Sunday, September 30, 2007

Cercola, Massa di Somma, Pollena Trocchia, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, Volla: verso il partito democratico.

pasquale orlando: Cercola, Massa di Somma, Pollena Trocchia, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, Volla: verso il partito democratico.

pasquale orlando: Cinque per mille, Bobba e Ferrante: "Che fine hanno fatto i pagamenti?"

Cinque per mille, Bobba e Ferrante: "Che fine hanno fatto i pagamenti?"
'Che fine ha fatto il contributo destinato alle Ong e alle associazioni dai cittadini attraverso il 5 per mille dell'imposta sul reddito e incassati dallo Stato oltre un anno fa? Quanto tempo ancora dovranno aspettare le associazioni creditrici per ottenere quei fondi? Che iter avra' il contributo del 2007"? Sono queste le domande che i senatori della Margherita Francesco Ferrante e Luigi Bobba hanno rivolto oggi in una interrogazione al ministro dell'Economia e delle Finanze, per sapere quando e come verra' risolta l'assurda situazione che vede le associazioni e le fondazioni, le Onlus e le Ong creditrici nei confronti dello Stato che, a distanza di oltre un anno, non ha ancora provveduto a distribuire i contributi ottenuti attraverso il meccanismo del 5 per mille dell'imposta sul reddito del 2006. ''Questo assurdo ritardo -si legge nell'interrogazione- rischia di produrre un effetto negativo sulle future donazioni. Quasi 16 milioni di cittadini hanno scelto di destinare quella quota alle organizzazioni che si occupano di ricerca, di volontariato, di assistenza e che, grazie a quel contributo, possono incentivare le proprie attivita' indispensabili per tutti''. Moltissimi cittadini infatti, hanno scelto di destinare quella percentuale alla ricerca contro il cancro (700mila preferenze), molti alle Onlus, dall'Unicef (235.311), alle Acli (228.829), da Emergency alla Croce Rossa fino alla lotta alla sclerosi multipla o alla Lega del filo d'oro come ad altre organizzazioni di volontariato o di protezione ambientale. ''Bisogna risolvere al piu' presto questa situazione -concludono Ferrante e Bobba- quindi chiediamo al ministro di conoscere i motivi di questo gravissimo ritardo e se non ritenga utile mettere in atto provvedimenti che in futuro evitino di riproporre una situazione paradossale quale quella alla quale stiamo assistendo oggi''.
pasquale orlando: Cinque per mille, Bobba e Ferrante: "Che fine hanno fatto i pagamenti?"

Monday, September 24, 2007

http://isabellecomedienne.vox.com/

L'immagine della campagna pubblicitaria di Oliviero Toscani per il marchio Nolita, con la modella Isabelle Caro vittima dell'anoressia.
Oliviero Toscani colpisce ancora e torna a far discutere con la sua foto choc sull’anoressia: la modella francese Isabelle Caro ha posato per la campagna pubblicitaria realizzata per Nolita, fashion brand del gruppo Flash&Partners.
La ragazza, scheletrica e completamente nuda (pesa appena 31 chili), ha scelto di esporsi- come ha detto a Vanity Fair - ‘’perché la gente sappia e veda davvero a che cosa può portare l’anoressia'’.

‘’L'anoressia è un tema tabù per la moda” ha dichiarato il fotografo “Come l’Aids ai tempi: nessuno nel giro della moda aveva l’Aids…. Adesso invece l’argomento tabù è l’anoressia. Io non credo che la moda abbia grandi responsabilità nel problema dell’anoressia, è una cosa molto più ampia che riguarda tutti i media e in particolare la televisione, che propone alle ragazze modelli di successo assurdi'’.
Fatto sta che mentre l’immagine campeggia a doppia pagina sui quotidiani e sui manifesti pubblicitari lungo le strade delle città, sono esplose le polemiche: ‘’Esageratamente cruda'’ è il primo commento di Fabiola De Clercq, presidente dell’Aba, (associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia), e autrice di molti testi sull’argomento.
‘’Credo che queste campagne con immagini così dure e crude siano giuste, opportune'’ ha commentato invece Giorgio Armani. In sintonia con Stefano Dolce e Domenico Gabbana: ‘’Finalmente qualcuno dice la verità sull’anoressia, cioè che non un problema della moda ma un problema psichiatrico”. ‘’Il problema più grande, e perfino evidente, è ormai quello dell’obesità, ma sono entrambi, fenomeni contro cui lottare” concludono gli stilisti “ma non sono problemi strettamente della moda. Nella moda le donne sono sempre state molto sottili, anche negli Anni 50 e 60′’.
Se il ministro della Salute plaude alla campagna di Toscani, un altro esperto è in completo disaccordo con l’utilizzo di una malata per fini pubblicitari ed economici: “Il messaggio che passa è che l’anoressia è una scelta che si può evitare: stiamo parlando di un fenomeno molto più complesso che ha varie origini, genetiche, psicologiche” sostiene Riccardo Dalle Grave, presidente dell’Aidap (associazione italiana disturbi dell’alimentazione e del peso). Anche dal mondo dei pubblicitari c’è perplessita: ‘’Mi auguro molto caldamente che gli effetti di questa pubblicazione siano stati prima testati con grande attenzione e che i risultati siano stati incoraggianti” è l’auspicio di Annamaria Testa.
Toscani chiosa: “Il paradosso è che ci si sconvolge davanti all’immagine e non di fronte alla realtà. Io ho fatto, come sempre, un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo'’.



pasquale orlando: Abbatte un tab�o sfrutta i malati? Toscani choc sull’anoressia

Friday, September 21, 2007

SETTIMANE SOCIALI, ITALIA E BENE COMUNE

Editoriale di Claudio Gentili, Direttore de “La Società”

Nel 1907, in occasione della prima Settimana Sociale dei cattolici italiani, furono affrontati, sotto l’attenta regia di Giuseppe Toniolo, temi di grande attualità: la condizione di lavoro degli operai, i contratti di lavoro, la formazione, l’emigrazione.

Pistoia fu scelta non a caso, ma come esempio di una fiorente attività cooperativa. Mons. Pottier, della Scuola Sociale Cattolica di Liegi fu invitato a trattare in modo specifico dei traguardi conquistati dalla cooperazione.

La scelta di Pistoia e di Pisa per celebrare dal 18 al 21 ottobre 2007 il centenario delle Settimane Sociali non è solo una scelta celebrativa. L’auspicio è che si torni a parlare di temi forti, ad affrontare nuovamente la questione sociale, a parlare del lavoro (su cui da tempo si riflette poco), ad affrontare i grandi temi della questione antropologica, a dare ai laici uno spazio da protagonisti e non da spettatori, a ritrovare la capacità pragmatica di evidenziare non solo problemi ma anche soluzioni, a rinunciare al genericismo delle dichiarazioni e degli auspici.

La 45ma Settimana Sociale dei cattolici, a cui la nostra Rivista ha dedicato tutti i numeri del 2007, è un’occasione per riflettere sul bene comune e sull’Italia.

Il bene comune – diciamolo con chiarezza – è l’esatto contrario dei concorsi truccati, dei test di accesso all’università pagati, dei furbetti del quartierino, dell’evasione fiscale, del mancato utilizzo della riscossione fiscale per alleviare le povertà, dello spreco del denaro pubblico, della mancanza di capacità di decisione, delle varie mafie. Recentemente di fronte alla scoperta di un test per l’accesso alla facoltà di medicina che era stato pagato, un giovane ha candidamente risposto: “siamo in un paese di furbi e anch’io faccio il furbo”.

E’ questo il punto da cui partire: il bene comune come vita retta per tutti.

Il bene comune come elemento unificatore di una società pluralista.

Il bene comune come orizzonte etico che precede la politica.



Il nostro è un paese che da circa 20 anni vive in uno stato cronico di divisione profonda. Prima le vicende di Tangentopoli, poi l’emergere di un bipolarismo selvaggio in cui le coalizioni nascevano avendo come unico collante l’odio per l’avversario, infine la progressiva rottura del rapporto fra cittadini e politica, l’incapacità della politica a governare e a ottenere risultati.

Ma soprattutto una crisi di reputazione della politica e una carenza di leader credibili.

In talune forme il bipolarismo selvaggio non ha risparmiato neppure la comunità ecclesiale. Infine la perdita della passione per il bene integrale della persona e per il bene comune causata dalle diverse forme di individualismo e dal relativismo.

Il successo del blog di un famoso comico italiano improvvisatosi capopopolo, che invoca la forca per la politica e i suoi rappresentanti eletti in Parlamento, è un segno della crisi dell’idea di bene comune.

In forma sintetica si può dire che l’Italia ha bisogno di bene comune, ha bisogno di unità, ha bisogno dei cattolici. Far ritrovare all’Italia lo spirito dei padri costituenti è il primo compito della 45ma Settimana Sociale.

In secondo luogo la settimana sociale è una grande occasione di unità e di comunione sinfonica dentro la Chiesa. Franco Garelli, in alcuni recenti e lucidi interventi, ha descritto una cattolicità italiana divisa tra credenti impegnati in esperienze kerigmatiche e spirituali ma privi di sensibilità sociale e i cattolici del volontariato e dell’impegno sociale in taluni casi in difficoltà di sintonia con i temi di fondo dell’insegnamento dei pastori.

Come ha evidenziato la 58ma Settimana Liturgica nazionale, che si è svolta a Spoleto a fine agosto, è proprio la liturgia uno dei luoghi privilegiati per lo sviluppo di una coscienza sociale ispirata al Vangelo. Per vivere da cristiani occorre armonizzare la fedeltà a Cristo con la cittadinanza, cioè con l’impegno ad essere presenti nel mondo. Ogni celebrazione liturgica aiuta ad operare una lettura sapienziale della storia e un discernimento dei fatti e aiuta a scorgere la misteriosa presenza del Risorto nel quotidiano.

E lo stesso Family day che nel maggio scorso ha visto scendere in piazza un milione di cattolici a difesa dell’idea comune di famiglia (quella sancita dall’art. 29 della nostra Carta Costituzionale) ha segnato una evidente discontinuità. Sono scesi in piazza cattolici che non avevano mai partecipato a una manifestazione politica. E’ sceso in piazza il popolo cattolico. Sono scesi in piazza i nuovi movimenti, quella che potrebbe essere definita la società civile della Chiesa.

Per dirla in modo un po’ sbrigativo, accanto ai cattolici liberali, ai cattolici democratici e ai cattolici impegnati nel volontariato emerge una terza figura, che potremmo provvisoriamente definire dei “neo-cattolici”, che si affaccia all’impegno sociale e che a questo impegno è chiamata da una forte esperienza di Dio e da un cammino di conversione personale e comunitario.

Sicuramente nei tanti volti e nelle tante storie presenti a Pisa-Pistoia, accanto ai cattolici impegnati tradizionalmente nel sociale ci saranno i volti dei “neo-cattolici”, con meno esperienza politica ma con una grande domanda di luoghi in cui i cattolici tornino sa far sentire la loro voce e a dare il loro contributo all’unificazione di un paese tanto diviso.

Alla 44ma Settimana Sociale di Bologna il cardinale Carlo Caffarra ha affermato: “abbiamo bisogno di un luogo, creato da tutte le forze associate del laicato cattolico italiano dove sia possibile offrire un’alta formazione a chi intende impegnarsi nella costruzione di una polis nella quale l’ordine delle cose è subordinato all’ordine delle persone”.

Nonostante numerosi e generosi tentativi, nonostante l’impegno di Retinopera, Scienza e Vita, Forum delle famiglie, Scuole diocesane di dottrina sociale, questa domanda è rimasta sostanzialmente inevasa. Ecco allora il terzo grande auspicio per le Settimane Sociali del centenario. Non ridursi ad un evento celebrativo, ma lanciare tre grandi sfide: l’unificazione del paese attorno al bene comune, il nuovo ruolo dei cattolici uniti sui valori non disponibili e alleati con tutti gli uomini di buona volontà, la formazione alla coscienza sociale.

Negli incontri estivi di Bose, Vallombrosa e Subiaco, appuntamenti decisivi per ripensare il ruolo dei cattolici nella società italiana, fortunatamente con toni e sensibilità differenziate è emersa una domanda comune: valorizzare il ruolo dei cattolici come esperti di bene comune.

Tre tratti essenziali sono stati richiamati come caratteristici della formazione alla coscienza sociale. In primo luogo la formazione deve abilitare ad una laicità per la quale il pluralismo è da viversi entro una comune cornice di valori.

In secondo luogo i cattolici sono chiamati a partecipare al dibattito democratico proponendo principi valori e soluzioni, nell’ambito dell’idea della democrazia deliberativa e non meramente competitiva in termini razionali quindi condivisibili da ogni uomo di buona volontà.

In sostanza si tratta di formare ad una idea di laicità intesa come casa comune le cui mura sono costituite dai valori non negoziabili dell’ecologia umana.

In terzo luogo la formazione deve far leva su quel patrimonio dottrinale e sociale costituito dalla tradizione del movimento cattolico e dalla DSC.

Evidentemente la formazione alla coscienza sociale deve evitare forme di moralismo e di velleitarismo e preparare persone competenti capaci di adottare soluzioni efficaci per il bene comune . Alla base di questa auspicata nuova stagione formativa per i cattolici vi è l’idea che l’Italia ha bisogno del contributo dei cattolici per la costruzione del bene comune.

Occorre evitare sia precipitose fughe in avanti nella costruzione di un nuovo partito cattolico che altrettanto immotivate forme di assuefazione al relativismo e alla secolarizzazione e di conseguente programmatica rinuncia a quello che Guardini definiva il “distintivo cristiano”.

Per rafforzare l’impegno sociale i laici cattolici,nella loro autonoma responsabilità di animare le realtà temporali, e soprattutto le loro Associazioni e Movimenti, hanno la necessità di rafforzare il “mettersi in rete” non solo per superare forme sterili di competizione ma soprattutto, come ricorda costantemente Savino Pezzotta, uno dei leader più credibili di questa nuova stagione del movimento cattolico, per evitare il rischio di un neocollateralismo bipolare, palese o occulto.

Fatta salva l’autonomia del sociale come ricchezza e risorsa delle persone (che nessuna “statolatria” può soffocare) la presenza politica dei cattolici in Italia non può oggi che essere plurale. La domanda da porsi quindi è: mentre nasce il Partito democratico e si propone la formazione del Partito delle libertà nell’ottica di un rafforzamento del bipolarismo e di un superamento della frammentazione, come i cattolici possono dare un contributo alla democrazia attraverso la fecondità sociale del loro contributo al bene comune e la sperimentazione di nuove forme di partecipazione.

Nessuno nega ovviamente il ruolo fondamentale dei partiti ma nessuno è obbligato a stare in un recinto. Accanto al nascituro bipartitismo possiamo immaginare espressioni di partecipazione più libere e aperte, in grado di far crescere una domanda politica dal basso, ridando peso e autonomia alla dimensione territoriale. Strumenti che siano capaci di intervenire nel dibattito politico con proposte, mobilitazioni, campagne in grado di generare pensiero politico e di favorire la partecipazione. Un po’ come avvenne in altre stagioni del movimento cattolico con l’Opera dei congressi, la Lega democratica di Donati e le ACLI.

Come è stato nel passato, anche nel futuro il cattolicesimo rimane una risorsa per pensare l’Italia. Come non possiamo immaginare il nostro patrimonio culturale nazionale senza le Madonne di Raffaello e i Crocifissi di Giotto così ci è difficile immaginare il futuro dell’Italia senza un ruolo attivo e propositivo dei cattolici.

L’identità italiana non è quella di una nazione cattolica ma tale identità non si può prospettare senza il cattolicesimo. Direi che scopo precipuo di tale formazione alla coscienza sociale è aiutare i cattolici a ripensare il proprio ruolo di laici impegnati per la costruzione della città dell’uomo.

Il fulcro ispiratore e sintetico della formazione alla coscienza sociale è il concetto di bene comune che va reinterpretato alla luce dei cambiamenti storici. Si tratta quindi di appropriarsi del concetto già elaborato dalla Pacem in Terris di bene comune universale e di quella dimensione universalistica di bene comune che la Centesimus Annus individua nel tema della salvaguardia del creato.

Si tratta infine di legare strettamente bene comune e questione antropologica. Facendo in modo che non vi siano più i cattolici della pace e quelli della famiglia con reciproche antipatie ideologiche ma che pace e famiglia, salvaguardia del creato e rifiuto delle manipolazioni genetiche, attenzione ai poveri e fisco equo, solidarietà con gli immigrati e rafforzamento della legalità, cultura del lavoro e passione educativa, camminino insieme.

Vi sono due motivi dominanti del Magistero di Benedetto XVI che possono ispirare una ripresa di attenzione al ruolo sociale dei cattolici. Innanzitutto l’esigenza di conciliare fede e ragione. In secondo luogo l’idea che dove Dio è grande l’uomo non è mai piccolo e che chi crede non è mai solo.

All’Agorà di Loreto Papa Ratzinger ha dato ai giovani una consegna che penso possa valere per tutti i partecipanti alla 45ma Settimana Sociale: “non abbiate paura di preferire le vie alternative indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale, relazioni affettive sincere e pure, un impegno onesto nello studio e nel lavoro, l’interesse profondo per il bene comune”.

Tornano alla memoria gli ambiti del Convegno ecclesiale di Verona: vita affettiva, fragilità umana, lavoro e festa, tradizione, cittadinanza. Tutti temi grandi da declinare attraverso la testimonianza personale, il pensiero sociale e l’azione comune. Per il bene dell’Italia.

pasquale orlando: SETTIMANE SOCIALI, ITALIA E BENE COMUNE

Wednesday, September 19, 2007

CAMPANIA: LEGGE SU DIGNITA' E CITTADINANZA SOCIALE (SCHEDA)

(ASCA) - Napoli, 18 set - Il testo di legge approvato oggi dal Consiglio della Campania assicura la stabilizzazione dei sistema integrato dei servizi ispirato, per usare le parole dell'assessore Rosa D'Amelio, al concetto di universalita'. Un sistema che promuove un welfare inteso non come 'formuila risarcitoria di opportunita' non fruita, ma come uguaglianze di opportunita' a condizioni sociali e stati di bisogno, con particolare riguardo alle pari opportunita' di genere e la liberta' di opzione tra le prstazioni erogabili. In sintesi, il provvedimento, parte da un nuovo concetto di welfare inteso come forma sociale di garanzia della giustizia in democrazia e provvede al potenziamento del ruolo dell'Ambito Territoriale (che costituisce l'unita' minima di riferimento per monitorare i bisogni, per programmare interventi e servizi, per verificare la qualita' e il grado di soddisfazione dei cittadini utenti) in modo integrato con il distretto sanitario e il territorio scolastico corrispondente. La legge - strutturata con programmazione triennale - garantisce i livelli essenziali di assistenza sociale, istituisce il Fondo sociale regionale, il sistema informativo sociale (Sis) e la mappa regionale dei bisogni sociali - un obiettivo strategico della programmazione triennale della Regione Campania. La Regione Campania intende esercitare una funzione di vigilanza e controllo sul sistema integrato dei servizi sociali e territoriali e sulla garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni, promuovendo un processo di valutazione partecipata di qualita'. Allo sttao attuale le risorse disponibili sono pari a poco piu' di 80 milioni di euro. dqu/mcc/bra




pasquale orlando: CAMPANIA: LEGGE SU DIGNITA' E CITTADINANZA SOCIALE (SCHEDA)

Istruzioni anti-attacco cardiaco, la grigliata fatale di Ingrid. O era Federica?

Antibufala: istruzioni su come riconoscere un attacco cardiaco

Nella puntata del Disinformatico ho raccontato un appello che sta impazzando in Rete: quello per una certa Ingrid (o in alcuni casi Federica) che sarebbe caduta durante una grigliata ed è poi morta perché non sono stati riconosciuti i sintomi di un "attacco cardiaco".

L'appello descrive una tecnica per riconoscerli: chiedere alla persona di sorridere, di pronunciare una frase completa, di alzare le braccia e mostrare la lingua. Se la persona non ci riesce, occorre chiamare il pronto soccorso, stando all'appello.

Il problema è che una persona in arresto cardiaco (questa la dizione più corretta, secondo Claudio Benvenuti, responsabile del Progetto Rianimazione e Defibrillazione Precoce a Ticinocuore) non è assolutamente in grado di fare queste cose: se si segue il consiglio dell'appello, si perde tempo prezioso. E' invece opportuno chiamare immediatamente i soccorsi (in Svizzera, il 144).

Va detto, per completezza, che quelle istruzioni non sono del tutto campate in aria ma hanno un fondamento di verità: infatti provengono dal Cincinnati Prehospital Stroke Scale o CPSS, che però si riferisce agli ictus, non agli arresti cardiaci, come raccontato qui. Riguardano insomma un problema medico completamente diverso dall'arresto cardiaco.

Vale, dunque come sempre, la raccomandazione di non affidare la propria salute e quella altrui a un e-mail di dubbia provenienza, ma di chiedere alle persone realmente competenti.
da: http://attivissimo.blogspot.com/2007/09/istruzioni-anti-infarto-la-grigliata.html

Wednesday, September 12, 2007

Test medicina: Web scatenato, tra "Mussi santo subito" e appelli per proteste e ricorsi collettivi

C’è chi vorrebbe "Mussi Santo subito" e grida "giustizia è stata fatta!". Chi ha fatto un voto, ha saputo che non dovrà ripetere il test ed ora dovrà andare a fare "un pellegrinaggio a Santiago de Compostela". Chi, invece, non si accontenta della decisione del ministro di far ripetere il test solo a Catanzaro. Tutti, comunque, si incontrano sui blog e sui forum, per chiedere più lealtà nelle università e soprattutto che non si ripeta più quella che ormai nel gergo del web viene definita "testopoli".

Si erano raccolti in un sito (www.test-medicina.135.it) i ragazzi che non volevano l’annullamento a livello nazionale dei test. Hanno organizzato una petizione, chiesto agli studenti di fotografare e mettere online la mole di libri che li hanno accompagnati durante i mesi di studio e oggi festeggiano e ringraziano il ministro. Sta già facendo il giro del web l’immagine del ministro con la scritta "Santo Subito".

Sono soddisfatti anche i ragazzi che popolano il forum di www.futurimedici.com. Quasi tutti d’accordo sulla decisione di far ripetere il test solo a Catanzaro. «Giustizia è stata fatta – si legge - ai non ammessi: in bocca al lupo per l'anno prossimo e non aspettate di vedere le graduatorie per denunciare stranezze durante il test». In pochi protestano e dicono che si tratta di una "pezza" messa da Mussi. «Scusate ma Ancona e Chieti che fine hanno fatto? – si legge ancora - in tutte le altre città nemmeno un controllino?».

Ma c’è l’altra parte del web che è ancora in subbuglio. Il sito dell’Unione degli universitari (www.udu.it) continua a battersi per l’annullamento dei test a livello nazionale. Hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica contro il numero chiuso, rilanciano la campagna per il libero accesso all’università. Convocano una manifestazione davanti al Ministero dell’Università per martedì 18 settembre alle ore 14. Reputano insufficiente la risposta di oggi di Mussi e continuano a promuovere il ricorso collettivo nazionale, «rivolto a tutti i ragazzi che hanno partecipato al test di ammissione nelle varie facoltà di Medicina e Chirurgia». Sul sito si può scaricare il modulo per aderire alla campagna. Anche il sito del Coordinamento per il diritto allo studio, Sindacato studentesco universitario
(www.coordinamento.org) raccoglie l’iniziativa dell’Udu e offre istruzioni su come fare il ricorso collettivo.

Ed è soprattutto sui blog che si raccoglie la rabbia, le lacrime e la protesta di tanti studenti. Su un blog un ragazzo chiede che anche a Messina il test per la facoltà di Medicina e Chirurgia venga ripetuto affermando che «non è stato consentito ad alcuno di assistere alle prove di esame, pare che in alcune aule sia stato consentito di iniziare la prova con ben 30 minuti di anticipo e che si sia proceduto alla composizione delle aule con un sistema computerizzato, dimenticando di inserire alcuni nominativi. Questi successivamente sono stati aggiunti … sul genere della riffa parrocchiale».

Anche Erika è furiosa perché fare il medico era il sogno della sua vita e non è passata, forse per colpa dei raccomandati. In molti si lamentano «e chi ha studiato tutta l'estate ed è rimasto fregato?» (falla-girare.blogspot.com/).

La protesta arriva in tutti gli angoli del web e in tutte le forme. Jacopo, 23 anni, studente di medicina a Firenze fa una semplice domanda: «e tu quanto hai pagato per entrare a medicina?». Mentre Ippocrata (e il nick scelto non è un caso) che si definisce "studentessa di medicina fuori corso e a mezzo servizio" propone ironicamente: «... io mi vendo la mia matricola e libero un posto… poi rifaccio il concorso, entro (io che ho studiato), finisco gli esami e mi laureo. Ecco trovato il modo di capitalizzare la cultura». Qualcuno le avrà risposto?
di Laura Bogliolo su Il Messaggero

pasquale orlando: Test medicina: Web scatenato, tra "Mussi santo subito" e appelli per proteste e ricorsi collettivi

Sunday, September 09, 2007

pasquale orlando: Fuga di notizie sui test, pm all’universit�Medicina

Test di ammissione alle facoltà di Medicina e Chirurgia, l’Italia corre a due velocità ma c’è il sospetto che al Sud le procedure per le selezioni siano state meno rigorose. A Messina, tanto per fare un esempio, i primi 44 candidati classificati sono risultati essere più bravi del migliore studente in corsa a Siena. Mentre a Bari ci sono sette «eccellenze» che superano il più preparato tra i concorrenti presentatisi alla «Sapienza» di Roma.A Catanzaro, invece, qualcuno ha esagerato aprendo addirittura i plichi inviati dal ministero: tanto da indurre il rettore dell’università «Magna Grecia», Saverio Costanzo, a chiamare il procuratore della Repubblica e il ministro Fabio Mussi che ha subito congelato la correzione degli elaborati svolti nel capoluogo calabrese.Tutto questo, col carico da novanta degli errori nel questionario nazionale di 80 quiz sottoposto ai 70 mila esaminati lo scorso 4 settembre, ha dunque messo in allarme il ministro Mussi (Università e Ricerca) che, a questo punto, non esclude l’annullamento di alcune prove di esame. Col passare dei giorni, infatti aumentano le anomalie statistiche: «Voglio una relazione chiara per avere rapidamente gli elementi per poter intervenire. Quali garanzie abbiamo delle segretezza di questo quiz? Ho ricevuto un’informativa in cui mi si segnala che con il massimo dei voti a Medicina in Italia sono usciti sette studenti: ebbene quattro di questi sono dell’Università di una città del Sud con poche decine di migliaia di abitanti. Per ottenere una simile statistica bisognerebbe che questa città avesse 60 milioni di abitanti».Ecco, la provocazione di Mussi che annuncia per la prossima settimana decisioni «giuridicamente ineccepibili e politicamente forti», non smuove di un millimetro i presidi delle facoltà meridionali potenzialmente sotto accusa. Tra quali, anzi, c’è chi si vanta dei risultati ottenuti dai candidati presentatisi nel Mezzogiorno: «Se queste eccellenze fossero tutte nella mia facoltà non mi meraviglierei», commenta il preside Emanuele Altomare della giovanissima facoltà di Medicina di Foggia. A Messina, il preside Emanuele Scribano ci scherza su: «No, non possiamo essere noi perché Messina ha più di 200 mila abitanti. E’ vero, i nostri candidati sono più preparati anche se poi, purtroppo, una volta laureati se ne vanno a lavorare al Nord».Nando Dalla Chiesa, sottosegretario all’Università, non è così sereno e segnala che oltre a una valanga di richieste di raccomandazione giunte al ministero («Tutte respinte, perché è un reato») qualcosa di strano è successo a Bologna: qui, tra i candidati, c’erano decine di ultra quarantenni (forse genitori) che sono sospettati di aver dato un «aiutino» ai figli. Per questo, spiega Luigi Frati, preside di Medicina alla «Sapienza», «da anni noi sistemiamo i candidati in aula per ordine di data di nascita in modo che i "vecchietti" stiano tutti da una parte».Ecco, insistono al ministero, ora bisogna verificare se questa disposizione sia stata rispettata in tutta Italia così come quella procedura che prevedeva, per ordine di Mussi, la distribuzione di questionari sfalsati nella numerazione dei quiz per i candidati seduti allo stesso banco. Ora toccherà al ministro tirare le somme sui risultati più che lusinghieri ottenuti nelle Università del Sud rispetto ai voti più contenuti concessi al Centro Nord. Di certo, conclude Mussi, «questo è l’ultimo anno che si procede con questo sistema troppo affidato all’arbitrio e alla manipolazione».



pasquale orlando: Fuga di notizie sui test, pm all’universit�Medicina

pasquale orlando: E a Piacenza il Letta Festival

Il modello è quello ormai collaudato del Festival di letteratura di Mantova e di tutti i suoi epigoni (la filosofia a Modena, l’economia a Trento): una città invasa pacificamente dagli appassionati della materia per incontrarsi e discutere. Il 14 e il 15 settembre, a Piacenza, sarà un appuntamento speciale. Intanto, il tema è la politica, e ancora nessuno aveva avuto il coraggio di provarci. E a fare gli inviti è il candidato alla leadership del Partito democratico Enrico Letta. Per due giorni, il 14 e il 15 settembre, i Letta-boys daranno vita alla kermesse che apre ufficialmente la campagna elettorale del quarantenne sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ribattezzata, un po’ pomposamente, Festival delle idee. Location prestigiose: il Palazzo gotico, il teatro municipale, il teatro Farnese, dove si discuterà di libertà, mobilità, natalità, la triade programmatica della campagna di Letta. Più altri quattro luoghi disseminati per il centro storico di Piacenza, per discutere di questione settentrionale, questione meridionale, forma partito, Italia in Europa e politica internazionale. Conclusione con discorso finale dell’aspirante leader. Ci saranno politici, amministratori locali, economisti, ricercatori universitari, imprenditori e tanti giovani nati negli anni Ottanta, i preferiti di Letta. Mondi testimoniati da tre garanti scelti per la trasparenza della campagna elettorale: l’economista Giacomo Vaciago, il presidente della regione Basilicata Vito De Filippo, l’imprenditrice veronese Marilisa Allegrini, nota come produttrice del vino Amarone. Il lancio in grande stile della candidatura che l’ex ministro ha annunciato all’inizio della sua corsa per il 14 ottobre su Internet. Con il giovane Letta all’attacco su tutta la linea: no ai coordinatori regionali decisi da Roma, no alla quota dei 5 euro per votare il 14 ottobre e decisione libera per gli elettori che decidono di partecipare alla fase costituente de Pd. E no anche ai “quei candidati che si occupano prevalentemente dell’agenda del governo”: vedi Veltroni.Una sfida anche mediatica, campo in cui Letta parte svantaggiato rispetto alla potenza di fuoco di Walter Veltroni e al buon posizionamento di Rosy Bindi come candidata alternativa. Con il tentativo do scherzarci su: il comico Enrico Bertolino si è messo a disposizione, a Piacenza lancerà un nuovo format, l’Herry Lettermann show, intervista semi-seria la candidato sul modello del più noto talk-show americano. E non c’è solo il meeting di Piacenza: il sottosegretario sfida il sindaco di Roma anche in libreria. Stessa casa editrice, la Rizzoli, stesso titolo evocativo: contro “La nuova stagione”, il sunto del veltronismo tascabile, Letta pubblica il suo libro rosso. Titolo in linea con la campagna elettorale tutta giocata al futuro: “In questo momento sta nascendo un bambino”.


pasquale orlando: E a Piacenza il Letta Festival

Saturday, September 08, 2007

pasquale orlando: Approvare la legge sulla dignit�sociale per proseguire la riorganizzazione del welfare

Presidio al consiglio regionale della Campaniacentro direzionale di Napoli Isola F 13Martedì 18 settembre 2007 alle ore 10.00
Il Forum regionale del terzo settore e il comitato “Il welfare non è un lusso” che riunisce oltre 150 organizzazioni sociali, chiedono l’approvazione della Legge sulla Dignità e Cittadinanza sociale.Dopo i tentativi falliti di questa estate di approvare la legge sulla Dignità e la Cittadinanza sociale, il consiglio regionale il prossimo 13 di settembre - in una seduta monotematica - tenterà nuovamente di licenziare i 75 articoli della legge.Per impedire ulteriori rinvii, ci diamo appuntamento proprio nella stessa giornata, alle ore 10.00 al centro direzionale presso la sede del consiglio regionale, Isola F 13.L’approvazione della legge sul welfare regionale prevista per ogni Regione dalla legge quadro sul sistema socio-assitenziale, la 328 del 2000 si propone di rendere stabile l’organizzazione territoriale e la programmazione sociale, definisce i poteri sostitutivi nel caso di inadempienze da parte dei vari livelli istituzionali, regolamenta i diversi ruoli dei soggetti del terzo settore e fissa i criteri e gli standard di funzionamento.Il consiglio regionale della Campania deve prestare la dovuta attenzione a questioni fondamentali per lo sviluppo della regione, per garantire diritti a tutti i cittadini.Il welfare non può essere valutato nemmeno in questa fase della Regione, che ha ancora problemi di crescita economica, solo in termini di costi, bensì anche come ambito importante di sviluppo di attività che, oltre ad avere ricadute positive sul piano occupazionale, contribuisce attivamente alla creazione e al mantenimento del benessere delle persone. Se non si può contare su risposte sicure ai bisogni delle persone, a partire da quelle più fragili e con problemi, che razza di sviluppo potrà mai esserci? La legge, appunto, non risolve tutti questi problemi, ma riteniamo che costituisca uno strumento fondamentale, per rimettere in cammino un processo di riforma che ormai appare bloccato.Questa Regione non approva una legge sociale da oltre vent’anni e non vuole comprendere che la prima emergenza da affrontare è quella sociale.Per informazioni:comitato il welfare non è un lussoTel. 081 7872037 - 0817871289

pasquale orlando: Enrico Letta invita i blogger a Piacenza

pasquale orlando: Enrico Letta invita i blogger a Piacenza

Tuesday, September 04, 2007

Nuovi timori sul sostegno: "Mancheranno 5.000 insegnanti

DISABILITA' - Nuovi timori sul sostegno: "Mancheranno 5.000 insegnanti"
Toccheranno quota 200 mila gli alunni disabili (con handicap certificato) nell’anno 2007-2008: +5% in un anno. Ma rimane invariato il numero di insegnanti di sostegno. Una direttiva ministeriale ha infatti bloccato le assunzioni di nuovi docenti, già in numero insufficiente. Nocera (Fish): "Ne mancheranno 5.000".

- FIORONI: MA NON SONO BADANTI - La risposta del ministro della Pubblica istruzione Fioroni: “Anche quest’anno sarà rispettata la legge in materia”. Ma precisa: “Non spetta a noi garantire l'assistenza. Gli insegnanti di sostegno sono dei collaboratori diretti dell'insegnante di classe, non sono né assistenti sociali, né badanti”.

pasquale orlando: Nuovi timori sul sostegno: "Mancheranno 5.000 insegnanti

Terzo settore e societ�civile: quali prospettive e quale futuro?

Terzo settore e società civile: quali prospettive e quale futuro?
I GIORNI D’EUROPA 2007
Verso il partito democratico
Costiera Amalfitana e Cilento 3 – 8 Settembre 2007

GIOVEDI 6 SETTEMBRE
Vietri sul Mare – Piazza Amendola

Ore 12:00 Terzo settore e società civile: quali prospettive e quale futuro?
Intervengono: Eleonora Cavallaro ( Presidente ACLI Campania), Cristina De
Luca (Sottosegretario Ministero Solidarietà Sociale), Marco Granelli
(Presidente CSV.net), Maria Guidotti (Portavoce Forum Terzo Settore), Marina
Magistrelli (Senatrice Ulivo), Don Antonio Mazzi (Presidente Fondazione
Exodus), Vilma Mazzocco (Presidente Federsolidarietà-Confcooperative),
Paolo Zambelli (Responsabile Relazioni esterne C.d.O.)
Modera: Riccardo Bonacina (Direttore Vita)

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Sunday, September 02, 2007

Tra innovazione e ricerca l'appuntamento di Letta a Benevento.


Bella iniziativa a Benevento con Enrico Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio e candidato alla segreteria del Partito democratico.
Alle quindici, accolto dal Presidente dell'Amministrazione Provinciale on. Carmine Nardone , Letta ha visitato il Marsec ed apprezzato l'alto livello di ricerca e tecnologia della importante istituzione beneventana. Subito dopo introdotto da Paola Genito e Pasquale Orlando ha discusso con numerosi sostenitori beneventani. All'incontro hanno dato il loro contributo Giovanni Zarro, Giulia Abbate, il ricercatore Gisondi, nonchè Lello DE Stefano già presidente dell'ATO. Presenti in sala tantio giovani e donne con amministratori locali di molti comuni della provincia. Letta era accompagnato dall'europarlamentare Gianni Pittella e dal consigliere regionale Guglielmno Vaccaro.
"Abbiamo voluto utilizzare questo piccolo spazio anche alle tre di pomeriggio- ha detto Pasquale Orlando - per aprire alla città l'opportunità di partecipare alla costruzione del partito democratico e l'entusiasmo e i messaggi di adesione ci rassicurano sul progetto".
Letta che poi si è diretto alla festa di Telese ha centrato il suo intervento sulle potenzialità del Mezzogiorno chimato ad una sfida comunitaria su energia e ambiente candidandosi ad essere la piattaforma delle energie rinnovabili. "Vogliamo riformare davvero il Paese non parlare di riforme. Un riformismo coerente a partire dal welfare, dalle infrastrutture e soprattutto dal capitale umano.