazione al calendario di Palazzo Madama, che non prevede lavori in aula di lunedì.
Ma i tempi per l'approvazione del decreto sono strettissimi, visto che il provvedimento, blindato dalla maggioranza, scade il 28 gennaio, cioè dopodomani. La scorsa settimana le commissioni Bilancio e Finanze di palazzo Madama avevano bocciato tutti gli emendamenti (circa 400) e gli ordini del giorno presentati.
Proprio per questo, in commissione il Partito democratico e Italia dei Valori non hanno partecipato alle votazioni sugli emendamenti e a quella sul mandato ai relatori Maurizio Saia e Riccardo Conti del Pdl a riferire in Aula.
La ragione della protesta, ha spiegato Giovanni Legnini (Pd) è stata "la totale indisponibilità del Governo a qualsiasi modifica migliorativa del testo".
Anche il sottosegretario all'Economia, Luigi Casero, ha spiegato che "i tempi ristrettissimi di esame del decreto, prossimo alla scadenza, non consentono alcuna modifica".
Intanto in aula sono stati depositati circa 500 emendamenti all'intero provvedimento, ma è difficile che ne passi anche uno solo.
Altrimenti il decreto dovrebbe tornare alla Camera e non ci sarebbero i tempi per convertirlo in legge.

L'esempio della Camera: rimarrà tutto come ha deciso Tremonti

Rimarrà tutto come aveva deciso Tremonti. Col maxi-emendamento del governo, sottoposto alla fiducia della Camera, le fasce di reddito per il Bonus famiglia restano le stesse, troppo strette per la gran parte delle famiglie e favorevoli ai single o ai pensionati soli, ma non alle coppie che hanno dei figli. Altro che Bonus famiglia, insomma. L'unica novità, al momento, sembra negativa: sposta, infatti, dal 31 gennaio ai 28 febbraio il termine per la presentazione delle domande al datore di lavoro o all'Inps, per quanto riguarda i pensionati. Ma è convinzione diffusa, anche se non ancora accertata, che così facendo slitterà anche l'arrivo del Bonus in busta paga o sul libretto della pensione.
A questo punto, le possibilità di ripensamento da parte del governo sono minime, perché - una volta approvato in fretta e furia alla Camera - il decreto anticrisi arriverà blindato al Senato. E questa sarà una nuova ragione di malessere per i senatori, ma anche per chi si attendeva - dopo le promesse degli stessi parlamentari del Pdl - qualche significativa novità per le famiglie.

Il colpo di scena è una doppia beffa

Il colpo di scena sul bonus famiglia c'è, ma si traduce in una doppia beffa. Da un lato, infatti, i termini per la presentazione delle domande "scivolano" al 28 febbraio e questo vuol dire che nessuno vedrà il bonus fiscale né nella busta paga di gennaio, né in quella di febbraio. Forse farà la sua apparizione a marzo, ma il grosso si sposterà verso la primavera inoltrata. Altro che intervento per le famiglie in difficoltà a fine 2008.
Dall'altro, le fasce restano quelle fissate dal decreto anti-crisi, ampiamente criticate nelle settimane scorse, perché i fatti dimostreranno (com'è già accaduto per la Social card) che coprono una platea ben più ristretta di quella che è stata tanto pubblicizzata al momento del varo della misura.
Le famiglie anche con due soli figli faticheranno a entrare nei paletti di uno slalom pressocché impossibile se si cumulano i redditi familiari.

350 milioni di euro per gli assegnai familiari

Alessandro Pagano, il parlamentare siciliano del Pdl che aveva presentato un efficace emendamento per correggere le fasce di reddito del Bonus famiglia, cerca ora di mischiare le carte in tavola e dice che, comunque, in commissione è stato varato un aumento degli assegni familiari per 350 milioni di euro. Ma gli assegni sono stati estesi anche ai lavoratori autonomi, riducendone così drasticamente l'impatto, mentre il Forum delle associazioni familiari fa notare - giustamente - che non c'è paragone fra le cifre degli stanziamenti per il Bonus e per gli assegnai messe a confronto: da un lato oltre 2 milioni di euro (che, Social Card insegna) bisognerà vedere se verranno effettivamente spesi e dall'altra parte i 350 milioni appena messi in billancio.
Oltretutto le risorse verranno dai risparmi su un'altra inutile misure molto pubblicizzata al momento dell'inserimento del decreto anticrisi e rivelatasi del tutto inutile: quella sulla norma per gli aiuti ai mutuatari a tasso variabile, oltre il 4%, risibile nel momento in cui l'Euribor è calato (dati di ieri) 2,69%.
Per i mutui, è stata, invece, approvata la proposta di revisione sulle regole per la portabilità, con le tariffe dei notai che, rispetto al dimezzamento previsto nella stesura originaria, per le surroghe sono state azzerate. Spetterà loro solo il rimborso spese. Banche e intermediari finanziari non potranno applicare costi di alcun genere, anche in forma indiretta.

I pannolini per chi ha la Social Card

E' stato inserito, tra gli emendamenti approvati, anche un contributo per l'acquisto di pannolini e latte artificiale per i figli da 0 a 3 mesi. L'aiuto è riservato alla platea che ha già diritto alla social card.

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Federalismo fiscale e mezzogiorno. Il testo approvato al Senato non risolve tutti i problemi.

Il provvedimento sul “federalismo fiscale” approvato dal Senato contiene alcune novità, frutto del confronto tra maggioranza e opposizione in commissione e in aula. Tuttavia, vi sono ancora questioni fondamentali irrisolte e scelte estremamente rischiose per il futuro del Mezzogiorno, che dovranno essere affrontate nel corso della discussione nell’altro ramo del Parlamento. Infatti, la posizione espressa da Tremonti – secondo cui è “impossibile dare i numeri” e, quindi, indicare concretamente le modalità di copertura finanziaria del disegno di legge, vanificando la necessità di scongiurare aumenti di tasse a danno dei cittadini – manifesta una grave nebulosità su un aspetto costitutivo del provvedimento. Infatti, l’art. 119 della Costituzione prevede, tra l’altro, che la somma delle risorse derivanti dai tributi nazionali e locali, nonché dal fondo perequativo, debba consentire “ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite”. Inoltre, la mancanza di qualsiasi collegamento ad un progetto di riforma delle istituzioni – che non può essere surrogato dalla Carta delle autonomie locali, la cui presentazione è stata solo annunciata da Calderoli – rende meno plausibile il percorso di una normativa, che rischia di scaricare sui livelli territoriali dello Stato la recessione del paese e i costi della riduzione inevitabile della spesa pubblica. Si dice che, in ogni caso, la crisi economica può rappresentare un’occasione per modificare nel profondo i meccanismi di impiego delle risorse pubbliche, che in questi anni hanno prodotto sperperi, malversazioni e inefficienze, soprattutto al Sud. Questo aspetto dell’assunzione piena di responsabilità da parte di chi ha il compito di governare l’amministrazione pubblica e di erogare servizi efficienti ai cittadini è di fondamentale importanza anche per avviare una nuova fase del meridionalismo, ma, alla luce dell’esperienza della fine dell’intervento straordinario, non sembra affatto scontato che il semplice taglio delle risorse finanziarie produca una riduzione del divario. Sorge il dubbio, allora, che per riformare profondamente il Mezzogiorno occorrano provvedimenti seri contro ogni forma di assistenzialismo e di spreco, accompagnati, però, da una politica in grado di rendere efficace l’azione delle istituzioni centrali e periferiche, visibile l’assunzione di responsabilità e credibile una prospettiva di superamento del dualismo. Questo è quanto prevede anche l’art. 119 della Costituzione, che recita testualmente: “Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni”. Non sembra che questa parte del dettato costituzionale abbia ricevuto ancora una risposta adeguata dal testo sul “federalismo fiscale”, che pure avrebbe il compito di attuarlo. Le novità del disegno di legge riguardano aspetti di un certo rilievo, come, ad esempio: il “patto di convergenza” su costi e fabbisogni standard, che, presentato con il DPEF, servirà a consentire il conseguimento degli obiettivi previsti attraverso azioni correttive; il sistema dei premi per le Regioni e gli enti territoriali che, a fronte di un elevato livello dei servizi, garantiscano una pressione fiscale inferiore alla media, nonché il sistema delle sanzioni, fino al commissariamento, per gli enti non virtuosi.

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Friday, January 16, 2009

Facebook e 'o prufessore Cutolo

L'allarme dell'esponente del Pd: mafia e camorra utilizzano il sito per farsi propaganda e creare proseliti



NAPOLI — Se pure fosse una goliardata, il presidente della commissione antimafia l'ha presa piuttosto male. L'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, dopo aver ricevuto nella casella email del senato diverse comunicazioni riguardanti i gruppi di Facebook che inneggiano a noti camorristi, ha deciso di parlarne col ministro Maroni reputando «indispensabile che la polizia postale si occupi della questione». Lo riferisce la parlamentare del Pd Luisa Bossa, ex sindaca di Ercolano ed oggi componente della commissione antimafia, la quale ha scritto un'interrogazione a Maroni chiedendo «se siano previste unità specializzate all'interno della Direzione Investigativa Antimafia che si occupano specificatamente di infiltrazioni mafiose su internet». «Appare ormai evidente — scrive la parlamentare — che la mafia usa i mezzi moderni della comunicazione per scopi propagandistici e per crearsi le basi per i suoi affari criminali. Ne sono un esempio eclatante i numerosi gruppi nati su un social network diffusissimo come Facebook in onore di boss come Raffaele Cutolo, Totò Riina e Bernardo Provenzano. Questo fenomeno, denunciato anche dal Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, non va sottovalutato. Si tratta di una vera e propria infiltrazione mafiosa». L'ex sindaca di Ercolano, più volte impegnata nella difficile lotta ai clan già durante il suo mandato, ha parlato col presidente Pisanu della questione Facebook. Pisanu ha risposto: «Incontrerò Maroni per decidere su cosa fare nell'immediato futuro. Credo che occorra attivare la polizia postale. Al ministro ho consegnato personalmente la lista dei siti antimafia che mi hanno inviato comunicazioni relative di gruppi filo-camorristici ». «Ho fatto il sindaco in una zona di camorra per diversi anni — commenta Luisa Bossa — E' mortificante, dopo tutto il lavoro fatto sulla legalità, dopo tutto l'impegno profuso per far crescere una generazione più sana insieme con le scuole, le parrocchie e le agenzie educative, vedere questi siti internet aperti a tutti in cui, per scherzo o per serietà, si inneggia ai capi della criminalità organizzata».


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Monday, January 12, 2009

Colpo di scena sul bonus famiglia

Colpo di scena sul bonus famiglia, rinviati i termini al 28 febbraio: doppia beffaLo sconto fiscale arriverà solo in primavera, mentre le fasce di reddito non si toccano.di Martina Aureli Il Salvagente.
Il colpo di scena sul bonus famiglia c'è, ma si traduce in una doppia beffa. Da un lato, infatti, i termini per la presentazione delle domande "scivolano" al 28 febbraio e questo vuol dire che nessuno vedrà il bonus fiscale né nella busta paga di gennaio, né in quella di febbraio. Forse farà la sua apparizione a marzo, ma il grosso si sposterà verso la primavera inoltrata. Altro che intervento per le famiglie in difficoltà a fine 2008.Dall'altro, le fasce restano quelle fissate dal decreto anti-crisi, ampiamente criticate nelle settimane scorse, perché i fatti dimostreranno (com'è già accaduto per la Social card) che coprono una platea ben più ristretta di quella che è stata tanto pubblicizzata al momento del varo della misura.Le famiglie anche con due soli figli faticheranno a entrare nei paletti di uno slalom pressocché impossibile se si cumulano i redditi familiari.350 milioni di euro per gli assegnai familiariAlessandro Pagano, il parlamentare siciliano del Pdl che aveva presentato un efficace emendamento per correggere le fasce di reddito del Bonus famiglia, cerca ora di mischiare le carte in tavola e dice che, comunque, in commissione è stato varato un aumento degli assegni familiari per 350 milioni di euro. Ma gli assegni sono stati estesi anche ai lavoratori autonomi, riducendone così drasticamente l'impatto, mentre il Forum delle associazioni familiari fa notare - giustamente - che non c'è paragone fra le cifre degli stanziamenti per il Bonus e per gli assegnai messe a confronto: da un lato oltre 2 milioni di euro (che, Social Card insegna) bisognerà vedere se verranno effettivamente spesi e dall'altra parte i 350 milioni appena messi in billancio.Oltretutto le risorse verranno dai risparmi su un'altra inutile misure molto pubblicizzata al momento dell'inserimento del decreto anticrisi e rivelatasi del tutto inutile: quella sulla norma per gli aiuti ai mutuatari a tasso variabile, oltre il 4%, risibile nel momento in cui l'Euribor è calato (dati di ieri) 2,69%.Per i mutui, è stata, invece, approvata la proposta di revisione sulle regole per la portabilità, con le tariffe dei notai che, rispetto al dimezzamento previsto nella stesura originaria, per le surroghe sono state azzerate. Spetterà loro solo il rimborso spese. Banche e intermediari finanziari non potranno applicare costi di alcun genere, anche in forma indiretta.I pannolini per chi ha la Social CardE' stato inserito, tra gli emendamenti approvati, anche un contributo per l'acquisto di pannolini e latte artificiale per i figli da 0 a 3 mesi. L'aiuto è riservato alla platea che ha già diritto alla social card.Il testo lunedì va in aula, forse con la fiduciaIntanto, nel pomeriggio di sabato, le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno dato via libera al decreto legge anticrisi che lunedì approderà all'esame dell'Aula. I deputati della maggioranza hanno espresso parere favorevole, con un'unica votazione, a un ultimo pacchetto di emendamenti. Pd, Idv e Udc non hanno votato a favore del mandato al relatore e non hanno approvato l'ultimo pacchetto di novità introdotte.Il deputato dell'Udc, Gian Luca Galletti, ha però spiegato di non condividere il metodo (una sola votazione su una serie di proposte): "Avrei preferito voti distinti", ha infatti detto in commissione, esprimendo poco dopo alcuni pareri favorevoli sui singoli emendamenti.Critico il Pd: il governo lascia solo il paese"Il governo lascia solo il paese. Le misure sono assolutamente inadeguate. Le famiglie, le imprese, i lavoratori sono abbandonati in uno dei momenti più difficili della storia italiana": lo afferma il capogruppo del Pd in commissione Bilancio Pier Paolo Baretta, al termine dei lavori delle Commissioni parlamentari sul decreto legge anticrisi."Non vogliamo fare allarmismi - dice ancora Pier Paolo Baretta - ma il testo che esce dalle commissioni ricalca quello approvato dal governo ed è del tutto insufficiente a rispondere alle necessità del paese".Fra i capitoli che lasciano più dubbi al Pd, "quello relativo alle norme sul trasferimento dei rami d'impresa. Si tratta - spiega Baretta - di una misura pensata per Alitalia e che viene generalizzata dal decreto. Noi avevamo presentato un emendamento soppressivo, ma non è stato accolto e così resta la norma varata dal governo, che apre un vulnus gravissimo perché tutte le imprese potranno scomporre gli assetti societari senza tutele per i lavoratori".Perplessità poi dal Pd anche sul capitolo del massimo scoperto: la stretta introdotta infatti "é ancora troppo morbida", spiega Baretta.Resta, infine, il dubbio se il governo porrà la fiducia:Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Vito, dice che è prematuro pronunciarsi sulla fiducia, ma aggiunge che sicuramente il governo rispetterà "il lavoro svolto nelle commissioni così come è stato rispettato l'impianto originario del provvedimento".


pasquale orlando news sociali: Colpo di scena sul bonus famiglia

DL ANTICRISI: BAIO-BOBBA (PD), BONUS FAMIGLIE INADEGUATO

DL ANTICRISI: BAIO-BOBBA (PD), BONUS FAMIGLIE INADEGUATO
(ASCA) - Roma, 12 gen - ''Il bonus famiglie non e' per le famiglie. Il decreto anticrisi appena licenziato dalla commissione bilancio della Camera e' inadeguato a far fronte alla crisi economica delle famiglie, soprattutto quelle con figli minori e numerose''. Lo affermano i parlamentari del Pd Emanuela Baio e Luigi Bobba, commentando l'articolo apparso ieri su Avvenire ed oggi sul Corriere della Sera.''La famiglia con figli minori, quella con disabili e anziani a carico, dove si fa fatica ad arrivare a fine mese, dove si concentra la poverta' non e' nemmeno sfiorata da questo provvedimento, che invece - sostengono i due parlamentari - si rivolge ai single o alle coppie senza figli con redditi bassi. Per questo Governo sposarsi e avere figli significa avere carichi fiscali ed essere svantaggiati economicamente, in alcuni casi vuol dire essere poveri''.''Avevo gia' fatto presente in commissione lavoro il 16 dicembre scorso - prosegue Bobba- che la parametrazione utilizzata non poteva soddisfare i bisogni delle famiglie, anzi crea una del tutto ingiustificata discriminazione tra chi convive e chi e' regolarmente sposato con figli''. E continua Baio ''A due giorni dall'inizio del VI incontro mondiale delle famiglie a Citta' del Messico, organizzato dal Pontificio Consiglio della Famiglia, dove saro' presente per il Senato, avrei voluto portare una testimonianza forte della politica italiana, che evidenzi un'azione significativa nei confronti di chi decide di prendere delle responsabilita' nei confronti della societa', sposandosi e creando una famiglia orientata sulla stabilita' e sui figli, di chi crede nell'articolo 29 della Costituzione e vede la famiglia come vero tessuto primario della societa'. Un'altra importante occasione persa''.''Ci si aspettava una sferzata importante per ridare fiducia alle famiglie- concludono i parlamentari- ma i dati del CAF della Cisl parlano chiaro ed evidenziano che solo il 18% dei nuclei familiari potra' beneficiare del bonus, mentre il paradosso finale e' che di questa percentuale la maggior parte di beneficiari e' formata da coppie conviventi, in quanto potranno presentare una doppia richiesta e quindi usufruire di un bonus doppio. La centralita' della famiglia per questo Governo serve solo per gli spot elettorali e quando si tratta di fare politiche concrete il centrodestra e' single''.


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Monday, December 22, 2008

“Rosetta provaci!”

Le Acli di Napoli al sindaco Jervolino: “Rosetta provaci!”

Napoli, 22 dicembre 2008 – A margine di un incontro per lo scambio degli auguri di buon Natale, il presidente provinciale delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) Pasquale Orlando ha augurato alla città “una nuova fase di lavoro politico-amministrativo teso al bene comune.” Orlando, dopo aver rimarcato l’importante ruolo occupato dal mondo del sociale organizzato per contrastare l’illegalità, la marginalità, l’individualismo che si fanno sempre più strada anche in una città come Napoli ha dichiarato che le Acli “confidano nelle scelte di Rosa Russo Iervolino.”


"La difficile situazione di Napoli non ha facili vie d'uscita. – ha detto Orlando - Serve un lavoro serio fondato su valori forti e programmi condivisi. E’ necessario risalire la china per ricreare un clima di fiducia nella gente e nell’attuale caos sarebbe da pazzi perdere una delle poche personalità al di sopra di ogni sospetto. Provaci Rosetta, decidi di proseguire il cammino intrapreso e compi le tue scelte per il rinnovamento della giunta in totale autonomia. Come avrebbe scritto il Manzoni, adelante con juicio.”

Le Acli nelle scorse ore hanno riunito tutti gli operatori del Patronato per fare il punto sulle scadenza legate alla Social Card e al Bonus Famiglia. Al termine della riunione di lavoro, dipendenti, iscritti e dirigenti delle Acli partenopee (che contano circa trentamila soci di sistema) hanno brindato all’imminente Natale.


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pasquale orlando news sociali: “Rosetta provaci!”

Friday, December 19, 2008

SOCIAL CARD: ACLI, ANCORA POCHI GIORNI PER RICARICARLA. Chiesta la proroga.

Mancano solo pochi giorni di tempo e centinaia di migliaia di persone potrebbero perdere la possibilita' di vedersi ricaricare sulla propria Carta Acquisti i 120 euro previsti dal Governo come finanziamento retroattivo. L'allarme e' lanciato dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, che per venire incontro alle richieste di assistenza dei cittadini terranno aperti gli sportelli dei Caf Acli anche tra Natale e Capodanno.
Secondo quanto previsto dal provvedimento del Governo, gli arretrati del 2008 - cioe' i 40 euro dei mesi di ottobre, novembre e dicembre - saranno versati solo sulle Carte di chi presenta la domanda alle Poste entro il 31 dicembre. Finora le Card consegnate sono state piu' di 300mila, con un ritmo di elaborazione di circa 30mila al giorno. Ma la platea di beneficiari prevista era di oltre 1 milione di cittadini.

''Il rischio - afferma Paola Vacchina, presidente nazionale del Caf Acli - e' che centinaia di migliaia di cittadini, soprattutto i piu' ''bisognosi'' che stanno affollando i nostri sportelli, perdano un contributo di 120 euro che gli spetterebbe invece di diritto. Il rimborso retroattivo dei tre mesi - spiega - era stato pensato immaginando l'attivazione della Carta Acquisti dal 1 ottobre.

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SOCIAL CARD: ACLI, ANCORA POCHI GIORNI PER RICARICARLA. Chiesta la proroga.

Wednesday, November 26, 2008

Il governo invia la lettera per la social card.

Il ministro dell'Economia: «Non vogliamo identificare una parte sociale». A regime costerà allo Stato circa 450 milioni di euro
ROMA
La social card, la carta sociale per i più poveri, servirà anche per accedere automaticamente alle tariffe sociali dell’Enel, oltre che per gli acquisti di prima necessità. Lo ha chiarito il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi di presentazione della carta. «Serve - ha spiegato Tremonti - per accedere alle tariffe sociali dell’Enel, le tariffe sociali già c’erano, ma diventa automatico: si può usare questo supporto per avere in modo automatico le tariffe sociali».

La social card sarà come un anomimo bancomat di color azzurro e quindi «non segnerà socialmente i portatori: non vogliamo identificare una parte sociale. È una polemica nella quale non vogliamo entrare - sottolinea - noi pensiamo che a questi soggetti 40 euro servono, fanno la spesa di beni di consumo di base. È una carta anonima quindi nessuno può dire che segna socialmente i portatori. Abbiamo immaginato un supporto anonimo, una normale carta di pagamento elettronico azzurra. Un supporto assolutamente anonimo in alternativa rispetto alla distribuzione fisica di denaro perchè - spiega - su questo supporto si possono aggiungere anche altre voci».

«A regime la "social card" varrà 40 euro al mese, più altri sconti con le catene convenzionate. Pensiamo che su questo strumento - aggiunge il ministro - possano essere applicate altre voci addizionali di beneficio e di sconto. L'iniziativa peserà sulle casse dello Stato per 450 milioni di euro. La prima fase di applicazione, da ottobre a dicembre di quest’anno, verrà finanziata con un minima quota della Robin Hood tax. A regime costerà 450 milioni di euro», ha detto Tremonti.

«Tra ieri e oggi sono partite già 300mila lettere e ne saranno inviate altre 150mila al giorno sino a raggiungere tutti i beneficiari. Trecentomila lettere, che sono l’estratto dei nostri archivi, sono state recapitate da Poste tra ieri e oggi - ha spiegato Tremonti - 150mila lettere al giorno partiranno nei prossimi giorni. Il nostro obiettivo è terminare il prima possibile. Il gran totale dovrebbe essere 1 milione e 300mila persone più o meno». Tremonti ha infatti chiarito che forse non tutti i beneficiari saranno raggiunti perchè magari non risultano negli archivi, ma il ministro ha assicurato che chi ritiene di rientrare nei parametri stabiliti potrà andare alle Poste e chiarire la propria posizione.


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I governatori del sud ed il taglio dei fondi

Sarà la paura di non avere più capacità politica di intervento, sarà il timore di non aver più risorse da investire, così come anche la preoccupazione di perdere il consenso popolare, ma il paventato taglio delle risorse per il Mezzogiorno per un valore pari a 2,3 miliardi, ha finalmente visto un´azione comune di importante protesta politica da parte di tutti i governatori delle regioni meridionali.
Il segnale da cogliere? Che è arrivato il momento di far sentire con un´unica voce l´esigenza dello sviluppo del Mezzogiorno.
Stavolta non si tratta di "piagnistei" di meridionali e meridionalisti ancorati ad un superato e vetusto auspicio per la ripresa dell´intervento straordinario per il Mezzogiorno. Si tratta invece di definire al meglio le politiche finanziarie dello Stato di qui ai prossimi anni, e le risorse da investire e destinare al Sud.
In un momento in cui la crisi finanziaria globale sta coinvolgendo anche l´economia reale penalizzando famiglie ed imprese, e la riduzione dei consumi è sotto gli occhi di tutti, il taglio delle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, contribuisce ad aggravare le previsioni di recessione che vedono le regioni meridionali in testa alla infelice classifica.
Il Fas contribuisce alle spese di gestione, quelle correnti, importanti anche per la copertura dei buchi delle amministrazioni locali. Costituisce, dunque, uno zoccolo duro di risorse non destinate alle politiche addizionali per lo sviluppo. Gli interventi di riduzione di questi valori penalizzano ancor di più una situazione già difficile di per se stessa.


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Thursday, November 20, 2008

Istituzioni per un giorno al capezzale dell'infanzia

pasquale orlando news sociali: Istituzioni per un giorno al capezzale dell'infanzia: "MINORI
- Istituzioni per un giorno al capezzale dell'infanzia

Celebrazione istituzionale ai massimi livelli della Giornata mondiale per i diritti dell'infanzia. Messaggio di Napolitano, interventi di Fini e Berlusconi. Per il presidente della Camera 'una societ�che non pensa abbastanza ai bambini, che ne ignora le domande, che ne calpesta i diritti e non si impegna a fondo contro violenza e sfruttamento, �una societ�senza avvenire''.

- Meno pubblicit�. La presidente della Commissione parlamentare infanzia, Mussolini chiede 'che meno pubblicit�bombardi i minori: ogni ora in tv 45 spot; 35 mila all'anno, di cui 6.000 alimentari. E poi ci lamentiamo del rischio obesit�.

- Adozioni ai single e pi�veloci. Quindi apre alle adozioni da parte dei single e annuncia una proposta di legge entro novembre: 'adozione responsabile da parte di chi �benestante e pu�adottare anche bambini pi�grandi togliendoli dall'istituto; richiesta del consenso dei minori anche sotto i 14 anni; tempi ridotti'. 'pi�trasparenza per le adozioni internazionali'."

Sunday, November 16, 2008

La rivoluzione ambientale: differenze tra U.S.A. e Italia

Con la nuova leadership americana la differenza tra Italia ed Usa in termini di giustizia climatica non è soltanto un problema di abbronzatura. Ed il tema è drammaticamente importante.
Il segretario dell’ONU Ban Ki Moon ha dichiarato al Forum mondiale di Davos che la guerra del Darfur è nata da una crisi ecologica dovuta alla carenza di fonti di acqua potabile. Il rapporto 2007 sullo sviluppo umano delle Nazioni Unite calcola che i bambini al di sotto di 5 anni nati durante una siccità hanno una probabilità tra il 35 e il 50 percento maggiore di essere malnutriti.


pasquale orlando news sociali: La rivoluzione ambientale: differenze tra U.S.A. e Italia

Brunetta esagera e poi uno si butta a sinistra.

Statali/ Brunetta: Fannulloni a sinistra,Cgil irresponsabile
Epifani: "Ne dia prova, se non lo fa è un bugiardo"


Montecatini Terme, 16 nov. (Apcom) - Dove stanno i fannulloni Per il ministro Renato Brunetta "spesso stanno a sinistra", e la polemica divampa. Il titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione ha infiammato la giornata conclusiva del congresso dei 'Circoli del Buongoverno' di Marcello Dell'Utri: "Stiamo cambiando l'Italia", ha affermato dal palco di Montecatini Terme, rivendicando tra l'entusiasmo e gli applausi scroscianti della platea di aver "toccato i santuari del potere della sinistra" con una riforma orientata all'efficienza che "non poteva non turbare i sogni dei fannulloni".

Brunetta ha ricordato che il sistema dei servizi pubblici, malgrado le negligenze dello Stato e dei dirigenti, "è andato avanti sul buonsenso, sull'orgoglio, sull'onore, sul senso di responsabilità di tanti dipendenti pubblici che hanno continuato comunque a fare il loro mestiere", e che il ministro ha ringraziato. I suoi nemici, ha affermato, non sono i cittadini ("Il Paese è con me!", ha detto fra gli applausi), e forse nemmeno i sindacati "che pensavano di essere i fichi del bigoncio" e ora si trovano spiazzati. Contro di lui, ha spiegato, c'è solo "un pezzo del Paese", ovvero "il Paese delle rendite e dei poteri forti, quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra". Un dolore per lo stesso Brunetta, che ha ribadito di sentirsi uomo di sinistra, "un socialista che sta in Forza Italia".

Il socialista del Ps Bobo Craxi, commentando l'intervento, ha definito "superficiali e faziose" le considerazioni sugli statali, a dimostrare "la mancanza di serenità e di equilibrio necessari a svolgere il compito di ministro". Perplesso anche il ministro ombra del Pd Linda Lanzillotta, secondo cui la lotta ai fannulloni non può essere "nè di destra nè di sinistra", e se diventerà il pretesto per uno 'spoil system' politico "la nostra opposizione e la nostra azione di denuncia - ha affermato - saranno durissime".

A tuonare è stato, soprattutto, il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, intervistato da Lucia Annunziata a 'In Mezz'ora': "Ci dia prova di quello che afferma, perché se non lo fa è un bugiardo", ha detto alle telecamere di Raitre.

Proprio la Cgil, poco prima, era stata attaccata dallo stesso Brunetta per l'atteggiamento tenuto nella vertenza del pubblico impiego: "In una democrazia bisogna tener conto anche di loro, ma il 7-14% mi sembra ben lontano dal 51%, e quindi si va avanti", aveva detto della partecipazione allo sciopero: "In un momento così difficile - aveva aggiunto Brunetta - il sindacato dovrebbe avere una attitudine responsabile e costruttiva. Cisl, Uil, e altri sindacati l'hanno avuta: la Cgil non l'ha ancora, spero che ce l'abbia".

pasquale orlando news sociali: Brunetta esagera e poi uno si butta a sinistra.

Friday, November 14, 2008

La Corte Europea condanna l'Italia per l'et�pensionabile delle donne

ROMA - La Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia per il regime pensionistico dei dipendenti pubblici che prevede che le donne vadano in pensione a 60 anni, mentre gli uomini a 65. Pronunciandosi sulla base di un ricorso della Commissione Europea, la Corte del Lussemburgo osserva che viene così violato "il principio della parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore". Infatti la pensione viene calcolata, osserva la Corte, sulla base degli anni di servizio prestati e in base all'ultimo stipendio del dipendente pubblico. E quindi, costringendo le donne ad andare in pensione cinque anni prima degli uomini, le si condanna inevitabilmente a percepire una pensione inferiore. La Corte ha respinto l'argomentazione italiana secondo la quale la fissazione di un'età diversa a seconda del sesso è giustificata dall'obiettivo di eliminare discriminazioni a danno delle donne. Infatti andare in pensione prima, ritengono i giudici lussemburghesi, "non compensa gli svantaggi ai quali sono esposte le carriere dei dipendenti pubblici donne e non le aiuta nella loro vita professionale né pone rimedio ai problemi che possono incontrare nella loro vita professionale". Pertanto la legge 23 ottobre 1992 n.421, che definisce il regime pensionistico dei dipendenti pubblici, andrebbe riformata, dal momento che ha istituito "un regime professionale discriminatorio", e viola il principio generale della parità di trattamento, garantito dall'art.141 CE (ma anche dalla Costituzione italiana).

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Immigrazione: plauso a parole Napolitano e Fini

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"L'incontro al Quirinale con i 'nuovi cittadini italiani'


Roma, 13 novembre 2008 - Apprezzamento e gratitudine da parte delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani per la parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nel corso dell'incontro al Quirinale con i 'nuovi cittadini italiani' ha definito l'immigrazione 'fattore di freschezza e di forza per la nazione italiana'. Soddisfazione anche per quanto affermato dal presidente della Camera Gianfranco Fini che ha dichiarato 'maturi i tempi per una nuova legge sulla cittadinanza'.

�Non possiamo non condividere le parole del Capo dello Stato - ha detto il presidente delle Acli Andrea Olivero - che ha avuto il coraggio di presentare il tema dell'immigrazione come risorsa per il nostro Paese, in tempi di parole folli, proposte demagogiche e azioni deprecabili nei confronti dei cittadini stranieri�."

Primo Forum Nazionale del Turismo Sociale

Paestum 15-16 novembre 2008
Napoli 22 novembre 2008
Un approccio di sistema per lo sviluppo sostenibile del turismo sociale in Campania
organizzato dalla FITUS Campania (Federazione Italiana Turismo Sociale)

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Monday, November 10, 2008

Dopo giorni di lettura del discorso di Barak Obama rileggiamoci "I have a dream" di Martin Luter King

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.

Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.

Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.

Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.

Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

Ma non soltanto.

Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.

Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.

Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.

E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente".


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Friday, November 07, 2008

Finanza etica, finanza reale

Un sistema finanziario eticamente orientato avrebbe retto meglio alla crisi in corso(da Aesse 11 2008)
In molti oggi si chiedono se la drammatica crisi finanziaria ed economica che stiamo vivendo si sarebbe potuta evitare. Una cosa è certa: le regole, che pure c’erano, non sono state sufficienti. Devono essere riscritte con l’obiettivo di rendere trasparente il mercato, fermare la speculazione, favorire processi di sviluppo che siano legati con i territori e con le persone. Proprio come fa da anni – anche in Italia – la finanza etica. Nella ricerca di un modello che sappia coniugare etica ed economia, non è necessario partire da zero. L’esperienza maturata in questi anni da istituti come Banca Etica mette a disposizione un patrimonio di iniziative e progetti finanziati e realizzati che coniuga creazione di valore economico e valore sociale.Il capitalismo senza guinzaglio ha prodotto una delle crisi più profonde del sistema economico dell’ultimo secolo. Questa crisi ha reclamato un deciso intervento degli Stati che hanno tardivamente messo la mano pubblica negli affari privati andati male. Ci ritroviamo ora con voragini finanziarie per tappare le quali si utilizzano soldi dei cittadini.


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Registro dei clochard, ''sindrome da marciapiede lucido''

pasquale orlando news sociali: Registro dei clochard, ''sindrome da marciapiede lucido'': "SENZA DIMORA – Registro dei clochard, ''sindrome da marciapiede lucido''
No alla schedatura per le persone senza dimora: la Fiopsd prende posizione in merito all’emendamento della Lega al ddl sicurezza che prevede un registro per i clochard presso il Viminale. Pezzana: “La mancanza di residenza anagrafica comporta l'invisibilit�burocratica amministrativa e l'impossibilit�di veder riconosciuti diritti fondamentali”. E chiede: “non possiamo che dedurre che tale registro sia anche il modo per concedere a qualunque persona senza dimora una prestigiosa residenza anagrafica in Piazza del Viminale 1”."